Corsi di scrittura creativa…
… completamente inutili, a meno che non vi sia stato consigliato da qualcuno che conosce come si svolge oppure non conosciate chi lo organizza. Se fatto da case editrici non è altro che un modo per far soldi. In genere non insegnano nulla di nuovo. Se si partecipa è solo per conoscere persone appassionate con cui condividere l’interesse per la scrittura e per confrontarsi.
Ce l’avevo sulla punta della lingua. Dovevo dirlo.
Ci sono corsi che si fanno pagare anche 800 EUR e, in tempi di magra come questi, vi dico gridando a voce forte: “Sono quanto di più inutile possa esserci”, soprattutto se tra i docenti ci sono persone che pubblicano con grosse case editrici roba che di qualità ne ha meno di zero e che è fatto solo ed esclusivamente per vendere, vendere e vendere. E si sa come vanno le cose qui in Italia, basta montare un caso intorno all’autore e anche lo scrittore più terra terra preso sotto l’ala della giusta casa editrice (di solito grossa) diventa il re degli scrittori di Best Seller. Non sto facendo esempi a vuoto, purtroppo non posso fare nomi e cognomi e non posso menzionare le persone per ovvi motivi e per non dar loro ulteriore risalto.
Il laboratorio di scrittura a cui ho partecipato ha richiesto ben 300 EUR. Lo avevo fatto con la speranza di conoscere un po’ di persone con cui condividere questa mia passione. Ci era stato promesso, nonostante fossimo solo in tre, una selezione di un racconto che se piaceva sarebbe stato incluso in una antologia che la casa editrice avrebbe pubblicato. Ne avete avuto voi notizia? Io no. Abbiamo anche saltato due lezioni. Non c’è stata nemmeno una pizza di fine corso, una cena, un segno insomma, boh…
Sinceramente un corso fatto in tre non è che fosse il massimo per conoscere molte persone interessate, però avrebbe permesso di avere a disposizione il docente maggiormente, di conoscersi… In realtà ho avuto la sensazione che ogni lezione fosse una carrellata sui libri pubblicati da chi parlava dell’argomento della sera per cui era stato convocato (certo magari era normale partire da lì per aggiungere il resto) e, in più, qualche consiglio che ho sentito in più occasioni in corsi che ho letto su internet gratis… Non perché li avessi presi a sbafo da qualche parte… No, no. Erano regalati agli utenti del sito. Cosa intelligente da fare visto che le regole sono bene note. Poi ho il mio corso Rizzoli di 12 volumi sulla scrittura creativa collezionato in edicola anni fa che mi dà un’idea a 360° di come si debba scrivere. Certo avere idea di come si dovrebbe fare non implica automaticamente saperlo fare, mi sembra abbastanza ovvio. Dicevo, l’interesse reciproco è alla base di un laboratorio di scrittura creativa. In realtà la casa editrice potrebbe coltivare o scovare un potenziale suo futuro autore proprio in questo modo. Riguardo il racconto non sono state date informazioni. Non so che dire e che pensare. Pazienza, insomma.
Chi presentava gli scrittori è stato bravo e ci ha accompagnato per i vari incontri, ma poi all’improvviso sono subentrati imprevisti non gestiti e forse poco interesse per chi ha creduto in una casa editrice, boh. In ogni caso, durante il corso ho conosciuto qualche scrittore nuovo e reincontrato altri che avevo conosciuto a varie presentazioni e incontri tenutisi in libreria Ubik… Ah, alcuni incontri mi sono piaciuti particolarmente: lezione sul dialogo, lezione sulla scaletta e sul contratto di edizione e sugli editor in genere. Quindi è pur stata un’esperienza non tanto malvagia in fondo, ma si è trattato pur sempre di 300 EUR… insomma. Non so se lo sapete, ma sono abbastanza critico anche su me stesso. Questa mia stessa esperienza potrebbe essere diversa dal punto di vista degli altri due partecipanti, non lo so. A me è piaciuta solo in parte. Fosse stata per la metà del prezzo non mi sarei lamentato, anche se le cose mi lasciano perplesso, sarà che sono abituato a un minimo di precisione in più…
Ogni volta che andavo al laboratorio ero contento e curioso di sapere di cosa avremmo parlato quella sera, poi l’idea di un laboratorio di scrittura creativa mi piace molto, ma credo sia necessario valutare ogni cosa e pensare che la casa editrice può ripetere la cosa solo se migliorerà la comunicazione con chi segue il corso. Eventualmente anche comunicando un ripensamento sulla pubblicazione di una antologia, che è sempre legittimo.
Avrei dovuto seguire il corso di Homo Scrivens che so essere decisamente buono, ma l’orario purtroppo non me l’ha permesso. Ho comunque conosciuto i ragazzi e le ragazze di Homo Scrivens, partecipato con loro ad alcune iniziative tra la quale la realizzazione di un romanzo collaborativo in 15 che ha dato i suoi buoni frutti qualche settimana fa con la pubblicazione per conto di Boopen LED, la linea editoriale di Boopen, del romanzo “La vera bellezza”. Durante il laboratorio ho pubblicato ben quattro racconti e una poesia con un editore NON a pagamento, quindi in effetti mi serve solo esercizio. Magri tanto esercizio, passione, amore per la scrittura e tempo.
Il corso gratis che citavo prima è quello apparso su «L’internazionale»:
Un romanzo in un anno: la rubrica di Louise Doughty.
(Aggiornamento 3 maggio 2011: purtroppo “L’internazionale” ha rimosso il corso.)
Per il resto, in genere, un corso di sole tre persone non è da farsi
. Come non si deve pubblicare a pagamento, così non si valutano corsi che costano più di 150 EUR o di cui non si conosce chi lo tiene e come lo tiene.
Ora che l’ho detta tutta, alla prossima. Non me ne si voglia, ma a volte l’organizzazione è fondamentale con le persone (e lo è sempre in generale e in molti campi). «Manco le basi» come direbbe uno dei personaggi di Verdone. «Manco le basi.» Certo era il primo laboratorio per la casa editrice, ma non me la sento di chiudere un occhio. C’è la parola giusta per persone così. Ma evito. Soprattutto quando poi dopo essersi dissolti nel vuoto, dopo averci detto che si recuperavano le lezioni e che avrebbero fatto l’antologia e poi non lo hanno fatto, dopo di ciò si ripresentano coi loro servizi editoriali a pagamento. Eh, beh, sì. L’articolo si commenta da solo. Stupido io che mi fido sempre di tutti.
Alla prossima.
… completamente inutili, a meno che non vi sia stato consigliato da qualcuno che conosce come si svolge oppure non conosciate chi lo organizza. Se fatto da case editrici non è altro che un modo per far soldi. In genere non insegnano nulla di nuovo. Se si partecipa è solo per conoscere persone appassionate con cui condividere la passione.
Ce l’avevo sulla punta della lingua. Dovevo dirlo.
Ci sono corsi che si fanno pagare anche 800 EUR e, in tempi di magra come questi, vi dico gridando a voce forte: “Sono quanto di più inutile possa esserci”, soprattutto se tra i docenti ci sono persone che pubblicano con grosse case editrici roba che di qualità ne ha meno di zero e che è fatto solo ed esclusivamente per vendere, vendere e vendere. E si sa come vanno le cosa qui in Italia, basta montare intorno un caso e anche lo scrittore più terra terra preso sotto l’ala della casa editrice grossa diventa il re degli scrittori di Best Seller.
Il laboratorio di scrittura a cui ho partecipato ha richiesto ben 300 EUR. Lo avevo fatto con la speranza di conoscere un po’ di appassionati, un po’ di persone con cui condividere questa mia passione. Ci era stato promesso, nonostante fossiomo solo in tre, una selezione di un racconto che se piaceva sarebbe stato incluso in una antologia che la casa editrice avrebbe pubblicato. Ne avete avuto voi notizia? Io no. Abbiamo anche saltato due lezioni…
Sinceramente un corso fatto in sole tre persone non è che fosse il massimo, però avrebbe permesso di avere a disposizione il docente maggiormente, di conoscersi… In realtà ogni lezione era una carellata sui libri pubblicati da chi teneva la lezione e qualche consiglio che ho sentito in più occasioni in corsi che ho letto su internet gratis… Non perché li avessi presi a sbafo da qualche parte… No, no. Erano regalati agli utenti del sito. Cosa intelligente da fare visto che le regole sono bene note. Poi ho il mio corso Rizzoli di 12 volumi sulla scrittura creativa collezionato in edicola anni fa che mi dà un’idea a 360° di come si debba scrivere. Certo avere idea di come si dovrebbe fare non implica automaticamente saperlo fare, mi sembra abbastanza ovvio. Dicevo, la serietà è alla base di un laboratorio di scrittura creativa. Le cose più semplici ed elementari possono tenere vivo interesse e poi, sempre come base, ci deve essere la considerazione per le persone. Durante il corso ho conosciuto qualche scrittore nuovo e reincontrato altri che avevo conosciuto a varie presentazioni e incontri tenutisi in libreria Ubik.
Avrei dovuto seguire il corso di Homo Scrivens che so essere decisamente buono, ma l’orario purtroppo non me l’ha permesso. Ho comunque conosciuto i ragazzi e le ragazze di Homo Scrivens, partecipato con loro ad alcune iniziative tra la quale la realizzazione di un romanzo collaborativo in 15 che ha dato i suoi buoni frutti qualche settimana fa con la pubblicazione per conto di Boopen LED, la linea editoriale di Boopen. Durante il laboratorio ho pubblicato ben quattro racconti e una poesia con un editore NON a pagamento, quindi in effetti mi serve solo esercizio.
Il corso gratis che citavo prima è quello apparso sull’internazional.






Grazie per aver raccontato la tua esperienza… una situazione oscena… che cerco sempre di sconsigliare e di far evitare… spero non ti dispiaccia se ho segnalato nel mio piccolo diario questa storia
http://appuntidiscritturacreativa.tumblr.com/post/484213042/corsoscritturapagamento
in bocca al lupo e buona scrittura!!!
Non mi dispiace, no. In fondo con un blog ci si espone in prima persona. Di certi argomenti non parlerei mai perché sono storie strane, sono opinioni abbastanza personali, ma me la sentivo e l’ho fatto, anche perché ci tenevo al laboratorio, ma il modo in cui si è concluso mi ha lasciato un po’ confuso. Comunque è stata un’esperienza. Immagino di corsi interessanti ce ne siano in giro, gratis e non gratis, soprattutto se si ha la possibilità di conoscere tante nuove persone con cui confrontare il modo di raccontare una storia… E quando non si superano i 150 EUR possono anche andare bene
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