NaNoWriMo 2020

Image courtesy of NaNoWriMo.

Il mese di novembre è iniziato da sei giorni e, per chi frequenta questo blog, sa bene che novembre è tempo di NaNoWriMo, ovvero National Novel Writing Month, che in italiano si traduce come Mese di Scrittura del Romanzo Nazionale, volendo ricorrere in italiano all’acronimo verrebbe fuori una cosa del tipo: MeScRomNa.

Il sito del NaNoWriMo si presenta moderno e completamente rinnovato accessibile a questo indirizzo.

Ma cos’è il NaNoWriMo? È un evento che si svolge il mese di novembre di ogni anno. Tale evento consiste nella scrittura di 50’000 parole per un testo che sarà la prima bozza di un romanzo. Nulla ci vieta di scrivere un testo che non sia un romanzo, ma una raccolta di racconti, per esempio, o una sceneggiatura, una commedia.

Conclusa la scrittura delle 50’000 parole, cosa si vince? La soddisfazione di aver messo nero su bianco quello potrebbe diventare un progetto completo di scrittura a tutti gli effetti, o una parte, dipende quanto è articolata la storia. Chiaramente non vi venga in mente che in un mese, scrivendo tante parole, si sia concluso tutto e che il primo dicembre prendiate quel testo e lo carichiate in una piattaforma di pubblicazione così com’è venuto fuori.

È una bozza, va completata, va rivisita diverse volte, editata, fatta leggere a gente che vi trova di tutto, incluso il famoso ago nel pagliaio e a lavoro concluso – potrebbero volerci diversi mesi – si avrà un testo pubblicabile.

Io, grazie al NaNoWriMo, ho completato i vari romanzi della serie “Le parole confondono”, anche in più colpi di Nano se serviva, ci ho scritto il mio unico romanzo di fantascienza: “Joe è tra noi”.

Sì, perché con questo evento l’importante è scrivere, si può scrivere tutto ex-novo, riprendere in mano un progetto iniziato e mai completato e cominciare a editarlo per poi continuarlo.

Di solito io sono sempre in scrittura, intensa e molto meno intensa, così quest’anno farò in modo particolare. Scriverò le mie 50’000 parole ma alternerò i giorni dispari scrivendo per la raccolta di racconti sul ferragosto che stavo preparando di tanto in tanto e i giorni pari mi dedicherò a completare il settimo volume della serie “Le parole confondono”. Completarla perché è giù a buon punto.

Poi è chiaro che se ho del materiale da scrivere per il romanzo mi prendo qualche giorno in più. C’è sempre qualcosa da scrivere. Ho diversi testi incompiuti che mi piacerebbe riprendere, ho il romanzo sull’editoria che è concluso ma va riscritto in alcuni parti cambiata parte della trama, è lungo e non so se mai vedrà la luce su uno store anche perché non parla di editoria. Parla anche di editoria, ma in genere è una scusa per esplorare l’animo oscuro dell’essere umano, politica inclusa. E per scrivere serve tempo e concentrazione, motivazioni, le quali spesso vanno e vengono.

Stavo anche provando a scrivere la mia prima app seria per Android, ma ho dovuto interrompere perché con le ennemila versioni di Android in giro non funziona nello stesso modo su tutti i dispositivi e non per colpa mia, ma perché i produttori cambiano tutto ed è impossibile starci dietro, ma vorrei rimetterci mano. Avevo anche messo su il nuovo blog dedicato.

Vedremo, nel frattempo le micro idee per i racconti sul ferragosto finalmente vengono messi su carta, perché di idee me ne vengono tantissime, a volte mi basta una parola, una immagine, una battuta e il racconto si completa in testa. Ora ho modo di metterlo per iscritto.

Spero per dicembre di editare e fare leggere il romanzo, tanto per come stiamo conciati nel caos più totale l’unica cosa sicura che ci sta è che dobbiamo morire in casa nostra perché nessuno si impegna a programmare e a informare nessuno, l’unica cosa che sanno fare è chiamare queste emergenze dicendo che ORA si fa A, B, C e D, ma non è vero nulla. Ma non voglio parlare di questo. Me lo sono imposto. Avrei tantissime cose da dire in merito, inoltre spero di non scrivere mai un romanzo solo di politica perché ne ho per tutti, altro che “House Of Cards” il mio sarebbe molto più oscuro, violento e negativo, ma sarebbero tutte cose che molti di noi già sanno.

Nel mentre ho finito di leggere “La città dei morti: la pittrice di tombe perdute (Il romanzo di Tutankhamon Vol.2” di Isabel Giustiniani, collega autoeditrice come me, e ora sto leggendo “Progetto Abduction: la serie completa” di Riccardo Pietrani, altro collega autoeditore come me. Preso tramite Amazon Prime Reading. Leggerò quanto prima anche “Londra, una biografia” di Peter Ackroyd. Parla di Londra a 360°. La mia amata amata Londra. Ho letto il primo capitolo e l’ho comprato sulla fiducia. Immagino mi piacerà molto, visto l’argomento.

Voi che fate di bello?

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