diario scrittorio: venerdì, 31 luglio 2020

Quest’anno, per la prima metà dell’anno, mi sono dedicato alla riedizione di “Le parole confondono” in quanto l’editing che mi fu fatto all’epoca era imbarazzante. Me ne sono accorto rileggendo il romanzo perché stavo scrivendo il quinto volume della saga che si lega molto al primo e siccome poi le persone in teoria dovrebbero partire dal primo volume e procedere man mano con gli altri, se interessati, avere un primo volume non curato in maniera ossessiva come gli altri era un cattivo biglietto da visita.

Questo ha comportato in pratica che tutti i progetti narrativi di quest’anno saltassero. Le energie sono quelle, se si impegnano in qualcosa non si possono usare anche per altro, cioè si può anche ma i tempi si allungano tantissimo e si accumula stress e insicurezza. Infatti è quello che è successo. Mi son perso anche grazie alle poco piacevoli vicende che hanno colpito tutti noi. C’è gente che non ne è più uscita viva e il confronto con me non regge, loro le hanno subite in modo più drastico e molto peggio.

In teoria avrei voluto partecipare al CampNaNoWriMo di luglio che ho sfruttato spesso, insieme al NaNoWriMo, per scrivere la mia serie di romanzi. Non ho partecipato perché ero indeciso se dedicarmi al settimo volume della saga familiare “Le parole confondono” o dedicarmi al romanzo sull’editoria, oppure scrivere una serie di racconti incentrati sul 15 agosto oppure riprendere il romanzo thriller.

Alla fine non ho partecipato. Oggi è l’ultimo giorno, la gara scrittoria sarebbe finita oggi e l’avrei anche vinta perché alla fine il settimo volume è proceduto e sono arrivato a circa 52’000 parole. Sono più o meno a ¾ o a metà. Non so di preciso. Il primo climax è stato affrontato, nel capitolo successivo ci sarà il secondo climax e forse ci saranno un altro paio di eventi inattesi. I personaggi vogliono condurmi in un terreno in cui non sono convinto, vedremo per l’economia del racconto quanto le loro motivazioni siano valide e forti rispetto a quelle originali del loro creatore-autore.

Nel mentre ho riesumato l’idea dei racconti di ferragosto. Ho tre copertine ma sono poco sanguinose. Cercavo anche un effetto goccia di sangue, ma con Gimp non l’ho trovato. C’è un simpatico effetto gocce d’acqua ma sarebbe fuorviante perché le storie sono molto calde. La gente d’estate arriva a impazzire, in alcuni casi, ed è ciò che si narrerà in questi racconti.

L’idea era di pubblicare l’e-book su Google Play Libri il 15 agosto con il primo racconto e aggiornarlo ogni 7 giorni con un nuovo racconto che si va ad aggiungere ai precedenti. Chi segue il mio blog sa che una volta comprato un e-book su Google Play Store e una volta che io editore ne carico una nuova versione, questa viene subita resa disponibile anche a chi ha precedentemente comprato l’e-book. Una cosa simile avviene anche per Apple iBookStore, anche se in tal caso bisogna cancellare l’e-book dal dispositivo e riscaricarlo. Stessa cosa se si usa l’app Google Libri su dispositivi Apple.

Amazon e Kobo impediscono di avere l’aggiornamento agli utenti che hanno comprato il precedenza l’e-book. È proprio dichiarato. Con il supporto di Amazon forse si riuscirebbe anche ma bisogna sputare sangue e inventarsi 3547 errori di ortografia che sarebbero stati fatti nella precedente versione e vedere se se la bevono. Siccome non ho tempo e voglia di avere a che fare con un supporto poco propenso a permettere di avere un e-book aggiornato, se il progetto va in porto la pubblicazione avverrà solo su Google Play Libri e forse, in seguito, su Apple iBookStore, forse.

Non so chi attenderebbe ansioso dei racconti il 15 agosto e chi avrà la pazienza di aspettare poi sette giorni per aggiornate l’e-book e leggere il nuovo e-book. Eventuali problemi di connessione da parte mia o dei lettori potrebbero inficiare il progetto, oppure non tutti avrebbero il piacere di comprare un e-book e partecipare alla lettura in questi termini. Bisognerebbe scriverlo a caratteri cubitali nella sinossi, ma se qualcuno non la legge e si incazza lasciando una stelletta perché un solo raccontino è poco? Dovrei scrivercelo dopo l’ultimo racconto lasciando la data di aggiornamento in grassetto e magari il titolo del prossimo racconto.

E i racconti? Ci sono? Diciamo che ce ne sono tre. Uno da completare e renderlo virulento ancora di più. Un quarto era in scrittura e doveva essere il primo con cui si apriva la raccolta e ho idee ben precise per altri. Un’estate molto molto calda per i personaggi che si incontreranno man mano, ma non so.

Se ci penso, il 15 agosto è domani. La scrittura ha bisogno di periodi di riposo e rilettura. Certo, l’idea mi piaceva molto, dovevo avviarmi prima. Il fascino di pubblicare a puntate mi ha sempre colpito da quando attendevo ansioso, mese dopo mese, la puntata successiva de “Il miglio verde”, il romanzo di Stephen King nato inizialmente come una storia divisa in sei puntate. Ho ancora i sei volumetti comprati una volta al mese. Ho letto il romanzo a puntate “Deserto Rosso” di Carla Rita Francesca Monticelli, ho una mia serie/saga composta attualmente di sei volumi pubblicati… L’idea dei racconti di ferragosto mi intriga molto. Vedremo cosa farò.

In questo periodo leggo molto. Libri uno più bello dell’altro. Mi sono messo d’impegno a scegliermeli. Attualmente sto leggendo Michael Crichton e il suo “La grande rapina al treno”. Un testo bellissimo. Sto scoprendo questo bravissimo autore, purtroppo deceduto nel 2008. Ho comprato anche altri suoi testi che leggerò a breve.

Voi cosa leggete? Inoltre, si attendono, se vi va, consigli per i racconti sul ferragosto.

P.S: i miei libri su Google Play Libri sono in offerta ogni giorno.

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