Diario di viaggio n° 3 – La musica mia musa


Questa sera mi si è intrufolata nel cervello una canzone e non riesco più a fare nulla. Non riesco più a scacciarla e la ascolto initerrottamente. Per i più curiosi, la canzone è “Buon viaggio della vita”, 2007, Claudio Baglioni. Il mio cantautore preferito. Un vero poeta in termini di giochi di parole. Sceglie le parole delle sue composizioni con criterio. Un abile poeta della musica.

“C’è chi va via col vento
per non partir da solo
chi si allontana col passo lento
di un sogno preso a nolo…”

Mi piace il tema del “viaggio della vita” sia nei temini dell’argomento in sé che il modo in cui Baglioni lo ha trattato in musica e parole. Ma non sto a fare le lodi all’artista migliore d’Italia 🙂 sennò non smetto più. Parliamo della “musica mia musa”.

La musica è una componente attiva della mia vita. Non attivissima, ma abbiamo un buon rapporto. Una volta, il lontano 3 maggio del 1996 scrissi la mia prima poesia. In realtà definirla poesia non so se sia corretto, ma feci il mio primo incontro con questo genere letterario, anche senza aver mai letto un solo libro di componimenti, se escludiamo quelli che si studiano a scuola. Da quel testo, poche settimane dopo, o forse qualche giorno dopo, non ricordo, il mio migliore amico dell’epoca diede vita a una melodia. Naturalmente conservo la stessa in formato MP3. Ho imparato a mettere qualche accordo al pianoforte, ma non mi sono mai esercitato. Come la scrittura, la musica, viene considerata una cosa che fa perdere tempo e così si tranciano potenziali sconosciuti. Se non altro viene impedito di inoltrarsi in questi sentieri magici.

C’è chi va via col vento
per non partir da solo
chi si allontana col passo lento
di un sogno preso a nolo.Quando scrivo, certe volte ho bisogno della musica. Per esempio quando faccio la revisione del pezzo e riesco ad abbinare una musica che mi può suggerire il ritmo dei paragrafi, del testo, allora la metto in sottofondo, magari anche con un volume un po’ altro. Altre volte mi suggerisce il testo stesso, altre volte, invece, non riesco a scrivere perché vengo distratto. Dipende, insomma 🙂 .

Ultima cosa, poi concludo. Una volta avevo anche scelto una serie di canzoni, le avevo messo in un certo ordine e da lì ho creato una sceneggiatura teatrale che poi non è mai andata in scena. I ragazzi e le ragazze con cui si doveva mettere insieme lo spettacolo avevano deciso, senza dirmelo, di fare “Fuori nevica”. Certo, quando gli adolescenti si esaltano perdono di vista gli obiettivi e lo scopo delle cose e tirano fuori il massimo della superficialità con molta facilità e tu butti tutti gli sforzi fatti per adattare il testo a loro, ricalcando il senso musicale e dei temi delle canzoni, alcune anche scelte da loro. E che bisogna fare? Non lo so. Sorridere e andare avanti. È comunque stata un’esperienza. I copioni ancora ce li ho e magari, chissà, magari potrebbero tornare utili per qualcos’altro. Mi sono lanciato anche in dei monologhi a volte divertenti e altre volte un po’ meditativi. Il tema era l’amicizia e le difficoltà quotidiane di un gruppo di amici.

Alla prossima.

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