Chi conosce il mio blog sa che non sono una persona che si lascia impressionare dal cantanti o scrittorucoli, però se qualcosa mi prende dentro, divento quasi un fanboy di quel cantante o di quello scrittore, ci metto passione, ci metto quasi una lode eccessiva per parlarne. È il mio modo per parlare in modo emozionato della persona che è stata capace di far vibrare le mie corde emotive e non è assolutamente un modo per osannare a vuoto.
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"Laundry room" stock photo by www.pixmac.com
A volte mi capita di parlare con alcune persone che si sono stampate una raccolta di racconti o un romanzo e lo hanno fatto passare per una pubblicazione unica e di qualità, oppure con persone che in 6 anni hanno pubblicato solo una raccolta di racconti e basta.
Quanti consigli da professionisti vengono fuori che ti fanno pensare. Sanno perfettamente come bisogna scrivere, cosa si può scrivere e cosa non si deve scrivere.
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Per autopubblicarsi occorre…
… occorre… occorre un testo interessante, una serie di lettori che se lo leggano in anteprima, varie revisioni, un editor e un pubblico e…
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Eccomi qui stasera. Confuso per questioni diciamo banali.
Il giudizio dell’autore… Chi è l’autore a cui mi riferisco? Be’, chi ha pubblicato, chi scrive.
Il giudizio è essenziale per chi scrive se vuole arrivare a un lettore, giusto? Io mi pongo anche il problema del fare le cose per bene. Contattare un editor e mettere in pasto quello che ho scritto… Ma non quello che ho scritto così alla buona, come minimo ci ho fatto un po’ di lavoro sopra, sennò non avrebbe senso alcuno.
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Cercherò di essere sintetico.
Innanzitutto buon anno nuovo a tutti. Buoni e cattivi.
Con la chiusura del 2011 si fa sempre più forte in me l’esigenza di non mandare più nessuno scritto a nessun editore, facendo di un’erba un fascio. Tanto scrivere non è che arricchisca nessuno. Autore in primis. Tanti sforzi che non arrivano mai in porto. E anche quando arrivano l’esperienza dà in sé molto poco.
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È da un po’ di tempo che non ho più voglia di scrivere nulla. Sto leggendo molto, poi mi sono fermato, ho letto un altro libro di 240 pagine in meno di 5 giorni. Era scritto bene, ti prendeva e incuriosiva. Parlo di “Non vado di fretta” di Valeria Venturi. Poi sono stato a Londra e ho conosciuto una dimensione spazio/temporale completamente diversa da quella italiana e in particolar modo del cesso in cui vivo… Vorrei ritornare a Londra, vivere lì, lavorare lì. In questo periodo è fantastica… Oxford Street, Regent’s Street tutte addobbate per il Natale, Trafalgar Square. L’Apple Store, Caffè Nero, il London Eye, il museo del cinema, la gita sul Tamigi, il Regent’s Park, lo zoo con un acquario fantastico, la metro aperta fino a tardissimo, affollatissima anche la notte… Fa molto freddo sì, ma io sono un amante del freddo. Mille volte meglio il freddo del caldo insostenibile.
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Un po’ di tempo fa ho seguito una polemica di chi accusa gli autori di self publishing di essere un po’ troppo vanitosi pur non avendone alcun valido motivo.
Sì, è vero. Pubblicarsi a “tutti i costi” può sembrare un modo come un altro di buttarsi una zappa sui piedi a prescindere dal valore di ciò che si pubblica. Senza un editore si è bollati come “poveri sfigati” e, in alcuni casi, dà fastidio, può portare a minor testi di qualità e può indispettire alcuni editori. Sono miti da sfatare.
Quello che non è vero in assoluto è che gli autori che si autopubblicano sono scadenti e, soprattutto, spacciare l’autopubblicazione per Editoria a pagamento. Questa si chiama disinformazione.
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Il mio The Clown Man è arrivato anche sui negozi elettronici di Nook e sull’iBookStore di Apple. E le vendite pare vadano bene. Considerando che sarà un giorno, forse due, che è approdato lì.
Che poi vendite… Il testo è gratuito
. Un miniracconto ironico di 600 parole in inglese.
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È nato. Molto tempo fa, circa due anni, vi parlai di un libro che avevo letto. Una esordiente super esordiente. Non ha mai nemmeno scritto un racconto.
Il romanzo è stato messo in catalogo il giorno 25 ottobre scorso, ma allo stato attuale non si trova da nessuna parte. Dovrà essere fata una prima presentazione dopo di che dovrà passare una settimana per trovare il libro in alcune librerie fiduciarie. Al momento lo si può acquistare direttamente sul sito o prenderlo alla presentazione.
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Stamattina leggevo questo articolo. Mi è venuta una tale tristezza.
C’è gran confusione in giro, basta omologarsi e lanciarsi a usare aggeggini inutili e costosi che promuovono formati chiusi (e che per questo obbligano a non poter scegliere alternative, imponendo di dipendere da quel produttore con tutto ciò che ne consegue) e sono tutti più bravi e belli. E così si è fatta innovazione.
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