
"Laundry room" stock photo by www.pixmac.com
A volte mi capita di parlare con alcune persone che si sono stampate una raccolta di racconti o un romanzo e lo hanno fatto passare per una pubblicazione unica e di qualità, oppure con persone che in 6 anni hanno pubblicato solo una raccolta di racconti e basta.
Quanti consigli da professionisti vengono fuori che ti fanno pensare. Sanno perfettamente come bisogna scrivere, cosa si può scrivere e cosa non si deve scrivere.
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Oggi ho rivisto “Stand by me – ricordo di un’estate” e ho capito da dove provengono certi temi che hanno ispirato il mio romanzo. Due temi. Uno dei quali ricorre anche in altri miei scritti.
Avevo 16 anni anni quando ho letto la novella “Il corpo” tratto dalla raccolta “Stagioni Diverse” di Stephen King. Un testo che avrò letto forse 2-3 volte. Bellissimo. Il mio primo libro serio. Quell’estate lessi quelle quattro novelle che componevano la raccolta con voracità. Mi legai allo stile, ai personaggi, allo scrittore e alla narrativa. Grazie al grande Stephen King ho iniziato a leggere e a scrivere. Se solo esistesse il testo in ebook senza quel maledetto DRM…
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Eccoci qua con un nuovo articolo. Non so nemmeno io da dove iniziare. Il diario di viaggio n°10, dopo due mesi, è di nuovo qui.
È un po’ di tempo che trovo sempre più difficile ritagliarmi del tempo per scrivere. Ho concluso il mio primo romanzo serio un anno fa, ho fatto 9 mesi di revisione, l’ho fatto leggere, l’ho inviato a qualche casa editrice, ma ovviamente è stato per gioco. Non credo che nessuno mi telefonerà e mi dirà: “Salve, Giovanni, il suo romanzo è interessante”. E non perché il mio testo non sia valido. Leggo cerce cagate pubblicate in giro, da case editrici anche molto, molto importanti, che questo sarebbe sufficiente a essere meno pessimistico e fatalista. In una scala da 1 a 10. Mi do un 9.
Eppure penso che pubblicare con una casa editrice che abbia la sua distribuzione nazionale è un sogno. Le case editrici hanno così tante cose da fare, da leggere, da valutare che si viene giudicati… In un’ora? Forse mezz’ora, dai. Le prime venti pagine e via.
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A distanza di quasi un anno, quasi 11 mesi per la precisione, ho finito la quarta revisione del mio primo romanzo “serio”. Naturalmente sono convinto che rileggendolo cambierei ancora delle cose, troverei ancora qualche errore di battitura… Eh, sì quelli non riesci a toglierli mai tutti. Si nascondono e quando meno te lo aspetti vengono fuori.
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Eccomi qui, dopo una lunga pausa.
Quando scrivo utilizzo il computer e in particolare uso l’applicazione KOffice 1.6.3 sotto l’ambiente libero KDE senza Windows
. Per il romanzo per esempio, sto accumulando pagine e pagine e ogni tanto mi fermo e rileggo quello che ho scritto l’ultima volta per poter correggere e poi andare avanti. In certi periodi mi fermo e ricomincio la lettura dal principio per annotare delle cose, per controllare, date, eventi e incoerenze varie che posso aver lasciato nel testo dopo aver modificato varie volte il testo stesso.
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Oggi, 28 maggio 2009, nasce questo nuovo blog con l’intenzione di dare vita a quelli che sono i pensieri di uno scrittore attraverso la propria visione.
Beh, forse la parola scrittore è un po’ grossa. Qualcuno potrebbe chiedere: “quante pubblicazioni ci sono alle tue spalle?” Beh, per poter rispondere a questa domanda ci sarà tutto il tempo, anche perché non è la sola domanda a cui c’è da rispondere. Abbiate pazienza e avremo modo di conoscerci
.
“Giochi di parole… con le parole”. Il titolo dice tutto, no? “… con le parole”, in realtà è ridondante, ma è la ridondanza della parola a produrre l’effetto di sottolineare meglio il concetto
. In pratica adoro scrivere e giocare con le parole. Non mi piace consumare un concetto in maniera molto sintetica, anche se dipende da cosa si parla. La sintesi in certi casi è comunque necessaria o, quanto meno, il testo non va mai appesantito di proposito. Non vanno riempiti i paragrafi con mille aggettivi. Vorrei dirvi tutto con un unico articolo, in modo sintetico, ma finirei con lo straripare troppo e consumerei gli argomenti in modo precoce. Oggi è appena il primo giorno. Seguendo questo blog capirete cosa voglio dire. Un goccio per volta. Una parola tira l’altra.
Alla prossima.
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