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	<title>Giochi di parole... con le parole &#187; Scrivere</title>
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	<description>scrivere per passione e giocare con le parole</description>
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		<title>Giochi di parole... con le parole &#187; Scrivere</title>
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		<title>Un lettore un giudizio&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[autopubblicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho&#8230; avevo&#8230; ho&#8230; intenzione di pubblicare una raccolta di racconti per conto mio. Senza editore. Per diversi motivi. Uno è che per l&#8217;appunto è una raccolta di racconti. Di solito gli editori non pubblicano raccolte di racconti e, se per valutare un romanzo poi non rispondono perché ci trovano tante cose che a loro non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=2039&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho&#8230; avevo&#8230; ho&#8230; intenzione di pubblicare una raccolta di racconti per conto mio. Senza editore. Per diversi motivi. Uno è che per l&#8217;appunto è una raccolta di racconti. Di solito gli editori non pubblicano raccolte di racconti e, se per valutare un romanzo poi non rispondono perché ci trovano tante cose che a loro non piacciono, posso immaginare una raccolta di racconti. Diventa difficile.</p>
<p><span id="more-2039"></span>Ma il punto non è questo. Qualche editore che pubblica racconti c&#8217;è pure, ne conosco almeno uno di cui mi fido pure, ma il mio è/era/è una sorta di esperimento. Chiamiamolo così. Volevo addentrarmi nell&#8217;autopubblicazione per provarla. Ne parlo, ne discuto, poi nella pratica non la uso.</p>
<p>Diciamo che non mi aspetterei nulla di che una volta affidato il mio file a un e-book store, così mi interrogo sulla necessità di farlo e sento che non c&#8217;è, non è fortissima. Poi, siccome sono uno che cambia un po&#8217; umore, un po&#8217; idea, mi dico che posso farlo. Tanti pubblicano cose che ti domandi come mai siano finite in libreria, poi però vedi che in libreria ci sono cose anche interessanti&#8230; Insomma si mi sto incartando.</p>
<p>Ho fatto leggere, sto ancora facendo leggere, la mia raccolta a vari lettori e, come mi aspettavo, ho riscontrato giudizi completamente diversi, ma &#8220;diversi&#8221; non rende bene l&#8217;idea. Sono pareri totalmente discordanti sulle sensazioni che trasmette un racconto piuttosto che un altro, ma a detta di tutti so scrivere e, sempre a detta loro, bene. Ho scelto i lettori e le lettrici tra alcuni di cui mi &#8220;fido&#8221; pregandoli di essere sinceri anche se non piacesse nulla di ciò che ho scritto e ho passato i racconti in varie fasi. Li ho corretti un po&#8217; per volta quando un lettore segnalava una cosa che effettivamente poteva migliorare. Il giro ancora non è completato. Attendo il giudizio di altri due lettori e devo fare un altro invio.</p>
<p>Diciamo che più o meno, tranne rarissime eccezioni, mi hanno detto precisamente cosa piace e cosa no in quello letto. E mi sono sorpreso di come siano poche le cose che non piacciono. Sono più che altre legate alla gran brevità di alcuni racconti. Avrebbero voluto ancora seguire i personaggi.</p>
<p>Alcuni di questi racconti sono anche stati pubblicati in antologie&#8230; Ricordate che nella mia <a href="http://giovanniventuri.com/about/">biografia</a> ho scritto di aver pubblicato 8 racconti in altrettante antologie a partire dal 2009? Siccome i diritti sono i miei e i testi non sono più disponibili in libreria allora ho ben pensato di farli rivivere, magari anche sistemandoli un po&#8217; in più se serve. Un paio li ho scartati perché andrebbero riscritti.</p>
<p>Allo stato attuale non ho ancora deciso nulla, per quanto l&#8217;e-book sia già pronto con tanto di copertina, titolo e font inclusi. Perché non ho deciso ancora nulla? Be&#8217;, di alcuni vedo possibilità sconfinate, bei romanzi&#8230; Insomma che fine devono fare questi testi? Forse è il caso di lasciarli dove sono stati fino ad ora. Nel mio disco fisso del mio portatile. Anche perché il mondo non è pronto a capire la differenza tra un autopubblicato e uno che paga un editore-tipografo che chiede 2000-3000 euro per farsi stampare un libro&#8230; Il mondo non è pronto al digitale&#8230; In Italia non si legge, quindi non c&#8217;è un vero motivo per scendere in campo. Magari continuo a scrivere per i fatti miei lasciando perdere l&#8217;idea di pubblicare con editore o per i fatti miei (senza pagare ovviamente). Scrivere è bello quando emoziona, quando diverte. Lo è meno quando bisogna affrontare tutta una serie di fasi.</p>
<p>Apprezzo molto chi ha dedicato il suo tempo alle mie creaturine e si è divertito a leggerle, si è emozionato. Grazie mille volte per i vostri giudizi. Anche perché non tutti sono in grado di essere sinceri o di descrivere le loro sensazioni oggettive di lettore.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giochidiparole.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giochidiparole.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giochidiparole.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giochidiparole.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/2039/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/2039/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/2039/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=2039&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Viaggio dentro una storia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 08:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[interazione]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[puntate]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[the incipit]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un po&#8217; di tempo non sono più presente nel blog: ogni tanto cedo anche io alla stanchezza psicofisica e inizio a odiare la scrittura e a non voler scrivere nemmeno più per il blog. Nel frattempo sto curando una antologia di racconti che, se mi decido, stavolta potrei anche pubblicare. L&#8217;altra cosa a cui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=2011&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; di tempo non sono più presente nel blog: ogni tanto cedo anche io alla stanchezza psicofisica e inizio a odiare la scrittura e a non voler scrivere nemmeno più per il blog.</p>
<p>Nel frattempo sto curando una antologia di racconti che, se mi decido, stavolta potrei anche pubblicare. L&#8217;altra cosa a cui mi sono dedicato di recente è la collaborazione con il sito <a href="http://www.theincipit.com/" target="_blank">THe iNCIPIT</a>. Su cui poche ore fa è comparso il primo episodio della mia storia: <a href="http://www.theincipit.com/2012/04/ep-1-una-piccola-biblioteca-in-mezzo-al-nulla/">Viaggio dentro una storia</a>.</p>
<p><span id="more-2011"></span>All&#8217;inizio mi sono lanciato in questa avventura senza pensare a nulla. Si tratta di scrivere una storia partendo da un&#8217;idea molto semplice, una storia più breve di un racconto (anche perché i lettori del web sono estremamente esigenti), poi saranno i lettori e i visitatori del sito a decidere per il proseguimento. Si possono scegliere anche le parole che dovranno comparire nel prossimo episodio.</p>
<p>Io che sono abituato a una certa razionalità e controllo non mi ci vedo lì a dover decidere come far proseguire una storia&#8230; Già è difficile contenerla in così poche battute <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  . Ma alla fine mi sono detto che una esperienza così era decisamente da farsi. Sono sempre stato interessato a una &#8220;narrazione sperimentale&#8221;, dove ci fosse una certa interazione con il lettore. Ho <a href="http://giovanniventuri.com/2011/07/18/chi-ha-ucciso-david-crane-di-fabrizio-venerandi/">letto un e-book interattivo di Quintadicopertina</a> e un altro lo devo leggere ancora <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  . Non disdegno questo tipo di storie.</p>
<p>Qual è la possibile trama del mio testo? Eccola:</p>
<blockquote><p>«In una piccola biblioteca in mezzo al nulla sembra non esservi mai nessuno, ma un ragazzetto continua a leggere libri e dentro quei libri che forse troverà la risposta a tutti gli enigmi della sua vita?»</p></blockquote>
<p>L&#8217;incipit del primo episodio? Eccolo:</p>
<blockquote><p>«Il silenzio della stanza è intenso, il buio anche. C’è solo la luce di una lampada e un ragazzino assorto nella lettura. Il tempo è passato anche stavolta in fretta, ma Daniele non se n’è accorto, gli sembra sia entrato da quella porta solo pochi minuti prima. Ha preso in prestito sempre lo stesso volume.»</p></blockquote>
<p>Ora tocca a voi. Votate per un seguito e diffondete la notizia:</p>
<p><a href="http://www.theincipit.com/2012/04/ep-1-una-piccola-biblioteca-in-mezzo-al-nulla/">http://www.theincipit.com/2012/04/ep-1-una-piccola-biblioteca-in-mezzo-al-nulla/</a></p>
<p>Non si paga niente.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/2011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/2011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/2011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/2011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giochidiparole.wordpress.com/2011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giochidiparole.wordpress.com/2011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giochidiparole.wordpress.com/2011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giochidiparole.wordpress.com/2011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/2011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/2011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/2011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/2011/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/2011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/2011/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=2011&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lezione n°11 &#8211; Le tappe della trama</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/04/04/lezione-n11-le-tappe-della-trama/</link>
		<comments>http://giovanniventuri.com/2012/04/04/lezione-n11-le-tappe-della-trama/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 11:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[climax]]></category>
		<category><![CDATA[complicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[dénouement]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[trama]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuiamo in questa lezione di «Scrittura creativa» con il concetto di trama interrotto nella scorsa lezione. Abbiamo scritto l&#8217;inizio lanciandoci nell&#8217;azione, in &#8220;media res&#8221; e ora? Abbiamo le idee chiare? La trama è essenzialmente una sequenza di eventi caratterizzati dai seguenti punti: Stabilità. Conflitto. Complicazione. Climax. Dénouement. Risoluzione. Si passa da uno stadio al successivo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1969&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo in questa lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>» con il concetto di trama interrotto nella scorsa lezione.</p>
<p>Abbiamo scritto l&#8217;inizio lanciandoci nell&#8217;azione, in &#8220;media res&#8221; e ora? Abbiamo le idee chiare?</p>
<p><span id="more-1969"></span>La trama è essenzialmente una sequenza di eventi caratterizzati dai seguenti punti:</p>
<ol>
<li>Stabilità.</li>
<li>Conflitto.</li>
<li>Complicazione.</li>
<li>Climax.</li>
<li>Dénouement.</li>
<li>Risoluzione.</li>
</ol>
<p>Si passa da uno stadio al successivo attraverso una serie di scene. Il punto di partenza è relativamente semplice. Un <strong>personaggio fa ingresso nella storia</strong>, viene presentato e viene evidenziato un <strong>conflitto</strong> che lo interessa, magari è un elemento della sua stessa caratterizzazione, vive con difficoltà un sentimento, qualcosa legato al suo passato o al recente presente, le cose vanno avanti, ci si spinge in un crescendo di complicazioni, così tanto che si arriva al <strong>climax</strong>, ovvero il punto di massimo impatto drammatico. Da quel momento è tutto in discesa, ci si spinge verso <strong>il dénouement</strong>, ovvero lo scioglimento e, infine, verso la risoluzione della vicenda.</p>
<p>Non sempre questo schema può esserci chiaro quando iniziamo a scrivere. Come va costruito tutto questo bel po&#8217;? La scrittura non avviene passo per passo? Perché bisogna seguire questo schema? È solo un&#8217;indicazione di massima. Anche perché il momento di massima crisi può non essere uno solo, o, comunque, ci possono essere vari punti di crisi, più o meno intensi, ma quello principale, quello verso cui la trama si muove, è uno solo. In tutto ciò, la trama non deve essere rigida, schematica come si impara in certi corsi. Sentiamoci liberi di scrivere come si vuole, ma mettiamoci anche in discussione. Sono i personaggi che creano la trama, mai il contrario, almeno così è in un buon testo. E se i personaggi volessero suggerirvi un modo diverso di procedere?</p>
<p>La mente deve creare. Si potrebbe ideare una storia scrivendo di due storie parallele che si toccano e si completano creando curiosità nel lettore che vede un alternarsi di storie di cui vengono rivelati poco per volta pezzi della storia, spingendoci a volerne sapere di più, pagina dopo pagina. Due trame in una vanno gestiste per bene. Non ci si deve calare troppo in una e poco in un&#8217;altra, deve essere una cosa naturale. Mi rendo conto che scrivere a pensare a tutte queste cose nello stesso momento, pone un po&#8217; di timore, ma è solo leggendo molto che si imparano a riconoscere certi schemi e a capire in che modo si potrebbe raccontare la propria storia.</p>
<p><strong>Si potrebbero usare dei flashback</strong>, cioè raccontare degli eventi del passato per capire le scelte del personaggio. In Lost viene fatto di continuo e nel modo giusto, così puntata dopo puntata si vengono a caratterizzare i personaggi e si spinge lo spettatore a legarvici. <strong>Si potrebbero usare anche dei flashforward</strong>, ovvero dei salti in avanti in cui ci sono delle scene in cui si rivela il futuro, ma questo è pericoloso se fatto male, potrebbe rivelare troppo del finale o dei punti in cui si vuole andare a parare.</p>
<p>Altra cosa importante è disseminare piccole tracce, che messe assieme una di fila all&#8217;altra spiegherebbero precisamente il perché di certi eventi, ma che sparsi lungo l&#8217;intero testo creano interesse e curiosità. Indizi. Anche se non stiamo scrivendo un poliziesco, questi elementi sono importanti. Io mi diverto sempre nei miei romanzi a disseminare indizi. È come lanciare una sfida al lettore e dire: «vediamo se sarai in grado di capire da qui a poco cosa accadrà».</p>
<p>Quindi quando leggiamo cerchiamo di individuare questi elementi in un testo. Il protagonista, il conflitto, le complicazioni, il climax, il dénouement, la risoluzione.</p>
<p>Alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/1969/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/1969/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/1969/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/1969/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giochidiparole.wordpress.com/1969/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giochidiparole.wordpress.com/1969/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giochidiparole.wordpress.com/1969/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giochidiparole.wordpress.com/1969/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/1969/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/1969/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/1969/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/1969/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/1969/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/1969/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1969&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lezione n°10 &#8211; Un patto con il lettore</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/04/02/lezione-n10-un-patto-con-il-lettore/</link>
		<comments>http://giovanniventuri.com/2012/04/02/lezione-n10-un-patto-con-il-lettore/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 12:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[patto]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa lezione di «Scrittura creativa» continuiamo il discorso sull&#8217;avvio della storia. Lo scrittore è l&#8217;autore della sua storia. Può fare quello che vuole? Sì e no. Uno scrittore è tale se ha dei lettori. Quando si scrive si stringe, implicitamente, un patto con il lettore già dalle prime righe. Il patto prevede coerenza interna [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1956&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>» continuiamo il discorso sull&#8217;avvio della storia.</p>
<p>Lo scrittore è l&#8217;autore della sua storia. Può fare quello che vuole? Sì e no. Uno scrittore è tale se ha dei lettori.</p>
<p><span id="more-1956"></span>Quando si scrive si stringe, implicitamente, un patto con il lettore già dalle prime righe. Il patto prevede coerenza interna del testo, la sua armonia e la sua coesione, sennò il lettore ci abbandonerà.</p>
<p>La coerenza interna implica chiarezza nell&#8217;esposizione. Non serve dilungarsi su dettagli inutili, bisogna descrivere solo quando è strettamente necessario, sennò mostriamo le cose, i sentimenti, le scene. Parlare di tante cose inutili non ha senso. Un esempio concreto? Non ci serve descrivere per filo e per segno un negozio e la sua commessa se il protagonista entra per comprare un regalo. Potremmo dilungarci solo se la commessa diviene parte della storia, se il negozio ritornerà nelle prossime pagine. Potremmo anche tagliare completamente la scena e far apparire direttamente il presente nelle mani di chi deve riceverlo. Il protagonista potrebbe limitarsi a dire con una battuta di dialogo: «l&#8217;ho comprato senza pensarci, ieri, per te».</p>
<p>Il patto prevede anche di essere credibili. Attenzione, credibili, non veritieri. Il narratore crea storie che non avvengono nella realtà e anche se si scrive di fantasy o di orrore o di fantascienza si deve essere credibili. Se un personaggio viene gravemente ferito in un combattimento non possiamo presentarlo bello pimpante mezz&#8217;ora dopo a meno che non ci sia una validissima ragione. Non si può cambiare l&#8217;età o la descrizione fisica di un personaggio, o peggio ancora, il nome.</p>
<p>I dettagli sono importanti e alcuni di questi vanno disseminati lungo la trama per lasciare delle traccie che il bravo lettore potrebbe anche cogliere. Dettagli che servono a preparare la scena culmine del testo. Avete presente &#8220;Ritorno al futuro&#8221;? Lo avete mai osservato con lo sguardo giusto? Sono disseminati una quantità di dettagli che non sono fuori posto. Vengono tutti usati nelle scene successive. L&#8217;orologio della torre, il volantino, la cassetta che Marty guarda alla TV con il padre, la casa, l&#8217;aspetto dei genitori. Anche le regole che crea Zemeckis sono coerenti. La macchina del futuro si sposta nel tempo, ma non nello spazio e questa regola non cambierà mai in nessuno dei tre film. E, infatti, questo comporterà anche delle conseguenze sulla trama. Il patto con lo spettatore viene rispettato fino in fondo e anche se si parla di viaggi nel tempo, la storia è credibile, perché confezionata nel modo giusto. Si chiama <strong>&#8220;sospensione volontaria dell&#8217;incredulità&#8221;.</strong></p>
<p><strong></strong>Stessa cosa se pensiamo ad Alias o a Lost, serie televisive di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/J._J._Abrams" target="_blank">J.J. Abrams</a>. Ne succedono di tutti i colori, ma non pensiamo mai &#8220;che assurdità&#8221;, perché ci sono i personaggi forti che ci accompagnano con delle regole che non vengono violate, anche se in alcuni momenti si giunge a mirabolanti trovate che forse ci fanno pensare che si sta decisamente esagerando, ma, se vogliamo, Lost e Alias, almeno parlo per me, hanno prodotto un bel coinvolgimento emotivo.</p>
<p>Anche a me a volte piace un po&#8217; divagare, poi in revisioni successive provo a eliminare elementi inessenziali che possono distrarre il lettore. Sì, distrarre. Se si inizia a divagare il lettore si confonde, chiude il testo e arrivederci e grazie. Non so se riesco a tagliare tutto l&#8217;inessenziale, ma ci provo leggendo il testo ad alta voce.</p>
<p>Concludo qui per farmi perdonare l&#8217;essermi dilungato nella lezione precedente, ma nella prossima riprenderemo dal punto in cui ho interrotto.</p>
<p>Alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
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		<title>Lezione n°9 &#8211; Il conflitto</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/03/30/il-conflitto/</link>
		<comments>http://giovanniventuri.com/2012/03/30/il-conflitto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 11:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[media res]]></category>
		<category><![CDATA[personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[scaletta]]></category>
		<category><![CDATA[trama]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa lezione di «Scrittura Creativa» proseguiamo il discorso sul testo che si vuol scrivere. Abbiamo capito che l&#8217;inizio vero e proprio sarà ridefinito in base alla storia stessa. Proviamo, in ogni caso, a iniziare in «media res», ovvero nel centro dell&#8217;azione. Cominciamo da un avvio qualsiasi, quello che ci sembra più logico al momento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1950&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura Creativa</a>» proseguiamo il discorso sul testo che si vuol scrivere.</p>
<p>Abbiamo capito che l&#8217;inizio vero e proprio sarà ridefinito in base alla storia stessa. Proviamo, in ogni caso, a iniziare in «media res», ovvero nel centro dell&#8217;azione.</p>
<p><span id="more-1950"></span>Cominciamo da un avvio qualsiasi, quello che ci sembra più logico al momento in cui vogliamo iniziare a raccontare la nostra storia. Di cosa dobbiamo davvero raccontare?</p>
<p>Di una passeggiata? Possiamo soffermarci in lunghe descrizioni di prati fioriti e dal forte impatto visivo? Dipende. Se sappiamo farlo possiamo sempre provare, ma una scrittura interessante che metta al centro della storia l&#8217;ambientazione ha bisogno di motivazioni molto valide, sennò l&#8217;idea non prenderà nemmeno forma.</p>
<p><strong>Le cinque domande fondamentali</strong></p>
<p>Vogliamo scrivere una storia e farlo per bene? Chiediamoci innanzitutto <strong>chi</strong> è il protagonista, <strong>che cosa</strong> succede, <strong>dove e quando</strong> accadono i fatti che ci apprestiamo a narrare, <strong>perché</strong> vogliamo raccontare di questa cosa?</p>
<p>Ognuna di queste cinque domande introduce un lungo argomento che non può essere sintetizzato in una sola lezione. Dell&#8217;ultima ne abbiamo già trattato. Delle altre parleremo man mano.</p>
<p><strong>Ci serve una trama</strong>. Alcuni scrittori iniziano a scrivere solo quando hanno tutto chiaro in mente: hanno ben definito una scaletta, anche approssimativa di tutta la storia, conoscono bene il protagonista, il luogo e il tempo dove si svolge l&#8217;azione e sanno cosa vogliono da questa storia. Hanno fatto schede dei personaggi, dei luoghi, si sono documentati (in alcuni casi è fondamentale). Insomma, non resta che mettere tutto nero su bianco. Sembra facile? No? E infatti non lo è. Io non riesco a essere così preciso prima ancora di iniziare. Quando comincio una storia, solitamente, ho in mente di cosa più o meno voglio parlare, quali sono i punti di forte tensione e un possibile finale, ma non conosco ancora bene i personaggi o la trama nei dettagli. Non faccio una scaletta. Qualcosa comunque me la appunto, per evitare errori. Ognuno ha il suo metodo. Non esiste una regola che accontenti tutti, questo della scaletta è un consiglio spassionato che do anche a me stesso. E soprattutto diffidate da chi vi dice che riesce a scrivere un romanzo in 20 giorni. Vogliono solo fare scena. <strong>Scrivere veramente un romanzo in 20 giorni vuole dire NON saper scrivere</strong>. A meno che non considerino romanzo anche una storia di una decina di pagine.</p>
<p>Starete iniziando a chiedervi di cosa si parlerà in questa lezione.</p>
<p><strong>Per scrivere una storia serve un conflitto</strong>. È fondamentale. Non possiamo certamente raccontare di un personaggio a cui fila sempre tutto liscio come l&#8217;olio, vi pare? Nella vita reale non accade. Ci troviamo ogni giorno a dover combattere i soprusi che riceviamo, le disgrazie che ci piovono addosso e se non si tratta di eventi così catastrofici, abbiamo comunque le nostre piccole difficoltà, le indecisioni, la paura di non apparire preparati in un colloquio, la difficoltà di comunicare con il proprio titolare, ecc&#8230; ecc&#8230;</p>
<p>Una volta individuato un personaggio, gli va subito affibbiato un conflitto. Una prova da superare, così ci spingeremo a raccontare del modo in cui affronta e supera queste difficoltà il protagonista. Oppure partiamo da un conflitto e creiamo il personaggio giusto. Si può fare in tutte e due i modi, come più ci si trova, come più ci si sente colti da ispirazione.</p>
<p>In una buona storia, un personaggio passa da uno stadio iniziale a uno stadio finale attraversando una fase di evoluzione, in cui ha imparato qualcosa. Un ispettore coinvolto in delle indagini risolverà un caso dopo aver raccolto i vari indizi, oppure sarà convinto di aver trovato il colpevole, ma nel finale ci sarà una rivelazione che sorprenderà il lettore spezzando lo schema. Un complesso di un personaggio viene affrontato e superato, non so, la paura di amare. Il passaggio dall&#8217;adolescenza all&#8217;età adulta&#8230; Insomma, di conflitti di cui narrare ce ne sono, di trame se ne possono trovare. Il problema sarà il modo in cui si affronta il tutto. Dettaglio, ovviamente, non trascurabile. Sembra così semplice a sentirmi parlare, vero? Ripeto, non lo è. Perché farsi venire in mente una trama interessante non è da poco e, anche, se accade, poi ci sono tutta una serie di dettagli da sistemare. Però muoviamoci con calma. Se ci piace scrivere, qualcosa in mente ci verrà. Nel momento in cui meno ce lo aspettiamo. Magari per strada, in un bar&#8230;</p>
<p>Quindi, <strong>individuiamo un conflitto e scegliamo un personaggio per rappresentarlo</strong> e così facendo siamo a buon punto, infatti ambiente e altri personaggi interagiranno col protagonista e la trama verrà a prendere la sua forma senza che ce ne siamo nemmeno resi conto. Io così faccio. Inizio a conoscere bene i miei personaggi mentre li faccio agire, mentre li sento parlare per la prima volta.</p>
<p>Il modo migliore per capire se una trama va bene? Se è interessante? Non esiste una regola assoluta. A un lettore la vostra storia potrà risultare molte interessante a un altro potrà risultare noiosissima, quindi io direi di leggere un po&#8217; di romanzi classici, quelli che per forza di cose sono resistiti al tempo e alle critiche. Volete un titolo? Va bene. Avete mai letto &#8220;Il processo&#8221; di Franz Kafka?</p>
<p>Alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura Creativa</a>».</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Lezione n° 8 &#8211; Un avvio efficace</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/03/28/un-avvio-efficace/</link>
		<comments>http://giovanniventuri.com/2012/03/28/un-avvio-efficace/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 12:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[incipit]]></category>
		<category><![CDATA[media res]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci nella nostra nuova lezione di «Scrittura creativa». Oggi si parla di &#8220;Incipit&#8221;, ovvero l&#8217;avvio di un testo narrativo. È la prima cosa che un lettore legge in quando si trova proprio all&#8217;inizio della sua opera. Sarà anche all&#8217;inizio, ma vi rivelo un piccolo segreto. L&#8217;incipit è quella parte di un romanzo che si scrive [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1926&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci nella nostra nuova lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
<p>Oggi si parla di &#8220;Incipit&#8221;, ovvero l&#8217;avvio di un testo narrativo. È la prima cosa che un lettore legge in quando si trova proprio all&#8217;inizio della sua opera.</p>
<p>Sarà anche all&#8217;inizio, ma <strong>vi rivelo un piccolo segreto</strong>. L&#8217;incipit è quella parte di un romanzo che si scrive per ultima. &#8220;Come? Ma se si trova all&#8217;inizio?&#8221; direte voi.</p>
<p><span id="more-1926"></span>Vi assicuro che è così. È decisamente difficile che quando un autore si mette a scrivere un romanzo lasci intatto il brano di avvio. L&#8217;incipit in genere è composto dal primo paragrafo, ma racchiude comunque tutto quando permette di rendersi conto di cosa si sta iniziando a leggere, quindi non va oltre il primo capitolo, nei casi peggiori, ma deve essere, in ogni caso, brevissimo.</p>
<p>Avrete sicuramente letto un po&#8217; di libri se ora siete qui a sulle pagine di questi miei appunti. Cosa fate quando andate in libreria e volete comprare qualcosa che vi attiri? Osservate la copertina, leggete il titolo, poi la trama&#8230; I trafiletti dei giornali che consigliano il testo &#8220;perché ecc&#8230; ecc&#8230;&#8221; lasciateli perdere, si tratta di specchietti per le allodole, in genere i giornalisti non leggono il libro e ne scrivono bene a prescindere per una serie di motivi&#8230; Almeno per i bestseller. Dicevo, la trama, poi, almeno io così faccio, inizio a leggere l&#8217;incipit del libro e se mi cattura lo acquisto, sperando di essere fortunato.</p>
<p>Vi renderete conto, quindi che un <strong>incipit efficace è fondamentale per permettere al lettore di pensare di investire in un autore</strong>. Quando si iniziano a scrivere le prime cose della propria storia non si ha un&#8217;idea così precisa su tutto quello che si scriverà, quindi l&#8217;inizio di certo sarà modificato tante volte e, in genere, proprio alla fine di varie revisioni.</p>
<p>In generale i romanzi hanno la tendenza a iniziare in &#8220;media res&#8221;. Cosa vuol dire? Che si cominciano dalla metà, o anche dalla fine, e poi man mano che si procede si torna indietro. Perché cominciare dalla fine o dalla metà? Non è una regola ferrea. Si comincia da un punto in cui ci sono elementi che scatenano l&#8217;azione. In un mio romanzo inedito comincio quasi dalla fine. Il protagonista è lì per lì che sta per buttarsi di sotto e farla finita e poi da lì si ritorna indietro spiegando come mai sia arrivato a un&#8217;azione così drastica e distruttiva. Quando ho iniziato il romanzo non era questo l&#8217;inizio. L&#8217;incipit mi è venuto in mente proprio mentre scrivevo la scena in cui il protagonista vuole farla finita, capitoli e capitoli dopo.</p>
<p>Certo, un tentato suicidio all&#8217;inizio del romanzo può essere pericoloso. Perché qualcuno può pensare: &#8220;ah, iniziamo bene, a chi vuole angosciare &#8216;sto scribacchino?&#8221; oppure &#8220;wah, no, ma il ragazzo davvero si butta di sotto? E perché?&#8221;. Naturalmente, se un giorno pubblicherò questa storia, vorrei che il lettore si soffermasse sul secondo pensiero e non certamente sul primo.</p>
<p><strong>Come si scrive un incipit efficace?</strong> Non lo so. La cosa importante è dire delle cose che trascinano dentro la storia da subito. Incuriosiamo. Se non succede, anche se la storia che segue è molto bella, travolgente, non troveremo mai il consenso di un lettore, non avremo mai qualcuno che punterà su di noi. <em>Se</em> vogliamo arrivare ai lettori. Ovviamente è difficile. Non è che la narrativa sia così facile da gestire. Soprattutto quando non è un thriller o un noir, dove non ci sono fughe, assassini incalliti e mirabolanti corse per le strade di Montecarlo.</p>
<p>Solo leggendo e rileggendo la nostra storia possiamo capire come potrebbe iniziare. Magari senza dover fare grandi stravolgimenti al testo, ma questo è un altro discorso. L&#8217;incipit di un altro mio romanzo inedito l&#8217;ho cambiato quasi in ogni revisione e in quest&#8217;ultima ho dovuto compiere una grossa operazione di riscrittura. Il panico, insomma, anche perché dopo queste modifiche non è detto che possa piacere. Certo è che l&#8217;incipit e la storia in genere devono essere chiare nella nostra mente. Se riusciamo a dire in un paragrafo o due di cosa parla, senza incertezze, allora ne abbiamo la padronanza giusta per sistemare la storia come vogliamo, per trovare l&#8217;incipit accattivante che cercavamo&#8230; Ovviamente se solo l&#8217;incipit è strepitoso, ma il resto non decolla, non attrae, abbiamo ancora grossi problemi, ma affrontiamo un argomento per volta.</p>
<p>Se state gradendo il corso e avete domande o esperienze da comunicare fatelo pure con un commento, non siate timidi.</p>
<p><strong>Per fare un po&#8217; di esercizio, provate a leggere l&#8217;incipit di un po&#8217; di libri</strong> e vedete cosa c&#8217;è che attrae. Leggiamo &#8220;Il vecchio e il mare&#8221; di Ernest Hemingway, oppure &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Karenina" target="_blank">Anna Karenina</a>&#8221; di <a title="Lev Tolstoj" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lev_Tolstoj" target="_blank">Lev Tolstoj</a>. Quest&#8217;ultimo potete trovarlo anche in formato <a href="http://www.liberliber.it/libri/t/tolstoj/index.htm" target="_blank">PDF gratuito presso Liber Liber</a>. Come <a href="http://www.liberliber.it/audiolibri/t/tolstoj/index.htm" target="_blank">audiolibro</a>. O in formato <a href="http://castellovolante.com/products-page/romanzi/anna-karenina/" target="_blank">ePub curato da Il Castello Volante Edizioni</a>. O &#8220;Il conte di Montecristo&#8221; che è gratuito in e-book <a href="http://forum.simplicissimus.it/downloads/?sa=view;down=118" target="_blank">presso simplicissimus.it</a>. Lasciamo perdere i bestseller moderni, a meno che non vogliate cimentarvi in quel tipo di testi. A voi la scelta. Leggiamo quanti più incipt vogliamo. Quelli dei libri di Stephen King sono tutti utili, se ne avete consultateli, oppure passiamo in libreria e leggiamone, non si paga. Se poi ne trovate qualcuno interessante potete sempre comprarlo.</p>
<p>Alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
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		<item>
		<title>Lezione n° 7 &#8211; Show, don&#8217;t tell</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/03/26/show-dont-tell/</link>
		<comments>http://giovanniventuri.com/2012/03/26/show-dont-tell/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 12:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[descrivere]]></category>
		<category><![CDATA[raccontare]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[show don't tell]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuti alla settima lezione di «Scrittura creativa». Oggi ritorniamo su un concetto accennato due lezioni fa e che gli anglosassoni chiamano &#8220;Show, don&#8217;t tell&#8221;. Ovvero: &#8220;non dire, mostra!&#8221; Avevamo fatto un esempio in cui descriveva una scena (noiosa), anziché farla vedere. Generalmente dire le cose non crea alcun tipo di coinvolgimento emotivo. Pensiamo a frasi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1917&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuti alla settima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>». Oggi ritorniamo su un concetto accennato due lezioni fa e che gli anglosassoni chiamano &#8220;Show, don&#8217;t tell&#8221;.</p>
<p>Ovvero: &#8220;non dire, mostra!&#8221;</p>
<p><span id="more-1917"></span>Avevamo fatto un esempio in cui descriveva una scena (noiosa), anziché farla vedere. Generalmente dire le cose non crea alcun tipo di coinvolgimento emotivo. Pensiamo a frasi come: era depressa, era felice, era nervosa, era annoiata. Dichiarano un sentimento e non fanno presa.</p>
<p>La depressione, per esempio, la si può mostrare facendo vedere un personaggio che da solo un morso alla fetta di torta del suo dolce preferito, oppure che mangia una intera torta da due chili, o una vaschetta di gelato che avrebbe potuto usare per 20 ospiti. Quindi con poche parole si mostra un sentimento.</p>
<p>Perché proprio i sentimenti non vanno assolutamente dichiarati, se non in rarissimi casi e forse nemmeno. È un problema in cui certe volte mi imbatto pure io. Mi dimentico di questa cosa e dichiaro cosa prova un personaggio. Pensando che poi non c&#8217;è nulla di male. Niente di più errato, sigh.</p>
<p>È ovvio che le scene in cui ci sono personaggi secondari, e di scarsissima rilevanza per la storia, ci si può anche dedicare a dire le cose. Un intero romanzo in cui si mostra sempre tutto, ogni singolo capitolo e ogni paragrafo in cui si lavora sul mostrare e sul non dire diventa impossibile.</p>
<p>Scene in cui si sintetizzano delle cose vanno bene al punto giusto, per esempio, nel caso in cui si danno informazioni che non possono essere mostrate. Di solito accade in romanzi storici, dove non tutti conoscono le usanze di una certa epoca, oppure in romanzi in cui c&#8217;è una grande componente scientifica. Anche in quei casi, però alcune informazioni possono essere date direttamente attraverso la bocca dei personaggi, magari attraverso il dialogo, ma bisogna anche saperlo scrivere un dialogo in cui si danno informazioni. Deve essere naturale e credibile. In alcuni scritti, di certi autori, si nota chiaramente l&#8217;intento non riuscito. Non ci avete capito molto? Vediamo un esempio di dialogo che &#8220;dice e non mostra&#8221;.</p>
<blockquote><p>«Sara, sai che sono felice che oggi sei tornata da me? Erano sette mesi che avevi chiesto la separazione e che non ci vedevamo più, io ero anche partito per Milano per trovare un lavoro. Ho fatto il tecnico antennista per due mesi, il barista per tre mesi, ho venduto auto di una marca nuova, ma poi sono tornato a Roma, dove ti ho visto davanti al negozio dove ci siamo visti la prima volta che ci siamo conosciuti e allora ho provato a ricominciare&#8230;»</p></blockquote>
<p>Questo dialogo è privo di alcun interesse per il lettore. È un lungo e inconcludente dialogo irreale. Il dialogo sintetizza sette mesi della vita di un personaggio, ma nel modo sbagliato. Sul dialogo ci sono così tante cose da dire che non posso aggiungere altro al momento, finirei fuori tema.</p>
<p>Quindi, riassumendo: mostrare e non dire il più possibile, ma attenzione a non abusare di questa cosa, anche perché mantenere sempre viva l&#8217;attenzione del lettore diventa difficile, si può facilmente spingersi in una quantità di testo eccessiva per voler dire poche cose. Dosate attentamente le parole, mai troppe, mai troppe poche. Usate tranquillamente la sintesi per rallentare il ritmo, per dare un attimo di tregua al lettore, per raccontare fatti che non avrebbe alcun senso mostrare perché non aggiungerebbero alcun interesse alla storia, anzi spingerebbero il lettore a interromperne la lettura.</p>
<p>Alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/1917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/1917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/1917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/1917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giochidiparole.wordpress.com/1917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giochidiparole.wordpress.com/1917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giochidiparole.wordpress.com/1917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giochidiparole.wordpress.com/1917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/1917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/1917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/1917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/1917/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/1917/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/1917/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1917&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Lezione n° 6 &#8211; L&#8217;ispirazione giusta</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/03/24/lispirazione-giusta/</link>
		<comments>http://giovanniventuri.com/2012/03/24/lispirazione-giusta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 09:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[lezioni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella terza lezione di «Scrittura creativa» abbiamo parlato del motivo che ci spinge alla scrittura. Inizialmente, per sgranchire le mani, può andar bene scrivere di qualsiasi cosa. Anche di storie che ci hanno riferito altri, ci può andar bene descrivere in tutto e per tutto una o più persone precise, ma, c&#8217;è ovviamente un «ma», [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1901&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <a href="http://giovanniventuri.com/2012/03/21/il-fine-ultimo-della-scrittura/">terza lezione</a> di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>» abbiamo parlato del motivo che ci spinge alla scrittura. Inizialmente, per sgranchire le mani, può andar bene scrivere di qualsiasi cosa. Anche di storie che ci hanno riferito altri, ci può andar bene descrivere in tutto e per tutto una o più persone precise, ma, c&#8217;è ovviamente un «ma», uno scrittore vero non parla della sua vita personale o di quella degli altri che conosce. Lo scrittore vero cerca una ispirazione e crea.</p>
<p><span id="more-1901"></span><strong>Ispirazione. Chi era costei?</strong></p>
<p>Ricordate il film &#8220;Il silenzio degli innocenti&#8221;? Quello in cui c&#8217;è un maniaco che mangia le persone? Cosa dice? Dice che i suoi desideri vengono osservano le persone ogni giorno, le cose che uno desidera sono quelle che vede ogni giorno. Naturalmente si mettono in moto i sensi. Le pubblicità ripetute 50 volte al giorno ci convincono che abbiamo assolutamente bisogno dell&#8217;ultimo telefono intelligente uscito, quando poi non è vero. Abbiamo già un cellulare e non abbiamo soldi e necessità vera di comprarne uno nuovo.</p>
<p>E lo scrittore da dove prende le sue idee? Dalle persone che incontra. Dalle cose che vede, scava e altera le sue percezioni su eventi e fatti. Immagina. <strong>Cosa accadrebbe se&#8230; ?</strong></p>
<p>Non ci avete capito nulla? Provo a spiegarmi in modo più semplice. Vedo una persona. Rimango colpito dal fatto che ogni 5 minuti si tocca la punta dei capelli, ne vedo un&#8217;altra che ogni qual volta le suona il cellulare sul treno si guarda prima per alcuni secondi intorno e poi risponde. Vedo un libro abbandonato su una sedia&#8230; Prendo questi elementi e creo un nuovo personaggio che ha il vizio di toccarsi i capelli ogni 5 minuti e che quando suona il cellulare, ovunque sia (non solo in treno), si guarda sempre in giro, come se valutasse se conviene rispondere o meno. Cosa nasconde? Poi questa persona si allontana dalla biblioteca e lascia il suo libro sul tavolo. Lo stesso libro che abbiano visto altrove e che ci ha colpito.</p>
<p>Potrebbe essere non un libro, ma una scatola di pastelli, di cioccolatini. Insomma si attinge dalle esperienze proprie, dall&#8217;ambiente che ci circonda, dalle cose che ci raccontano, ma poi dobbiamo avere l&#8217;abilità di modificarle e di adattarle a una storia di senso compiuto che abbia però la forza di trascinare il lettore paragrafo dopo paragrafo fino alla fine.</p>
<p>Certo, questa è la teoria, ma nessuno ci vieta di parlare di nostro fratello o di noi stessi, solo corriamo il rischio di rendere la scrittura più difficile e meno interessante a meno che nostro fratello non sia una fonte di ispirazione così interessante che va anche bene e, soprattutto, che non si risenta rivedendosi nel testo. Avvertiamolo se poi ne venisse fuori un romanzo che vogliamo mandare a un editore <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p><strong>La scrittura è invenzione allo stato puro</strong>. Nessuna delle cose accadute in un libro sono accadute nella realtà nello stesso identico modo e coinvolgendo le stesse identiche persone. È tutta invenzione.</p>
<p>Succede subito di scrivere una cosa così bella e interessante? No. Per arrivare a una storia che abbia tutte le caratteristiche richieste occorre, tempo, calma e molta revisione. Revisione? Cioè? Ne parleremo a tempo debito.</p>
<p>Alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/1901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/1901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/1901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/1901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giochidiparole.wordpress.com/1901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giochidiparole.wordpress.com/1901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giochidiparole.wordpress.com/1901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giochidiparole.wordpress.com/1901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/1901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/1901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/1901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/1901/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/1901/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/1901/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1901&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Lezione n°5 &#8211; Dire senza dire</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/03/23/dire-senza-dire/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 13:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[mostrare]]></category>
		<category><![CDATA[raccontare]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ci occuperemo di quella che è una delle regole assolute più vere della scrittura creativa. Dire senza dire. Ovvero? Provate a pensare a qualcosa che vi è accaduto. Immaginate di metterlo nero su bianco. In che modo raccontereste il tutto? Indipendentemente da ciò di cui si vorrebbe raccontare, è necessario capire a chi rivolgervi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1890&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ci occuperemo di quella che è una delle regole assolute più vere della scrittura creativa. Dire senza dire. Ovvero?</p>
<p>Provate a pensare a qualcosa che vi è accaduto. Immaginate di metterlo nero su bianco. In che modo raccontereste il tutto?</p>
<p><span id="more-1890"></span>Indipendentemente da ciò di cui si vorrebbe raccontare, è necessario capire a chi rivolgervi e perché si vuol raccontare di una certa cosa. Questo lo abbiamo detto nelle precedenti lezioni, ma riflettiamoci meglio. Se abbiamo le idee chiare, allora riusciremo a centrare subito il tema, sapremo dove vogliamo portare il lettore, ma attenzione a <strong>come</strong> racconteremo il tutto.</p>
<p>Come sarebbe un lungo elenco di cose che la protagonista della storia fa? Noioso. Ci perderemo il lettore. Allora chiediamoci ancora una volta dove vogliamo parare, cioè perché per noi è importante raccontare un certo fatto?</p>
<p>Una volta focalizzato sulle motivazioni, una volta trovato il nostro lettore ideale, parte la narrazione, ma questa ha bisogno di essere accattivante. Se facciamo percepire i sentimenti di un personaggio, anziché spiegarli avremo guadagnato sicuramente l&#8217;interesse del lettore.</p>
<blockquote><p>«Elena si divertì, parlò molto con Luigi, poi alla fine della festa lui la portò da lui e a lei non piacque quando cercò di abusare di lei, riuscì per un pelo a fuggire da casa sua, poi la mattina lo raccontò alla sua amica&#8230;»</p></blockquote>
<p>Come suona questo testo? Noioso oltre l&#8217;inverosimile. Non sappiamo nulla di Elena, nulla di Luigi e anche se lui la uccidesse sotto i nostri occhi potremmo anche sbadigliare, vi pare? Non si è creato il contatto con il lettore. Abbiamo preferito fare un resoconto anziché raccontare una storia.</p>
<p>La regola più importante, lo ripeto ancora una volta, è: <strong>dire senza dire, ovvero mostrare</strong>. Invece di dire che si divertì, facciamo vedere come si diverte. Cosa piace a Elena? Anziché dire che parlò molto con Luigi, facciamo sentire la voce dei personaggi. Usando il dialogo per entrare nelle loro storie, nelle loro vite. Insomma, mostriamo i personaggi, facciamo in modo che il lettore si senta legato, magari il personaggio di Elena è così vero che salta fuori dalle pagine e riesce a far immedesimare la lettrice. Chi legge potrebbe sentirsi spaventato quanto il personaggio di Elena.</p>
<p>Dire senza dire: mostrare. Non è facile tenere a mente questa regola, ma sforzandosi ci renderemo conto che è decisamente la scelta migliore per iniziare, continuare e concludere una buona storia. E, ancora una volta, conoscerla non vuol dire adottarla in maniera automatica.</p>
<p>Se volete esercitarvi provate a raccontare la vostra giornata senza raccontarla.</p>
<p>Alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/1890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/1890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/1890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/1890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giochidiparole.wordpress.com/1890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giochidiparole.wordpress.com/1890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giochidiparole.wordpress.com/1890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giochidiparole.wordpress.com/1890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/1890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/1890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/1890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/1890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/1890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/1890/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1890&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Lezione n° 4 &#8211; Il lettore ideale a cui rivolgersi</title>
		<link>http://giovanniventuri.com/2012/03/22/il-lettore-a-cui-rivolgersi/</link>
		<comments>http://giovanniventuri.com/2012/03/22/il-lettore-a-cui-rivolgersi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[lettore ideale]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella scorsa lezione di «Scrittura creativa» abbiamo accennato al fatto che uno scrittore deve sempre avere bene in mente il motivo che lo spinge a scrivere di qualcosa. Se i motivi non sono sufficienti, forse è il caso di ripensarci meglio. In questa lezione parliamo di un&#8217;altra delle regole fondamentali della scrittura creativa. Il lettore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniventuri.com&#038;blog=7935028&#038;post=1877&#038;subd=giochidiparole&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella <a href="http://giovanniventuri.com/2012/03/21/il-fine-ultimo-della-scrittura/">scorsa lezione</a> di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>» abbiamo accennato al fatto che uno scrittore deve sempre avere bene in mente il motivo che lo spinge a scrivere di qualcosa. Se i motivi non sono sufficienti, forse è il caso di ripensarci meglio.</p>
<p>In questa lezione parliamo di un&#8217;altra delle regole fondamentali della scrittura creativa.</p>
<p><span id="more-1877"></span><strong>Il lettore a cui bisogna rivolgersi.</strong></p>
<p>Se vogliamo, non esiste scrittore senza lettore, quindi dovrebbe essere una cosa fondamentale sapere a chi vogliamo raccontare la nostra storia. Con chi vogliamo stringere un legame come narratore? È un uomo, è una donna? È un bambino? È nostra madre? Nostra sorella? Nostro fratello?</p>
<p>A seconda di chi è il nostro lettore ideale cambia il modo in cui gli si racconta la storia e, se vogliamo, la scelta di un lettore si lega molto al motivo della scrittura. Uno zio potrebbe voler raccontare una storia a un suo nipotino, quindi, conoscendolo, sa bene come incuriosirlo, quali sono le cose che predilige e quali no.</p>
<p>Lo stesso grande <a href="http://giovanniventuri.com/2009/09/28/lo-scrittore-moderno-gioca-con-le-parole-senza-smettere-mai/">Stephen King</a>, quasi sempre fa o una prefazione o una postfazione in cui ringrazia sempre il Lettore. E spera di essere riuscito ad accompagnarlo lungo il testo destando la sua attenzione. È una cosa davvero originale, vi pare? A volte penso che sia un po&#8217; una forzatura questa di rivolgersi a un lettore e pendere dalla sua bocca, tanto il libro è stato pubblicato e uno se lo ritrova tra le mani, ma Stephen King è un bravo narratore e incuriosisce anche quando racconta un po&#8217; di cose che esulano dal testo che segue (o precede) e si rivolge a noi lettori preoccupandosi di farci leggere cose buone.</p>
<p>Eppure, per me non è facile immaginare un lettore ideale a cui rivolgermi. La scrittura creativa parla chiaro, ma io quando inizio una storia non vedo il viso del mio lettore e neanche lo immagino, non so quali sono i suoi gusti. Sarà questo il motivo per cui alcuni autori sanno guadagnarsi la fiducia di un lettore dalle prima pagine e riescono a mantenerla e che altri non la guadagnano mai, nemmeno in una sola delle pagine del testo?</p>
<p>Me lo sono chiesto spesso. Se si parla a se stessi molte cose si danno per scontate, il racconto viene impostato forse in modo asettico, superficiale, eppure provate a trovare il vostro lettore ideale.</p>
<p>Alcuni costosi corsi di «Scrittura creativa» producono testi bene o male identici che cercano di stupire una fascia di lettori specifica.</p>
<p>Per quanto si voglia avere in mente un lettore ideale, sappiate bene che non esiste un testo adatto a chiunque. A questo punto è lo scrittore che deve imporre dei suoi argomenti, un suo stile. Non si possono accontentare tutti e non bisogna nemmeno cercare di accontentare tutti, sennò il testo inizierà a perdere colpi.</p>
<p>Dalla lettura del mio secondo romanzo ho ricevuto due giudizi completamente opposti. Una lettrice l&#8217;ha adorato, mentre un lettore l&#8217;ha detestato. Ecco, credo che a questo punto il mio lettore ideale possa essere una donna. Magari tra i 25 e i trent&#8217;anni. Oppure non vuol dire proprio nulla. Alla fine i gusti posono cambiare da una persona all&#8217;altra, parecchio.</p>
<p>Marco, faceva una giustissima osservazione nella <a href="http://giovanniventuri.com/2012/03/20/il-corso-di-scrittura-creativa/#comments">seconda lezione</a> che sposa molto bene con questa lezione. La critica e le valutazioni di autori, o aspiranti tali, devono essere presi con le molle. Ho imparato che alcune osservazioni sono sincere e corrette, individuano veramente dei punti deboli del testo, o piccoli errori, altri, invece, calano addirittura nella critica verso lo stile indicando parole scelte che sono errate o fare una pessima valutazione solo per ripicca. Quindi un testo che non piace non vale? E questo chi lo dice?</p>
<p>Il lettore può anche consigliare, ma deve essere lo scrittore che alla fine capirà da solo cosa funziona e cosa no in una storia. In alcuni contesti, poi, le persone prendono il sopravvento facendo nascere la scienza verso qualcosa che non è matematica. Naturalmente, le mie lezioni non vogliono insegnare nulla, quindi prendete le mie parole con le molle. Vogliono solo focalizzare come andrebbe scritto un testo, ma in alcune regole anche io non credo.</p>
<p><strong>Voi, quando scrivete, avete in mente un lettore ideale?</strong></p>
<p>Per oggi è tutto.</p>
<p>Arrivederci alla prossima lezione di «<a href="http://giovanniventuri.com/category/scrivere/scrittura-creativa/">Scrittura creativa</a>».</p>
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