Partiamo con questo primo nuovo appuntamento. Il battesimo del fuoco spetta all’autrice Enza Alfano. In questo stesso spazio troverete la mia idea sul libro.
“Via da lì” è il primo romanzo di Vincenza Alfano. Edito da Boopen LED.
L’autrice è laureata in Lettere Moderne e insegna materie letterarie presso il liceo Vittorini. Ama la lettura e la scrittura che considera passioni inseparabili. Ha vinto tre edizioni del concorso “Annibelle e la composizione delle nuvole”. Ha pubblicato la raccolta di racconti Il cuore nel cassetto (Graus editore, 2007) e ha partecipato a diversi volumi con racconti e poesie.
Ecco a voi l’intervista.
Intervista a Enza Alfano
Giovanni: Ciao, Enza, benvenuta nel mio piccolo e modesto spazio internet, accomodati e mettiti seduta, se desideri un po’ d’acqua, un caffè dillo pure, provvediamo all’instante
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Enza: grazie, Giovanni, un caffè non lo rifiuto mai. I miei lettori sanno quanto è importante per me…
Giovanni: Raccontaci qualcosa di te.
Enza: Sono nata a Napoli, ho imparato precocemente e da autodidatta a leggere e a scrivere. Si è trattato di un amore a prima vista! Ho iniziato a scrivere un primo romanzo autobiografico all’età di dodici anni ma ho presto abbandonato il progetto troppo ambizioso per dedicarmi alla poesia. Poi ci sono stati molti anni di silenzio, in cui mi sono dedicata agli studi letterari. Insegno italiano e latino e sono madre di due splendidi ragazzi di dodici e diciotto anni. Sono una persona estroversa e generosa ma anche molto esigente e possessiva, solare e autoironica ma anche cerebrale e puntigliosa. Lavoratrice instancabile, ho un grande senso del dovere dal quale rischio di essere schiacciata. Sono emotiva, istintiva ma quando serve razionale. Mi appassionano le sfide, l’arte, l’amore, i sentimenti della gente comune, le battaglie in difesa dei diritti.
Giovanni: Domanda curiosa: come ti definisci? Scrittrice, scribacchina, artista, o in altro modo?
Enza: Non amo le definizioni perché rischiano di diventare etichette. Sono una donna che ha scelto di realizzarsi attraverso la maternità, l’insegnamento, la scrittura. Credo di avere un’indole spiccatamente artistica e una forte passione per la vita.
Giovanni: Dai tre o quattro aggettivi che definiscano il tuo romanzo, poi prova con un breve accenno a quella che è la storia di “Via da lì”, ovviamente senza svelare elementi essenziali del libro
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Enza: Struggente, intenso, interlocutorio, impegnato.
È la storia di una famiglia normale che all’improvviso si confronta con il problema della diversità in una società poco attenta e ricca di pregiudizi . L’improvvisa presunta malattia del piccolo Mattia manda in frantumi il sogno di felicità dei coniugi Scafora, ma presto risorge in entrambi il desiderio di salvezza che li spinge a una lotta che, pur sembrando persa in partenza, li condurrà alla risoluzione del problema.
Giovanni: Sei al tuo primo romanzo, dopo la tua prima raccolta di racconti. Quanto tempo hai impiegato a lavorare al tutto? Intendo all’idea del romanzo prima di iniziare a scrivere qualcosa e, poi, una volta iniziato, la scrittura e, infine, le revisioni?
Enza: Se intendi dall’ideazione alla pubblicazione, ci sono voluti circa tre anni, per la stesura e le revisioni un anno e mezzo circa.
Giovanni: C’erano momenti in cui pensavi che la storia non veniva fuori come doveva? Ti abbattevi? O semplicemente pensavi che tanto era comunque una tua storia e quindi pian piano avresti sistemato tutto?
Enza: Ho un modo molto personale di scrivere: non appunto niente, non mi servo di schemi e di scalette. Una volta che ho concepito l’idea della fabula, scrivo per immagini, quasi di getto. Ovviamente non sono mai del tutto soddisfatta, impiego molto tempo a rileggere ciò che ho scritto prima di andare avanti e molte sessioni di scrittura si trasformano in sessioni di lettura. Però vivo la storia continuamente, m’immedesimo in tutti i personaggi e nei loro stati emotivi, cerco di comprendere le loro ragioni e di sentire i loro sentimenti sulla mia pelle. Quando mi metto alla tastiera vomito sul foglio ciò che ho accumulato in giorni e giorni di vita. E’ stressante ma bellissimo.
Giovanni: Sei soddisfatta di questa storia? È esattamente così che volevi comunicarla ai tuoi lettori oppure, con il senno di poi, cambieresti delle parti, daresti più spessore a qualche altro personaggio? La scriveresti con un altro punto di vista?
Enza: Sono abituata a guardare al passato senza recriminare. Evolviamo come persone, si trasforma il nostro modo di guardare la realtà e la scrittura cambia con noi. Quando mi rileggo, raramente mi riconosco, ci sono dei brani dei miei libri che mi piacciono molto, altri che riscriverei. Questo vale ovviamente anche per “Via da lì”, anche se un’affezione particolare mi lega a questo romanzo sottraendomi l’imparzialità necessaria a un giudizio critico più compiuto. Per il momento credo in questa storia e nel modo in cui ho scelto di raccontarla.
Giovanni: Ci sono cose che ti hanno sorpreso del tuo romanzo? Non so, domande dei lettori, osservazioni, cose che non avevi considerato?
Enza: Mi ha sorpreso l’affetto dei lettori, il desiderio di verità, la sensibilità che ho riscontrato nei confronti delle problematiche affrontate nel testo.
Giovanni: Ci sono altre cose che bollono in pentola?
Enza: Sì, sto scrivendo un altro romanzo.
Giovanni: Com’è la tua vita di scrittrice? Ti dedichi con costanza anche poco tempo al giorno o aspetti di ritagliarti fette di tempo maggiore in periodi particolari, tipo l’estate o le vacanze di Natale?
Enza: Ci sono sicuramente dei periodi più produttivi, coincidenti con l’estate e tutte le festività in genere, in cui posso dedicarmi esclusivamente alla scrittura. Ho imparato, tuttavia, che se voglio sfuggire a un’ottica dilettantistica e fare le cose sul serio, devo lavorare con costanza per non perdere la giusta concentrazione e la tensione emotiva che mi lega alla storia. Sorretta da questa convinzione, mi sono ritagliata in tutte le giornate uno spazio serale da dedicare alla scrittura e alla lettura.
Giovanni: Hai dei modelli di scrittori, scrittrici a cui ti ispiri?
Enza: Ho studiato Lettere, insegno letteratura, leggo per professione e per passione e credo di essere condizionata da modelli letterari molto importanti.
Giovanni: Vorresti diventare una grande scrittrice, o, piuttosto, vorresti restare sempre Enza Alfano che con modestia riesce a trasmettere sentimenti ed emozioni attraverso le storie che scrive?
Enza: Ancora la trappola dell’etichetta! Non mi pongo limiti, il mio desiderio è quello di rimanere autentica e coerente con me stessa qualsiasi cosa accada. Non miro alla grande casa editrice a tutti i costi ma sicuramente mi piacerebbe che i miei romanzi avessero l’opportunità di confrontarsi con un pubblico più vasto.
Giovanni: Enza, mille grazie per il tempo che mi hai concesso.
Enza: Ti ringrazio io, Giovanni, per questa bellissima iniziativa e ti auguro tanta fortuna.






Come al solito le tue risposte sono sempre eccellenti. Brava Enza!
Invito tutti i lettori del blog a leggere questo libro bellissimo e intenso!
Un bellissimo libro che ho divorato in fretta, col desiderio, però, che non finisse mai! Complimenti ancora ad Enza e alla sua scrittura, e a Giovanni sempre attivo e originale nelle sue performance letterarie. Bravo!
Grazie Ketti, mi è sempre piaciuto mettere in risalto le piccole cose buone… Seguite il consiglio di Gabriele
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