Letture in lingua inglese per il 2019


“The Four: The Hidden DNA of Amazon, Apple, Facebook and Google” by Scott Galloway
“Call me by your name” by André Aciman

Lo scorso periodo di Capodanno sono passato da Foyles a Charing Cross Road e sono rimasto fagocitato dai 5 livelli di libreria pazzesca, enorme. Una libreria londinese potente, insomma, con tanto di ascensore, bagni e bar con tavolini e poltroncine dove prendere un tè o un muffin. C’era di tutto e di più. Come uscirne senza comprare nulla?

E devo dire che cartacei io non ne tratto più da diversi anni, però nella mia città natale acquisita mi sento completamente libero di fare tutto e il contrario di tutto.

Ho preso 2 libri:

  1. “Call me by your name” di André Aciman;
  2. “The Four: The Hidden DNA of Amazon, Apple, Facebook and Google” di Scott Galloway.

Il primo è il libro che mi ha permesso di continuare a scrivere il mio “Un giorno, sempre“. Trattano lo stesso argomento ma in modo completamente diverso, in luoghi completamente diversi, in contesti completamente diversi e in un contesto storico diverso. Eppure sono due belle storie d’amore. Aciman ovviamente è molto più bravo di me e ne hanno fatto anche un film che è bello quanto il libro, il che non è banale. Di solito i film tratti da romanzi o racconti sono pessimi tranne i due film di Rob Reiner Misery e Stand by me tratti dai due, secondo me, capolavori di Stephen King: il romanzo Misery e la novella The body facente parte della raccolta Different Seasons. Già avevo letto questo libro, già lo avevo sul Kindle sia italiano che in inglese, ma ho preso anche il cartaceo da Foyles.

Il secondo parla del DNA nascosto dei 4:

  1. Amazon;
  2. Apple;
  3. Facebook;
  4. Google.

L’ho preso perché ne ho letto tutto il primo capitolo sui comodi divanetti di Foyles e mi ha convinto a volerne sapere di più.

Ho adocchiato altri due, due libri che già avevo visto in una libreria sotto la fermata della metropolitana di Liverpool Street dove la responsabile si è fermata a parlare con me spiegandomi che per quanto fossero dei best seller fossero libri molto toccanti e mi ha convinto a leggerli, ma ci ho pensato comunque un po’. Dopo aver fatto spese da Foyles, sono tornato a Liverpool Street e acquistato dalla gentile signora inglese (vera inglese) anche:

  1. “The Travelling Cat Chronicles” di Hiro Arikawa;
  2. “If Cats Disappeared From The World” di Genki Kawamura.
“The Travelling Cat Chronicles” by Hiro Arikawa

Il secondo in doppia copia per un regalo.

“If Cats Disappeared From The World” by Genki Kawamura

Speriamo di leggerli quanto prima.

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14 risposte a "Letture in lingua inglese per il 2019"

    1. Se non lo avessi letto, non so se avrei mai finito di scrivere e pubblicare “Un giorno, sempre”. Alla fine, il segreto nel raccontare una storia è quello di raccontare con molta delicatezza alcune ben precise vicende 🙂 E Aciman è davvero bravo, la cosa bella è che anche il film è davvero fatto bene quanto il libro, ed è raro. Solitamente i film sono scadenti/molto riduttivi rispetto ai romanzi da cui sono tratti. Ed è ancora più raro che un bestseller sia un bel libro davvero. “Chiamami col tuo nome” rappresenta una rarissima eccezione.

  1. “The Four” sembra interessante! Poi raccontaci com’è. 😉
    Anch’io sto leggendo molto in inglese ultimamente, per prepararmi a una traduzione. Da un mese a questa parte ho letto cinque libri in inglese e adesso sto leggendo il sesto (che però è un bel mattone di fantascienza di Peter F. Hamilton, quindi mi durerà un po’). 🙂

      1. No, “Dune” è di Frank Herbert, che è morto da un bel po’.
        Hamilton è vivo e vegeto e pubblica libri di continuo (ed è britannico 😉 leggo solo autori britannici in inglese, per non contaminare la lingua hehe!). Sto leggendo “A Night without Stars”, che è 2016. È il secondo di una dilogia, e fa parte del ciclo del Commonwealth, che comprende un’altra dilogia (che ancora non ho letto) e una trilogia (la trilogia del vuoto). Insomma, un casino. 😛

  2. Non riesco ancora a leggere così, in inglese. A parte gli articoli di informatica, con tutti gli esempi sbagliati, che si trovano in rete, a parte scrivere in inglese ai vari support, e poi nella community dell’MPC, che essendo globale ha la lingua inglese in adozione, non so se riesco a leggere un intero libro di narrativa in inglese. Linguaggio e stile sono diversi. Penso che in pochi possano comprenderne le sfumature.

    1. Si riesce. Quando il testo è semplice si fa. Ho letto già alcuni manuali di scrittura creativa in inglese e il romanzo The Perks of Being a Wallflower di Stephan Chbosky, che in Italia è stato tradotto come “Noi siamo infinito” e da cui hanno tratto il film con Logan Lerman. Non era difficile. Certo se leggi King o Grisham in inglese non ci riesci.

      1. È tutta una questione di pratica. Io leggo romanzi in inglese da quando avevo 17 anni (leggevo Patricia Cornwell), e di certo allora non avevo la conoscenza dell’inglese di adesso. All’inizio non capivo tutto, ma poi continuando a farlo diventa più semplice.

      2. Volendo ci sono anche i romanzi di autori come King in pillole. Ovvero con massimo N parole diverse. N dipende dal grado di difficoltà. Li pubblica Penguin, e chiaramente sono riassunti se devono avere massimo N parole. Parole diverse voglio dire. Tipo 4000.

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