Intervista a Intermezzi Editore

Posted: 12 aprile 2011 in Interviste
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Questa settimana parte anche la serie di interviste agli editori. Per il battesimo del fuoco abbiamo la redazione di Intermezzi Editore. Una piccola casa editrice toscana. La stessa che ha pubblicato Daniele Pasquini e il suo romanzo d’esordio “Io volevo Ringo Starr“.

Tra le case editrici che intervisterò, tempo e disponibilità permettendo, ci saranno esclusivamente quelle che NON chiedono contributi per la pubblicazione e che credono nell’autore (il terzo tipo nell’elenco a seguire). Per chi fosse nuovo del settore esistono tre tipi di case editrici:

  1. a pagamento;
  2. a doppio binario
  3. NON a pagamento.

Il primo tipo si caratterizza per pubblicare qualsiasi cosa (anche così com’è: senza alcun intervento sul testo) in cambio di 2000-3000 EUR e spesso è l’autore che deve accollarsi tutta la fase di promozione (quindi più che case editrici si parla di tipografie con logo).

Il secondo tipo si caratterizza per il fatto che a volte non chiedono alcun contributo e altre volte obbligano l’autore a comprare 50-100 o vari volumi del testo che gli vanno a pubblicare. Cambia da casa editrice a casa editrice e nemmeno l’intervento di correzione sul testo è sempre garantito.

Il terzo tipo (e quindi anche Intermezzi Editore) si caratterizza per pubblicare solo quello che ritengono valido e interessante senza chiedere nemmeno un centesimo all’autore, ne curano il testo con l’autore stesso facendone quello che in gergo tecnico si chiama editing, ovvero una “ripulitura” del testo da incoerenze narrative, ridefinizione di scene se occorre, riduzione di alcune parte a favore di altre, ecc… E, naturalmente, sostengono la promozione del libro con l’impegno dell’autore stesso.

Ecco a voi l’articolo.

Intervista a Intermezzi Editore

Giovanni: Salve a tutti i redattori e collaboratori di Intermezzi Editore. Sono contento ed  emozionato. Non ho mai intervistato prima d’ora un editore e mi fa molto piacere partire con la vostra casa editrice. Benvenuti nel mio piccolo e modesto spazio internet, accomodatevi pure :) .
Intermezzi: Un caro saluto a tutti i tuoi lettori.

Giovanni: Vi va di presentarvi? E di raccontare qualcosa di voi?
Intermezzi: Siamo una piccola casa editrice indipendente, fondata e gestita da tre amici che per vivere devono fare altro, dal momento che di libera imprenditoria culturale non si può campare, ma con la passione per la letteratura e la comunicazione e con la voglia di fare qualcosa di bello nel proprio paese.

Giovanni: Credo che oggi l’attività meno redditizia in assoluto sia quella di aprire una nuova casa editrice e puntare su autori che non hanno mai pubblicato nulla. Questo è uno dei motivi che mi fa apprezzare il vostro lavoro. Avete un blog, avete un sito semplice e intuitivo, testi validi. Quando e come nasce la vostra casa editrice? Perché il nome “Intermezzi”?
Intermezzi: La nostra casa editrice nasce nel 2008 con un libro sulla nostra regione intitolato Slowtuscany, un volume a metà tra la guida turistica e il racconto di viaggio. Ci piaceva il nome “Intermezzi” perché suggeriva interconnessioni: una casa editrice che nasce dopo il 2000 nasce su internet, con gli Ebook, nei social network, è multimediale; poi “intermezzi” a me fa pensare a pause piacevoli, a tempo speso bene, quello che si trascorre con i libri, insomma.

Giovanni: Come ogni casa editrice che si rispetti si fanno dovute selezioni dei testi che arrivano in redazione, ma prima di spiegarci come si svolge questo processo: che tipi di testi cercate? A quali non siete interessati? Come avviene la selezione? Del testo cosa viene letto? Quanto è importante una lettera di presentazione?
Intermezzi: Siamo interessati potenzialmente a tutto. Dobbiamo crescere e non ci precludiamo nessuna strada. Ovviamente abbiamo delle preferenze: narrativa non di genere di ambientazione contemporanea. Non siamo interessati a generi particolari quali il noir o il fantasy, ma solo perché noi personalmente non abbiamo sufficiente dimestichezza e quindi capacità di giudizio in questi ambiti. Magari in futuro, con la possibilità di assumere collaboratori qualificati, potremo aprire anche collane più specifiche. Selezioniamo i testi che ci sembrano ben scritti, interessanti e coinvolgenti. Del testo vengono lette inizialmente le prime pagine, circa una ventina, se le troviamo interessanti andiamo avanti. La lettera di presentazione è importante ma non fondamentale, comunque sia la valutazione viene data sul testo.

Giovanni: In media in un mese quanti testi arrivano in redazione? Quanti di questi sono in buone condizioni (carattere delle giuste dimensioni e leggibile, corretto uso della lingua italiana, inclusa punteggiatura, …)?
Intermezzi: Ne arrivano circa sessanta. Quasi tutti in buone condizioni. Il problema in genere non è l’italiano ma il contenuto. Quasi tutti i testi che arrivano sono poveri di trama, di idee, di originalità.

Giovanni: Come vi ponete nei confronti di un autore che si è “auto pubblicato” o ha pagato per pubblicare? Ci sono eccezioni?
Intermezzi: Ci arrivano testi di autori che hanno già pubblicato altro a pagamento o si sono autopubblicati. Li leggiamo e valutiamo come gli altri.

Giovanni: A livello di comunicazione in passato ho visto che vi siete mossi bene. L’idea di coinvolgere 50 lettori critici che avrebbero dovuto recensire i testi ricevuti gratuitamente dalla vostra casa editrice tramite anobii.com come è andata? Ha portato buoni riscontri? Ci sono altre iniziative del genere in programma?
Intermezzi: L’iniziativa promossa su anobii è stata molto soddisfacente, per noi e per gli autori, che sono intervenuti direttamente nelle discussioni e hanno potuto avere un rapporto diretto con i lettori. Ci piacerebbe promuovere altre iniziative simili, magari sfruttando altri canali o utilizzando gli ebook. Per esempio trovo molto interessante l’idea di Bookliners, al quale anche Intermezzi ha aderito, di una lettura condivisa sul testo digitale.

Giovanni: Quanto è difficile gestire una piccola casa editrice come la vostra e fare conoscere i vostri autori? La promozione è divisa in pari sforzo tra autore e casa editrice oppure la maggior parte del lavoro è il vostro?
Intermezzi: È naturalmente difficilissimo far conoscere i nostri libri e gli autori, compatibilmente con i loro impegni, ci danno una mano preziosa.

Giovanni: Piccola domanda, forse difficile. La distribuzione. Non sono un editore e posso solo vagamente immaginare quanto sia difficile la questione, anche se poi sono completamente all’oscuro delle difficoltà pratiche a cui si va incontro. Tra le altre cose una buona distribuzione è abbastanza fondamentale per la promozione, ma molte piccole case editrici non riescono ad averne. Quanto ci potete dire sulle difficoltà pratiche che si incontrano in questo discorso? Come si regola Intermezzi?
Intermezzi: Noi per nostra scelta e per mancanza di fondi non ci serviamo ancora di un distributore. Abbiamo preferito iniziare da soli a muoverci tra i rivenditori, prendendo contatti diretti e creandoci una rete di librerie fiduciarie, in questo modo siamo potuti partire con tirature molto basse e verificare sul campo l’impatto dei nostri titoli e la loro vendibilità. Ci è servito molto ed ha evitato che alcuni errori di inesperienza avessero effetti economicamente importanti.

Giovanni: Un editore prima di essere editore deve essere un ottimo lettore. Quali sono i generi letterari e gli autori che vi hanno fatto apprezzare il vostro lavoro e fatto venir voglia di scoprire autori a vostra volta?
Intermezzi: Rispondo per una parte della casa editrice. Ho letto molto i classici, sia italiani che stranieri. Tra i viventi l’autore che apprezzo di più è Franzen, tra gli italiani Vasta.

Giovanni: Sarete al “Salone internazionale del libro” a  Torino? Presenterete qualche novità editoriale?
Intermezzi: Sì, ci saremo. E la vera novità è che non saremo soli, ma in un grande stand con altri editori indipendenti come noi: abbiamo pensato che insieme avremmo avuto più possibilità di farci vedere. Per quanto riguarda le nostre novità editoriali invece, presenteremo Orbite vuote, una antologia tratta dal WebSite Horror, il nostro portale di racconti horror.

Giovanni: Utilizzate software Open Source* nella vostra casa editrice? Se sì, perché? Vi trovate bene con lo stesso? Lo consigliereste?
Intermezzi: Io sì, utilizzo Open Office. Lo trovo più pratico e mi crea meno problemi di altri, quindi sì, lo consiglierei.

Giovanni: Sul sito della vostra casa editrice è possibile acquistare il formato elettronico dei libri dei vostri autori. Da quando è possibile? Anche per questa fase usate software Open Source?
Intermezzi: È possibile da qualche mese. Per questa fase no, viene utilizzato un altro tipo non software non Open Source.

Giovanni: Il vostro formato elettronico ha un prezzo molto concorrenziale. Le grosse case editrici fanno pagare il formato elettronico molto poco in meno del corrispondente cartaceo e in più aggiungono l’antipatico sistema del DRM che impone dei limiti sull’uso del file stesso. Voi come vi siete regolati? Le vendite del formato elettronico come vanno?
Intermezzi: Non abbiamo messo DRM perché non hanno senso: l’ebook deve poter essere fruibile allo stesso modo di un cartaceo. Le vendite del formato elettronico sono comunque ancora irrisorie.

Giovanni: Non ho altre domande. Siete stati gentilissimi per il tempo che mi avete dedicato e vi auguro di poter avere sempre più autori che si legheranno alla vostra casa editrice.
Intermezzi: Grazie a te.

Nota: Il software Open Source è un insieme di programmi che vengono distribuiti di solito con una licenza libera e che in genere vengono messi a disposizione liberamente da una comunità di sviluppatori. Seguono degli standard aperti in modo da lasciare agli utenti il controllo sul formato del file usato. Nel nostro caso di parla di Open Office una suite d’ufficio libera che aderisce allo standard Open Document che descrive nei dettagli il formato di cui vengono composti i file di testo, fogli di calcolo, ecc… in modo che il file prodotto sia modificabile con qualsiasi altra applicazione che conosce detto formato. È importante questa cosa perché in tal modo resta l’utente proprietario del documento e non si lega a nessuna società di software proprietario che utilizza un formato NON pubblico che obbliga l’utente al vincolo con il produttore di software inclusi gli innumerevoli errori del programma che spesso non vengono corretti e che obbligano al passaggio a pagamento a versioni successive dello stesso a differenza dei prodotti liberi che ricevono aggiornamenti costanti e periodici in modalità gratuita.

Commenti
  1. Marco scrive:

    Si tratta di un’ottima casa editrice. Ho acquistato in formato elettronico il libro “È tutto qui”, una serie di buoni racconti a soli 3 Euro. Rispondono alle email. Pubblicano pochi titoli ma si intuisce al volo che ci credono. E soprattutto resistono in questo Paese dove pochi leggono. Auguro loro futuro pieno di soddisfazioni.

  2. [...] non è poco ). Due sono titoli di una casa editrice che ho intervistato circa un mese e mezzo fa. Intermezzi Editore. Vorrei comprare “Il paese bello” e “Come insalata sotto la neve”. [...]

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