… completamente inutili, a meno che non vi sia stato consigliato da qualcuno che conosce come si svolge oppure non conosciate chi lo organizza. Se fatto da case editrici non è altro che un modo per far soldi. In genere non insegnano nulla di nuovo. Se si partecipa è solo per conoscere persone appassionate con cui condividere l’interesse per la scrittura e per confrontarsi.
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Ecco a voi il racconto sulla follia. È ecceduto nella dimensione ecco perché non è stato accettato al concorso… Sì, magari anche per altri motivi
. Non lo so. Non ho avuto tempo per scriverne uno più breve. A volte essere brevi è un bene, altre volte è un limite. In fondo sono quasi sei cartelle e mezzo, circa 11’500 battute.
Per chi lo avesse già letto oggi: ho modificato di nuovo il racconto alle 21.56, quindi va riletto
. C’è un finale “diverso” e ci sono alcune scene che rendono e svelano alcune piccole cose come i riferimenti al film che si cita nella battuta del protagonista.
Diciamo che questo non il mio classico genere. È un esperimento letterario. In fondo scrivere è sperimentare, è divertirsi. Magari questo racconto lo troverete pessimo e inconclude, oppure divertente, magari sorriderete, non lo so, non posso saperlo, ma il piacere che lo leggiate fino in fondo può placare la mia curiosità… almeno dovrebbe
.
Aggiornamento del 9 marzo ore 22:35
Ho di nuovo rivisto il racconto per un bel pezzo mettendo un po’ di ordine al caos che avevo lasciato tra le righe.
Chissà se questa sarà o meno la versione finale. Ho dato un po’ più di finale al finale
. Quota 18500 battute, ovvero 10 catelle. Serve pazienza per seguirmi
.
Buona lettura/rilettura.
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Vi riporto quella che è la nuvola delle parole del mio prossimo racconto. Sì, ho deciso che lo pubblico qui sul blog. Non serve regalarlo a una casa editrice e non vederlo in nessuna libreria
. Il racconto è divertente e liberatorio, almeno per me è stato liberatorio nella scrittura. Non vi do altri indizi. Il primo che indovina la trama gli mando a casa magari “Napoli. Geografie del mistero” in cui compare il mio racconto “L’appartamento in via Santa Lucia”
. Il tema è la follia.
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Il racconto che segue è stato gentilmente concesso da mio cugino Angelo. Risale all’11 settembre del 1994. Lo riporto così com’è senza modifiche. Spero sia di vostro gradimento.
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Qualche mese fa ho partecipato a un progetto di romanzo collettivo per conto di Boopen LED e in 15 autori siamo riusciti, tramite il nostro Book Coach Aldo Putignano, direttore editoriale di Boopen LED, a realizzare un buon risultato, almeno queste sono le parole del buon Aldo. In pratica siamo riusciti ad amalgamare molto bene i nostri differenti stili e siamo riusci a tirar fuori un’opera godibile, anche se è stata scritta a più mani.
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