My short story #nanowrimo
Il fascino di scrivere una storia in 600 parole e in inglese con un concorso dove ci sono in palio un po’ di cose non poteva non attirarmi.
Ho scritto qualcosa di ironico, chissà quanto.
Il fascino di scrivere una storia in 600 parole e in inglese con un concorso dove ci sono in palio un po’ di cose non poteva non attirarmi.
Ho scritto qualcosa di ironico, chissà quanto.

Eccomi qui, con un esperimento un po’ particolare. Un racconto di circa 3 cartelle. Volutamente breve. Una dedica più che un racconto. Ho amato quest’Isola come se vi fossi dentro, come se anche io stessi lì tra misteri, amori ed emozioni. Preso e trascinato.
Il racconto che ne è venuto fuori non aggiunge nulla di nuovo, probabilmente. È appena un piccolo istantaneo flash a quell’opera che ci ha accompagnato per sei anni e che è stata un capolavoro. Peccato che sia stata sfruttata troppo anche dagli stessi autori. Si sono fatti sfuggire di mano la storia. Non so se si possa scriverne. In fondo l’idea e i personaggi appartengono ai loro creatori, ma una dedica quale mega fan credo me la possano concedere, no? Ecco a voi il racconto.
Tempo fa vi dissi che stavo partecipando a un concorso che avrebbe dato possibilità di diventare visibile come autore. Ecco, non ho vinto, ma il mio racconto è ancora in gara. Si può leggerlo e, se piace, votarlo. Tra quelli di maggior gradimento da parte di voi lettori se ne selezioneranno 10 che saranno affidati a una giuria tecnica che decreterà un solo vincitore che pubblicherà, senza alcuna spesa, nella collana “Leggere Veloce” delle Edizioni Cento Autori.
Scrivere è bello, ma quando l’argomento è così invitante e interessante, come quello proposto da Navarra Editore, non puoi non accettare la sfida.
Ho partecipato all’iniziativa “Giri di parole” con due racconti. Non più di tre racconti tra le 6000 e 18000 battute. Il tema è “io e gli altri”, un argomento interessante e stimolante che permette di dire tanto e in vari modi.
Ecco a voi il racconto sulla follia. È ecceduto nella dimensione ecco perché non è stato accettato al concorso… Sì, magari anche per altri motivi
. Non lo so. Non ho avuto tempo per scriverne uno più breve. A volte essere brevi è un bene, altre volte è un limite. In fondo sono quasi sei cartelle e mezzo, circa 11’500 battute.
Per chi lo avesse già letto oggi: ho modificato di nuovo il racconto alle 21.56, quindi va riletto
. C’è un finale “diverso” e ci sono alcune scene che rendono e svelano alcune piccole cose come i riferimenti al film che si cita nella battuta del protagonista.
Diciamo che questo non il mio classico genere. È un esperimento letterario. In fondo scrivere è sperimentare, è divertirsi. Magari questo racconto lo troverete pessimo e inconclude, oppure divertente, magari sorriderete, non lo so, non posso saperlo, ma il piacere che lo leggiate fino in fondo può placare la mia curiosità… almeno dovrebbe
.
Aggiornamento del 9 marzo ore 22:35
Ho di nuovo rivisto il racconto per un bel pezzo mettendo un po’ di ordine al caos che avevo lasciato tra le righe.
Chissà se questa sarà o meno la versione finale. Ho dato un po’ più di finale al finale
. Quota 18500 battute, ovvero 10 catelle. Serve pazienza per seguirmi
.
Buona lettura/rilettura.
Il racconto che segue è stato gentilmente concesso da mio cugino Angelo. Risale all’11 settembre del 1994. Lo riporto così com’è senza modifiche. Spero sia di vostro gradimento.
Visto che l’appetito vien mangiando vi propongo l’inizio del mio racconto “L’appartamento in via Santa Lucia” comparso nell’antologia “Napoli. Geografie del mistero” edito dalla sezione LAB di Giulio Perrone Editore.
Ecco di seguito un racconto scritto a quattro mani con mio cugino. Il testo è datato settembre 1994. Lo ripropongo così come era stato ideato 16 anni fa. Vi ricordo che tutti i racconti sono disponibili nelle sezione “Scritti” e che sono tutti protetti da licenza Creative Common. Prima di abbandonare la pagina, dopo aver letto il racconto, lascia un tuo commento, grazie
. Non è difficile.
Continua a leggere…
Ecco il primo racconto della serie promessa. Il testo è stato pubblicato nell’antologia “In treno” edita da Giulio Perrone Editore. Come il resto degli articoli di questo blog, il racconto è protetto da una licenza Creative Common, oltre che essere parte di una edizione cartacea di un editore. Prima di abbandonare la pagina, dopo aver letto il racconto, lascia un tuo commento, grazie
.
Continua a leggere…
Commenti recenti