“Io volevo Ringo Starr” di Daniele Pasquini

Posted: 30 maggio 2010 in Recensioni
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Ecco l’ho fatto. Non resistevo più. Mi collegavo ogni tanto al sito di Intermezzi Editore e vedevo tutti questi libri interessanti, copertine molto carine, quarte di copertina interessanti e allora ho fatto il primo acquisto. Si tratta del libro di Daniele Pasquini, Io volevo Ringo Starr. Ho sempre avuto l’attrazione per romanzi che parlassero di gruppi musicali, di musica, soprattutto quando si parla di un gruppo di ragazzi con i loro sogni e speranze.

L’autore

Daniele Pasquini è nato nel 1988 in provincia di Firenze, dove studia “Media e Giornalismo” presso la facoltà di Scienze Politiche.
Collabora come redattore con la rivista fiorentina “Testimonianze”.
Il suo primo romanzo, Storia in mi minore, è disponibile sul blog www.entropia88.splinder.com assieme ad altri racconti, dialoghi, idee.

La casa editrice

Intremezzi Editore è una casa editrice che, non ricordo come ho conosciuto, ma che ho praticamente apprezzato da subito. Mi sembrano molto dinamici nel panorama delle piccole e medie case editrici non a pagamento. Hanno lanciato sondaggi e iniziative interessanti, quali, per esempio, l’invio di copie dei testi degli autori che hanno pubblicato a persone registrate sul servizio anobii.com. Ogni lettore avrebbe poi dovuto produrre una recensione obiettiva del testo letto. Mi sembra una cosa devvero lodevole. Qui il link dell’iniziativa.

Hanno un blog che curano costantemente. In cui inseriscono le date e gli eventi in cui Intermezzi e i loro autori sono presenti, per esempio, alla conclusa fiera di Torino.

Il sito internet è molto carino, semplice e leggero e multi piattaforma per davvero. Io uso solo Linux e navigo nel loro sito senza alcun problema. Ho visto siti internet di varie case editrici e non sono rimasto particolarmente soddisfatto. Alcuni fatti in Adobe Flash e quindi non completamente compatibili con tutti i sistemi operativi, altri sembravano una cozzaglia di libri messi in catalogo, di difficile consultazione e molto chiari su quello che dal sito traspare sul modo di imporsi nel mercato delle case editrici.

Il sito di Intermezzi editore invece presenta sì il catalogo dei testi degli autori, ma ha la caratteristica originale che su ogni copertina selezionata abbiamo poi ai lati dei link per collegarci al blog della casa editrice, avere un’anteprima delle prime pagine del libro scaricando un PDF, abbiamo la possibilità di avere informazioni sull’autore, una descrizione della trama del libro, la possibilità di acquistare in modo sicuro il libro, un modo per promuovere il libro dell’autore, il modo di avere informazioni sulle modalità d’invio del proprio testo se si è autori e la possibilità di contattare direttamente la redazione. Il tutto, come dicevo, in maniera intuitiva e semplice.

Perché si chiamano Intermezzi? Beh, detto fatto. Basta leggere l’articolo di Chiara Fattori qui.

“Io volevo Ringo Starr” di Daniele Pasquini.

"Io volevo Ringo Starr" di Daniele Pasquini, Intermezzi Editore

Questo libro scorre benissimo. Parte molto bene, caratterizza da subito i personaggi e invoglia ad amare gli stessi. È leggero e descrive molto bene la realtà di un gruppo di quattro ragazzi in cui Vanni, la voce narrante, in ogni pagina lascia trasparire la sua passione per la musica, le sue incertezze e le sue paure, che non diventano ossessioni, ma un modo diretto per affezionarsi al personaggio e di fare il tifo per lui e per i suoi sogni, per il suo gruppo The Smugness (che a pagina 3 Vanni spiegherà il perché del nome) e per il suo modo di combattere le paure e i mal di testa tramite l’Aulin :) .

Direttamente dal sito di Intermezzi:

Una volta la musica era per i musicisti. Studiavi musica, avevi talento e poi campavi di quello. Nelle orchestre, nelle bande. Negli eserciti, addirittura. Dal rock in poi la musica diventò di tutti, chiunque poteva farla, bastava fare tre accordi alla chitarra, attaccarsi ad un amplificatore e far cantare un amico, mentre un altro batteva su un tamburo. Più veloce lo fai, più fai ballare. Più pesante sei, più impersoni la rabbia.
Vanni da grande voleva essere David Gilmour ma poi si è rassegnato. Ora ha la fissa per le date degli eventi storici e per Schopenhauer. Suona in una band insieme a Mejer, Gabo e Tommy Boyler, cercando di riordinare il flusso caotico degli eventi e di dargli un senso.

Alcuni passaggi mi sono piaciuti, in particolare a pagina 12 Vanni ci dice “Eravamo leggeri, come la vita a volte merita di essere”. Che caratterizza l’intero romanzo. La leggerezza che ti trascina pagina dopo pagina senza staccartene. Incluse le divagazioni filosofiche di cui siamo partecipi. Vanni è un ragazzo molto intelligente e ha molte nozioni che ha piacere di condividere con il lettore stesso.

Altro passo che mi è piaciuto è a pagina 127: “Presi dall’incanto delle cose, come accade agli inquieti, a tutti quelli in eterno movimento, avevamo bisogno di nuove definizioni. Anche se tardiamo a realizzarlo, il tempo, puntuale, fa sempre il suo mestiere.”

Quello che non mi è piaciuto, se posso dirlo, è l’uso eccessivo del dialogo, in certi momenti non mi sembra di leggere un libro, ma una trasposizione cinematografica dello stesso, come se di questo libro già ci fosse il film… Perché sicuramente potrebbe esserci questa possibilità. L’argomento coinvolge.

In particolare nel finale c’è un dialogo tra lui e la madre al telefono perché Vanni aveva necessità di una chitarra che aveva lasciato in casa. Il tutto poteva ridursi a un “mia madre mi portò la chitarra che le avevo chiesto prima a telefono, l’ho ringraziata perché…” e magari prendersi del tempo, durante il resto del libro, per definire meglio il rapporto con la madre, invece di focalizzarlo in questo dialogo. Pasquini ci dà una sceneggiatura della scena, come proiettandoci in un film :) . Visto l’insieme del romanzo direi che non è un problema, sono sicuro che con il prossimo romanzo farà centro su ogni aspetto del testo.

Il finale è sceso rapido, forse un po’ in maniera brusca, infelice, lasciando qualche dubbio sulle vicende a venire, un senso di incertezza su quella che sarebbe stata la storia di Vanni e Valentina, che mi è piaciuta, avrei voluto anche una sola riga in cui si accennasse al loro destino. Le ultime pagine sono particolari e mi hanno fatto pensare a un autore classico famoso in cui termina il romanzo così coi suoi pensieri e dubbi fino a un finale che si spegne tutt’assieme.

Il tutto è in sintonia con il fatto che Vanni ha mille dubbi e incertezze, eppure l’evento tragico di cui ci racconta è come se lo vivesse in modo distaccato, inserendo ancora una volta nozioni, che in questo caso mi sembrano forse devianti rispetto a quanto ha appena vissuto il gruppo, non so, opinione personale, avrei preferito qualche accenno meno generico alla reazione che Vanni prova per Mejer che è stato spazzato via in maniera inusuale, meno riferimenti d’autore in quel tratto del testo. Chissà se con un finale diverso, magari meno drammatico, si sarebbe comunque concluso nello stesso modo il libro.

Bravo Pasquini e bravi Intermezzi per aver saputo scegliere un autore giovane e con tante potenzialità. Consiglio il libro a tutti.

Alla prossima.

Commenti
  1. [...] This post was mentioned on Twitter by Chiara Fattori, Intermezzi Editore. Intermezzi Editore said: Giovanni Venturi recensisce "Io volevo Ringo Starr" di Daniele Pasquini sul suo blog: http://tinyurl.com/34h26h7 [...]

  2. [...] “Io volevo Ringo Starr” di Daniele Pasquini. Romanzo del giovane esordiente Pasquini edito dalla promettente giovane case editrice Intermezzi editore. Storia di amicizia, musica, amore e sogni in una Firenze moderna. Testo leggero e che ci trascina pagina per pagina. [...]

  3. [...] spazio internet, accomodati pure . Era da un po’ che volevo intervistarti. Il tuo romanzo mi è piaciuto molto come già saprai. Daniele: Ciao Giovanni, grazie [...]

  4. [...] Questa settimana parte anche la serie di interviste agli editori. Per il battesimo del fuoco abbiamo la redazione di Intermezzi Editore. Una piccola casa editrice toscana. La stessa che ha pubblicato Daniele Pasquini e il suo romanzo d’esordio “Io volevo Ringo Starr“. [...]

  5. [...] piccole case editrici curati in tutto e per tutto. Piacevoli e interessanti. Qualche titolo? “Io volevo Ringo Starr” di Daniele Pasquini, “Il Paese Bello” di Stefano Sgambati. Entrambe editi da [...]

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