Intervista ad Argia Di Donato

Posted: 24 maggio 2011 in Interviste
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Cari lettori,
questa settimana per l’angolo dell’intervista vi presento la chiacchierata fatta con Argia Di Donato che di recente ha pubblicato la biografia romanzata (“Luna tonda“) di Luciano Marangon, ex calciatore. Edita da Boopen LED.

Mi auguro di presentarvi ancora altre interessanti interviste, sperando che i tempi di invio/ricezione delle stesse non si dilatino troppo. Mi piace fare domande, ma a volte sembra diventato più un lavoro che una passione, anche se mi piace davvero tanto. Chissà quando qualcuno intervisterà me se mai dovessi pubblicare qualcosa :D .

Ah,  e non siate timidi/e, lasciate pure un vostro piccolo commento. Se volete chiedere altro all’autore/autrice/casa editrice.

Non mi trattengo oltre. Via alle domande ;) .

Intervista ad Argia Di Donato

Giovanni: Ciao, Argia, benvenuta nel mio piccolo e modesto spazio internet, accomodati pure :) . Finalmente sono riuscito a trovare il tempo per intervistarti.
Argia: Ciao Giovanni, ti ringrazio.

Giovanni: Ti va di raccontare qualcosa di te?
Argia: Non amo molto parlare di me. Sono una chiacchierona ma quando si tratta di raccontarmi non ci riesco molto bene.

Giovanni: Domanda di rito. Come ti definisci? Scrittrice, scribacchina, artista, o in altro modo? Com’è nato il tuo rapporto con la scrittura?
Argia: Artista, nel modo di sentire la vita, intendo.
Cantastorie per la scrittura e imbrattatele per la pittura.
Ho cominciato a usare la penna da bambina. Ero ancora molto piccola e già scarabocchiavo sulle pareti della mia stanza, tracciando graffiti. Un po’ come gli uomini delle caverne! Non appena ho imparato a scrivere, poi, mi divertivo a illustrare su carta i miei pensieri. La prima storia l’ho scritta a otto anni. E ne inventavo di continuo per mio fratello, la sera prima di addormentarci. Il racconto non terminava mai ma era a puntate. Una sorta di mille e una notte…

Giovanni: Dai tre o quattro aggettivi che definiscano il romanzo, poi prova con un breve accenno a quella che è la storia di “Luna Tonda”, ovviamente senza svelare elementi essenziali del libro ;) .
Argia: Mi risulta difficile definire un romanzo in tre o quattro aggettivi. Sarebbe come descrivere una persona utilizzando quattro o tre attributi. Risulterebbe iniquo.
Luna Tonda è la biografia romanzata di Luciano Marangon, ex giocatore di calcio. Il racconto parte dall’infanzia e descrive gli episodi più significativi della vita del protagonista fino a oggi.

Giovanni: Quanto tempo hai impiegato a lavorare al testo revisioni incluse?
Argia: Circa un anno.

Giovanni: C’erano momenti in cui pensavi che la storia non veniva fuori come doveva? Ti abbattevi? O semplicemente pensavi che tanto pian piano avresti sistemato tutto?
Argia: Generalmente mi abbatto di rado. Stesso discorso per i miei libri. Anche quando sembra che la storia non esca come dovrebbe, lascio perdere e mi concentro su altro. In un certo senso, faccio “respirare il testo”. Poi, riprendo il lavoro e procede tutto liscio come l’olio.

Giovanni: Come e quando è nata l’idea per questa biografia romanzata? Luciano Marangon ha dovuto dare un assenso a quello che è stato il testo finale oppure si posto con fiducia completa nelle tue mani?
Argia: Nacque per caso, forse per gioco. Lui aveva letto qualcosa dei miei scritti, era rimasto colpito dalla mia penna e mi propose di scrivere un libro che raccontasse la sua vita.
Luciano mi ha dato piena fiducia. È stato molto coraggioso!

Giovanni: Avete definito la scaletta e la storia che andava scritta dal principio o è maturata mano mano che si scriveva?
Argia: Luciano raccontava e io prendevo appunti. È un uomo molto riservato ma si è aperto con semplicità e spontaneità. Dalle lunghe chiacchierate ho imparato a conoscerlo, e ho cercato di catturare le sue emozioni e di trasformarle in parole.

Giovanni: Sei soddisfatta di questa storia? È esattamente così che volevi comunicarla ai lettori oppure, con il senno di poi, cambieresti delle parti, daresti più spessore a elementi che sono stati ridotti, alla storia?
Argia: “Luna tonda” è un libro scritto a quattro mani, per cui non è completamente mio. Con il senno di poi, non cambierei la struttura del testo, ma aggiungerei qualcosa in più. Come in ogni lavoro che un’artista crea. Non si è mai veramente soddisfatti.

Giovanni: Ci sono cose che ti hanno sorpreso del testo? Non so, domande dei lettori, osservazioni, cose che non avevi considerato? Presentazioni particolari?
Argia: Qualcosa sì. Due personaggi del libro si sono imposti rispetto alla mia volontà, acquisendo una veste propria e originale. Per quanto riguarda i lettori, tutti molto soddisfatti!

Giovanni: Scrivi anche poesie, giusto? Racconti. Hai pubblicato raccolte poetiche, di racconti?
Argia: Scrivo pensieri, sì. Che definiscono Poesie. Ma il mio forte, se posso dirlo, è la prosa. Ho pubblicato una raccolta di favole dal titolo “Favole (per grandi ancora fanciulli) con l’Albatros Edizioni. E alcuni racconti in varie antologie.

Giovanni: Ci sono altre cose che bollono in pentola?
Argia: A breve, pubblicherò una raccolta di poesie e un nuovo libro.

Giovanni: È stato facile trovare un editore che credesse in te? Ci parli un po’ di questa fase? Cosa è successo quando hai capito che la storia che avevi scritta si era conclusa?
Argia: Tutto è cominciato tre anni fa. Ho sempre scritto senza alcuna aspettativa di pubblicazione. Nei miei pensieri, questa era una meta agognata e desiderata, troppo lontana e allo stesso tempo impossibile.
Nel 2009, su insistenza della mia migliore amica, ho partecipato a un concorso letterario che premiava il primo premio con la pubblicazione dell’opera. Sono arrivata terza ma il testo è piaciuto tanto e me lo hanno pubblicato lo stesso.
Da lì si è scatenata una reazione a catena. Presentazioni, Salone internazionale del Libro di Torino, rappresentazione a teatro del testo per opera di un’associazione teatrale di Perugia, et cetera.
Tutto è iniziare. Anche se dapprima incerta, poi ci ho creduto molto e il sogno si è realizzato. È vero quello che si dice: volere è potere!

Giovanni: Nell’epoca di internet, nel 2011, con Facebook, Twitter, è più facile per un’autrice venire allo scoperto ed essere più nota rispetto a chi non si è trovato in questo periodo? Pensiamo magari anche a scrittrici vissute anche solo trenta anni fa che magari non sono mai state lette da nessuno.
Argia: Nel nostro tempo è certamente più facile uscir fuori. Internet è un mare magnum dove milioni di informazioni sono alla portata di tutti. Un canale perfetto per la comunicazione. I Social network, ad esempio, rappresentano un valido aiuto per chi vuole proporre un po’ di sé agli altri.
Tuttavia, non sempre popolarità equivale a talento.

Giovanni: In che modo pensi di promuovere il tuo romanzo?
Argia: Se un testo è buono si promuove da solo. All’inizio devi aiutarlo a prendere il volo ma poi è la sua anima a dover catturare il lettore. Se l’opera conquista un cuore, è il passaparola a fare il resto.

Giovanni: È sbagliato dire che lo scrittore scrive principalmente per se stesso e, quando può e ci riesce, anche per gli altri, oppure tu hai un’idea diversa?
Argia: Credo che un’artista crei sempre per se stesso. Il momento creativo è una sorta di liberazione. Ti viene un groppo allo stomaco e devi necessariamente buttare fuori tutto.

Giovanni: Ascolti musica mentre scrivi? Se sì, t’influenza nella scrittura?
Argia: La musica è parte integrante della mia esistenza, mi aiuta a sciogliere i nodi. Non mi influenza ma mi ispira.

Giovanni: Premesso che io sono appassionato dei libri nel classico formato cartaceo che ti permette di sentire l’odore della stampa, di sfogliare e di percepire sensazioni tattili. Di recente si fa un gran parlare di ebook ed ebook reader. Cosa ne pensi?
Argia: Il libro devi sfogliarlo con le mani, portarlo con te, tenerlo sul comodino. È tutta un’altra cosa. Ergo, no agli ebook!

Giovanni: In genere ti dedichi con costanza alla scrittura, magari anche poco tempo al giorno, o aspetti di ritagliarti fette di tempo maggiore in periodi particolari, tipo l’estate o le vacanze di Natale?
Argia: Scrivo di getto, quando ho l’ispirazione. Con riluttanza torno sul testo. Ma ci torno, è una cosa che sto imparando a fare.

Giovanni: Scrivi solo al computer o usi anche carta e penna? Annoti idee su taccuini mentre sei in biblioteca, all’università o in autobus?
Argia: È circa un decennio che scrivo prevalentemente al pc ma non disdegno carta e penna. È più romantico. Quando l’ispirazione mi assale, compongo anche in autobus e nel metrò. All’università disegnavo, ma son passati 10 anni.

Giovanni: Alcuni grandi scrittori hanno confessato che le loro opere migliori nascono perché scrivono di notte. Ci credi? Ti è mai capitato di scrivere di notte?
Argia: Mi è capitato, anche se preferisco il giorno. La notte mi piace dormire e sognare.

Giovanni: Hai dei modelli di scrittori, scrittrici a cui ti ispiri? Cosa stai leggendo attualmente?
Argia: I miei modelli sono i grandi autori del passato. Mi piacciono molto anche i saggi.  Non mi ispiro a nessuno.
Attualmente sto leggendo Mary Tibaldi Chiesa con il suo “L’Oro fatale. Miti e Leggende del Nord.”. Fantastico!

Giovanni: Come ti poni rispetto alla scrittura? Un semplice passatempo o vorresti diventare una grande scrittrice, e quindi arrivare al grande pubblico? O, piuttosto, vorresti restare sempre Argia Di Donato che con modestia riesce a trasmettere sentimenti ed emozioni attraverso le storie che scrive restando nel suo piccolo e magari con un contatto diretto e maggiore coi tuoi lettori?
Argia: La scrittura è un’esigenza, non dissimile dal mangiare, dal bere e da tutto il resto. È anche un piacere, non lo nego.
Diventare una grande scrittrice? Forse, nella prossima vita!
La differenza che passa tra uno scrittore e un non scrittore è un libro o una poesia. Da valutare, invece, è il talento. Credo che oggi scrivere sia diventata una moda, pare che ci siano più scrittori che avvocati. È quanto dire!
Spero di conservarmi sempre come sono, con i piedi per terra e consapevole dei miei innumerevoli limiti. Ho molta strada da fare e tanto ancora da imparare.

Giovanni: Argia, mille grazie per il tempo che mi hai concesso.
Argia: Grazie a te caro Giovanni per il Tempo che hai voluto dedicarmi.

Commenti
  1. luciasallustio scrive:

    Bella intervista, professionale anche se , a tratti, si sente l’ansia di chi scrive. Fa condividere e anticipare le risposte. So che l’attività è impegnativa, Giovanni, ma è una bella rubrica e ti consiglio di continuarla man mano che ti si presenta l’occasione.

    • giovanni scrive:

      Speriamo. Ho avuto la fortuna di trovare 11 persone che hanno aderito con entusiasmo e risposto anche rapidamente. Dieci tra autori e autrici esordienti e una gentilissima casa editrice che non finirò mai di ringraziare. Pare che uno voglia adulare, ma non è così, non posso farci nulla se sulla strada si incontra gente davvero in gamba. Per me è una bella soddisfazione. Grazie a tutti. Quelli che si sono fatti intervistare e quelli che hanno lasciato un loro commento :) .

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