L’editoria, Amazon, gli scrittori e i lettori…


Image available on Pexels, released with a CC0 License by Irina Kostenich.

Oggi, anno 2018, l’editoria ha subìto un’evoluzione molto particolare, e ancora ne subisce.

Ogni giorno quantità industriali di libri arrivano in formato e-book e cartaceo su negozi di libri on-line. E c’è anche chi, nel 2018, non produce e-book, ma vive di libri cartacei distribuiti solo presso piccole librerie fiduciarie e, sempre in questo 2018, gli editori sono stanchi di fare editing o, se ne fanno, è qualcosa molto all’acqua di rose.

Oggi, gli editor non hanno lavoro, almeno quelli che si aspettano di essere assunti e pagati da piccoli editori, ma forse anche da medi editori, e anche da grandi editori se si tratta di piazzare libri di autori che già hanno il loro zoccolo di lettori e, meglio ancora, se erano tra i primi posti in classifica di libri autopubblicati.

Amazon, in tutto questo, vuole assolutamente che tu, lettore, legga.

Oggi con Amazon Prime sono inclusi grandi vantaggi per un lettore:

  • Prime Reading;
  • Kindle Unlimited gratis per 3 mesi;
  • Audio book gratis per 1 o 3 mesi.

Alla fine, visto che tutto è gratis, perché un lettore dovrebbe pagare per leggere?

Il Prime Reading include una offerta di libri completamente gratuiti da prendere in prestito tra quelli disponibili. Io, per esempio, ne ho presi due. Uno di una autrice nota, uno di una autrice autoeditore/self-publisher. Li trovo entrambi interessanti. Prime si paga una volta all’anno, quindi chi ha questo abbonamento, finché lo mantiene, ha libri gratis tutto l’anno (e non solo libri, ma anche musica, film e serie televisive).

Di Kindle Unlimited ne ho già ampiamente parlato in un articolo dedicato. E stavolta Amazon torna alla carica per tutti fino al 31 luglio 2018. La possibilità di azzerare il costo di questo servizio in abbonamento per 3 mesi, anziché 1 mese. Poi al quarto mese si pagherà 9,99 euro al mese.

Audio book. La novità di quest’anno, dove tutti si sono lanciati, è il libro audio, ovvero narrato, per chi vuole leggere, ma non ha la pazienza di farlo. Per chi è utente Amazon Prime sono ben 3 i mesi gratuiti, per gli utenti Amazon senza Prime si tratta solo di 1 mese.

Quindi, se osserviamo bene, in un modo o in un altro, Amazon ha pensato di spiazzare la concorrenza, di spingere a leggere tutti. Di fare regali per tre mesi.

L’editoria, a questo punto, secondo me, è in subbuglio, nel caos più totale. Come fai a proporre un e-book a 5,99 euro? A 3,99 euro? A 0,99 euro? Anche 99 centesimi, di fronte al gratis, diventa troppo, senza alcun valore, ma poi… Proporre in che senso? Non basta più fare un articolo di blog, un post su Facebook o, peggio ancora, su Twitter, affinché qualcuno si accosti anche solo alla pagina del prodotto. Follia pura pensare in un clic, una vendita. Dico peggio ancora, non perché odi Twitter. A me Twitter piace molto, però pare che nessuno compra e-book tramite link su Twitter.

Se un lettore può leggere gratis 3 mesi/per sempre, ascoltare libri gratis per 1 o 3 mesi, chi potrai mai proporre un costo maggiore di 0 euro? Quanto meno per luglio, agosto e settembre prossimo, ma anche dopo, perché che io sappia, la promozione abbonamento audio libro gratis per 3 mesi per chi ha Amazon Prime non ha scadenza.

E poi, in che modo attrarre un lettore? Cosa piace leggere al lettore? Romance di certo, ma chi non ama scrivere quel genere? Ha i giorni contati, anzi, già è sparito. Pensiamo se ha pochi mezzi, nessun mezzo, per farsi pubblicità.

E i competitori di Amazon non fanno nulla. Google, Kobo, meno che mai Apple (che in fondo ha interesse solo per la musica, tanto è vero che regala per 3 mesi gratis Apple Music) non stanno provando in alcun modo a fidelizzare i lettori di e-book/gli ascoltatori di audio book. Forse Google ci sta provando con gli audio book, perché il terreno è nuovo.

E Amazon in effetti è lo store dove gli e-book si “vendono”.

Come stanno le cose per un autore? Chi accede al Prime Reading? Chi al Kindle Unlimited?

Per il Kindle Unlimited basta dare l’esclusiva ad Amazon, ovvero pubblicare solo sul suo store e si verrà pagati per pagine lette. Per Prime Reading invece bisogna dare l’esclusiva ad Amazon e sperare che Amazon ci sorteggi, per avere una quota fissa indipendente da quanti lettori poi leggeranno il libro. Una quota che copre tre mesi. Scaduti i tre mesi il titolo esce dal Prime Reading e ci sarà posto per altri e-book. Quindi, Amazon cerca di fidelizzare anche gli autori. Se ci si affida solo ad Amazon si ha qualche opportunità in più.

Ma il gioco vale la candela?

Oramai l’editoria è nel caos. Non si sa più cosa sia letteratura, cosa sia narrativa, cosa sia un prodotto commerciale o valido. Alla fine quello che vende, nel senso di fare grosse grasse cifre, è il prodotto commerciale, quello di un autore magari statunitense di cui ci faranno pure il film.

Vendere tanto non è sinonimo di buona scrittura, di qualità narrativa eccelsa. Certo, ci sono anche eccezioni, rarissime, sempre più rare, sì.

Vendere poco o nulla non vuol dire che il libro è scadente, vuol dire semplicemente quello che è: nessuno lo legge, nessuno ne sa nulla.

Self-publishing non vuol dire libro scadente. Ogni libro ha una storia a sé. C’è il self-publishing scadente e quello di qualità come ci sono i libri di editori di qualità e quelli scadenti. Che poi scadenti per chi? Non tutti i lettori hanno gli stessi gusti, non tutti leggono da anni e tanti libri, ma c’è anche chi non si lascia scappare recensioni infamanti ad autori che non sono piaciuti. Gente che si erge a unico ed eterno salvatore della lettura. Beati loro che hanno questo potere, questa conoscenza, la certezza che un libro che loro considerano “merda” sia davvero tale.

Alla fine ci sta così tanto in giro da leggere che non si capisce più nulla. Amazon ci regala tutta questa lettura gratis per questa estate, alla fine cosa accadrà?

Bravo è chi riuscirà a fare una previsione precisa. Io prevedo solo che molti autori si legheranno sempre di più ad Amazon per anelare più vendite e, alla fine, molti rinunceranno a scrivere bene, a pagare editor o anche solo ad editare con qualche bravo amico. Sarà tutto un grande calderone, alla fine si salveranno autori bravi e già best seller internazionali, sempre che nel frattempo riescano a non venire meno anche loro… King dopo tanti e tanti romanzi sta proprio venendo meno, e non solo lui.

Di qui a 10 o 20 anni, alla fine, non converrà più a nessuno pubblicare. Di scrivere si sarà perso il senso e la traccia già nei prossimi 5 anni, ammesso e non concesso che già sia così.

O magari tra 10 o 20 anni avremo solo capolavori della letteratura grazie alle letture gratuite a cui accederanno tutti, ma che faranno in pochi.

Secondo voi come andranno i fatti? Vi lascerete tentare dai tre mesi gratis di Kindle Unlimited e/o 1 o 3 mesi gratis di audio libri? Prime Reading?

Se per caso vi dovessero interessare i miei libri (non credo, però nel dubbio…) c’è il catalogo qui. Badate bene sono quasi tutti in offerta su Amazon.it quindi vi conviene eventualmente verificare.

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5 risposte a "L’editoria, Amazon, gli scrittori e i lettori…"

  1. Ho il Prime Reading ancora per tutto luglio, poi dovrò decidere se confermare per un anno oppure no.
    Non ho ancora letto nemmeno un titolo e non so se lo farò. Sarà che questa sovrabbondanza di offerta non mi sembra in grado, alla fine, di soddisfare le mie preferenze più di prima. Sarà che ho ancora la mia ‘pila dei libri da leggere’ che vorrei sfoltire, alleggerire in tempi brevi. Come lettore non voglio pagare meno, non mi interessa. Non sono un lettore da cinquanta libri l’anno e anche di fronte a un’offerta gratuita non leggerei di più. Vorrei trovare i libri che mi piacerebbe leggere, vorrei pagarli un prezzo equo. Ma una cosa che mi risulta difficile è trovare i libri ‘giusti’ in questo minestrone di titoli e copertine tutte uguali.

      1. Certo. Fidelizzando gli autori Amazon propone molti più titoli rispetto alla (pigra) concorrenza.

        Quello che Amazon sta facendo con questo Prime Reading ‘a scaglioni’ purtroppo è svantaggiare chi intende adottare la strategia di mantenere un titolo in esclusiva per qualche mese (in modo da soddisfare i lettori che hanno Unlimited) per poi distribuirlo sugli altri store a lungo termine.

  2. Io ho usufruito per un pochino del kindle unlimited e devo dire che era buona cosa, ma in generale è buona cosa il kindle che ha prezzi inferiori e buona qualità.
    Per il resto, ho trovato solo un romanzo autopubblica che valesse il suo prezzo. Purtroppo quando è passato a una casa editrice NON E’ STATO FATTO ALCUN EDITING, cosa che mi ha disturbato tantissimo! C’erano errori che una casa editrice avrebbe dovuto correggere e ho trovato assurdo che non sia stato così.
    Non so dove andremo, ma vedo le librerie riempirsi di libri un po’ “di massa” a scapito magari di altri testi più interessanti che finiscono troppo in fretta nella categoria “non più in catalogo”.

    1. Che la casa editriche non abbia fatto editing di un prodotto di self-publishing di punta è normale. Sa quanto costa un editor? Tanto. Oggi gli editori pubblicano il testo se l’autore è già sulla piazza ed è noto e, se è noto, il testo viene presentato uguale a come era prima di passare sotto il marchio perché tanto le vendite non è che con un buon editing decollano ancora di più. I fan dell’autore già ci sono e si fanno il passaparole a prescindere. Ho visto e-book conciati malissimo anche dal punto di vista della “impaginazione”, cioè della formattazione. Assenza di indice, spazi prima e dopo i paragrafi, assenza di rientro dovuto a volte anche a un bug del firmware Kindle. Le case editrici sfruttano il self-publishing per quegli autori che lo usano perché rifiutati da editori, ma il vero self-publishing è tutt’altra cosa, ha tutte altre regole e, quello vero, è molto migliore di tante piccole case editrici che non danno alcun tipo di supporto all’autore. Che su Amazon ci sia roba di qualità rispetto ad altre librerie digitali non mi risulta. Voglio dire, sono gli stessi titoli che sono anche su altri store. Se si riferisce ai titoli in Kindle Unlimited ho i miei dubbi. Mi sono stati regalati altri tre mesi gratis ma non vedo libri per cui mi strapperei i capelli e che mi spingono a pagare l’abbonamento, anzi, non ci trovo proprio nulla di interessante. La gran parte è roba di cui si può fare a meno senza problemi. Sto leggendo Stefano Castelvetri che è in Kindle Unlimited, ma lo avrei comunque comprato e non è detto che non lo compri comunque perché i suoi due romanzi meritano proprio tanto. Almeno per gli e-book se piacciono oltre il KU si possono anche comprare, cosa che non vale per gli audiobook che non possono essere comprati, ma solo noleggiati, a differenza di Apple e Google dove si comprano come fossero e-book.

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