self publishing… che brutta parola!

Un po’ di tempo fa ho seguito una polemica di chi accusa gli autori di self publishing di essere un po’ troppo vanitosi pur non avendone alcun valido motivo.

Sì, è vero. Pubblicarsi a “tutti i costi” può sembrare un modo come un altro di buttarsi una zappa sui piedi a prescindere dal valore di ciò che si pubblica. Senza un editore si è bollati come “poveri sfigati” e, in alcuni casi, dà fastidio, può portare a minor testi di qualità e può indispettire alcuni editori. Sono miti da sfatare.

Quello che non è vero in assoluto è che gli autori che si autopubblicano sono scadenti e, soprattutto, spacciare l’autopubblicazione per Editoria a pagamento. Questa si chiama disinformazione.

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Non vado di fretta

È nato. Molto tempo fa, circa due anni, vi parlai di un libro che avevo letto. Una esordiente super esordiente. Non ha mai nemmeno scritto un racconto.

Il romanzo è stato messo in catalogo il giorno 25 ottobre scorso, ma allo stato attuale non si trova da nessuna parte. Dovrà essere fata una prima presentazione dopo di che dovrà passare una settimana per trovare il libro in alcune librerie fiduciarie. Al momento lo si può acquistare direttamente sul sito o prenderlo alla presentazione.

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