Social network e pensiero di massa

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Chi di noi non ha un account su un social network? Alcuni social network sono insidiosi, vendono i nostri dati personali, tracciano le nostre ricerche sul web, sono fastidiosi, andrebbero cancellati. Tenerli su uno smartphone Android diventa abbastanza pericoloso: ci sono stati casi in cui le app Facebook hanno chiesto accesso al telefono e alla rubrica dello stesso per diventare veri e propri spyware.

Ho smesso di usare Facebook (e app correlate) da un po’, rimosso da ogni dispositivo smart, ma non posso fare a meno di affacciarmici ogni tanto. Mi voglio costringere a non farlo più.

Ci sono persone che condividono ogni tipo di video e articolo senza capire se sono notizie attendibili o meno. A volte non puoi nemmeno renderti conto se ciò che stai leggendo puoi considerare notizie attendibili o meno. Servirebbe tanto tempo, verificare le fonti, altre volte, spesso, sono link ad articoli fuffa in cui c’è un titolone che attira il clic facile.

Un autore, uno scrittore, come si deve comportare su un social network? Non dovrebbe condividere pensieri e link alla ricerca disperata di un “mi piace”, dovrebbe condividere sì articoli, ma molto raramente, mai fare clic sul pollice in su su qualsiasi post e mai commentare, se può evitare. Eppure a volte i social network sono così insidiosi che succede, magari si smette di pensare che si è un social network, si usa ironia, l’ironia non viene colta e la gente pensa che sei un idiota, che ti sei bevuto il cervello.

Sui social network non bisognerebbe mai seguire la politica e meno che mai commentare un post di un politico o di un seguace politico. Nulla di più facile che si riceva qualche insulto gratuito.

Di tanti post maleducati, di giornalisti inclusi, ne possiamo anche fare a meno. Cosa non si scrive per animare gli animi o cercare di ricevere qualche clic in più.

Un autore deve leggere buoni libri, scrivere articoli intelligenti per il blog – e non so come me la cavo con gli articoli, ma non credo bene, visto il quantitativo di commenti che ricevo rispetto a blog dello stesso genere –, scrivere romanzi o racconti interessanti.

Evitare la TV, leggere, leggere, leggere, scrivere (novembre è il mese del NaNoWriMo).

Il pensiero, su un social network, smette di essere genuino e smette di essere il proprio, a volte si riceve un invisibile lavaggio del cervello che spinge poi a seguire personaggi di dubbia reputazione come pseudo politici che dicono di essere diversi dagli altri, giornalisti poco professionali. Arriva un momento, e arriva, in cui le nostre parole, i nostri commenti, in realtà, sono i loro commenti, le loro parole. Noi, nel frattempo abbiamo annullato noi stessi per confonderci nella massa.

Buon lunedì a tutti.

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