Diario di viaggio n° 11: date e avvenimenti


Torna il diario di viaggio. Torna il rapporto con le cose che sto scrivendo.

Sto evolvendo, almeno si spera 🙂 . Nel nuovo romanzo, che nel frattempo ha già compiuto due anni, anche se si porta più giovane. Nell’ultimo anno ho fatto le revisioni al primo romanzo e poi ho iniziato a spedirlo agli editori. Per gioco, come ho detto più volte. Non mi aspetto nulla, così che se succede farò un salto che mi solleverà da terra 🙂 .

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Dicevo, sono due anni, ma in realtà non lo sono in quanto ero impegnato per mesi in altre attività scrittorie.

Le idee per il nuovo romanzo mi sono venute dal nulla, ma sempre abbastanza precise. Ho delineato il protagonista e spero anche gli altri tre personaggi che lo accompagnano nella sua disavventura. In realtà ho sviluppato due storie che si svolgono in parallelo e stavolta c’è un unico punto di vista. Così nessuno si disturba per cambi di prospettiva. Quello che il protagonista non vede resterà nel mistero, anche se fino a un certo punto.

Credevo di stare scrivendo una storia più leggera e breve del primo romanzo, magari è più breve, non so. Non è ancora finito, ma siamo relativamente vicini. E come ogni volta mi trovo quasi a lavoro compiuto mi attardo nello scrivere, forse per paura di non essere all’altezza, forse per studiare meglio i personaggi e le reazioni a uno degli eventi drammatici che accompagnano la narrazione.

Mi lego ai personaggi, ma a volte sono crudele con loro. Ho scritto un capitolo. Il ventottesimo, che ha sconvolto anche me. Se il personaggio potesse ribellarsi mi picchierebbe di brutto lo so. Il lettore non so se apprezzerà, ma è un pezzo molto forte. Sette pagine A5 di adrenalina, di incredulità e… Basta, fermi qui. Ci avevo ragionato più volte su questa sequenza di eventi. Non volevo inscenarla così com’era per paura di varie cose. Una su tutte è l’autodistruzione del testo. Se il lettore resiste a questo capitolo allora si divorerà il resto delle pagine. Vorrà sapere come farà il personaggio a riprendersi oppure maledirà il testo e interromperà la lettura. Difficile a dirsi per i soliti motivi:

  1. non è ancora finito, quindi nessuno mi dice che resterà così e che sarà la versione definitiva (ma il capitolo è forte e al momento penso di non cambiarlo);
  2. non è stato mandato a nessun editore perché in corso d’opera;
  3. nessuno ha letto una virgola di questo nuovo testo, quindi potrei stare dando i numeri, forse mi sto lusingando da solo, ma so bene che il giudizio dei lettori è fondamentale per uno che vuole pubblicare seriamente.

Ho paura che abbia voluto trattare un tema molto duro usando una storia che è diventata di pura sopravvivenza, anche se secondo me i fatti narrati possono tranquillamente descrivere uno spaccato vero. Non piaceranno a tutti. Si lanciano un po’ di critiche, si fanno un po’ di considerazioni e il personaggio ci aiuterà a capire delle cose della vita assieme al suo migliore amico. Un romanzo di crescita, di scelte difficili, ma intenso. Non riesco a scrivere cose che passano in modo frivolo, ma in questo testo ho cercato anche di far ridere tratteggiando con toni ironici e caricaturali degli eventi e dei modi di essere.

In tutto ciò, il romanzo è caratterizzato da una scansione del tempo precisa, così precisa che ieri ho dovuto cercare in rete dei calendari, stamparli e annotare gli eventi quotidiani del romanzo per non perdermi. È stato più facile del previsto. Sono passati solo 7 giorni nella vicenda principale, ma ho raccontato un bel po’ di cose, forse è il mio solito difetto. Tratteggiare troppo i personaggi. Difetto che potrebbe essere in realtà un pregio, il mio stile personale e in tutto ciò non so se gli altri tre personaggi siano altrettanto definiti. Nell’altra storia parallela c’è il racconto di alcuni giorni particolari e di una notte molto lunga in cui… 😀 .

Ah, piccolo inciso fuori tema, mi è accaduta una cosa che ha del paranormale. Ho affidato il mio primo testo a una persona e non mi ha fatto sapere più nulla. Pensavo che avesse avuto tante cose da fare e che il testo giacesse su qualche scrivania non letto. E invece no. È stato letto per intero, ma nessuno si è scomodato a dirmi due parole, dico giusto due sul testo. Com’era, se la storia piaceva, ecc… Quando pensi di aver visto tutto nella vita, invece hai sempre da imparare. Io di solito quando un’amica o un amico mi affidano un testo e riesco a trovare il tempo per leggerlo faccio sapere cosa ne penso. Non mi è mai capitato di tenere per me una valutazione. Mi sembra una cosa di rispetto comunicare anche poche frasi. Se ci penso mi metto a ridere 🙂 .

Vabbè pensiamo ad altro.

Alla prossima.

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