Reading de “I luoghi” – il resoconto

L’altro ieri si è svolto il primo reading napoletano per alcuni autori di Perrone LAB. Mi sono occupato personalmente dell’organizzazione, coordinato con la redazione di Perrone LAB e con la libreria Ubik, composta di un personale gentilissimo e disponibile. Mi sono divertito un mondo dopo essermi rilassato un po’, sì perché in realtà temevo di ritrovarmi con una saletta vuota a cercare di leggere dei racconti di cui non so quanto potevano piacere o meno, anche perché, come ben si può immaginare, non tutti hanno gli stessi gusti e leggere non è da tutti. Un bel testo letto male diventa noiso oltre che noioso e noioso e noioso 😀 . Continua a leggere “Reading de “I luoghi” – il resoconto”

Reading “I luoghi”

Caro lettore,

sei invitato a partecipare al reading dei racconti tratti dalle antologie “In treno” (il mio racconto “Lontani dal mondo” è presente su questo blog nella sezione “Scritti“), “Al bar” e “In cucina” pubblicate da Giulio Perrone Editore. In ciascuna antologia ci sarà un mio racconto, non lo dico per vantarmi, anche perché non a tutti un racconto può piacere e suscitare le stesse emozioni. Quando scrivo provo a dare il meglio, ma so perfettamente che le percezioni del lettore sono diverse 🙂 , il reading si tiene all’insegna del divertimento e della modestia, senza pretese di vanità. Per chi è nuovo della terminologia, il reading è un incontro in cui uno o più autori leggono un brano tratto da un testo, ma non solo, è in genere un momento in cui si possono scambiare commenti, idee, pareri, dipende da come lo si organizza.

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“Al bar”… ci sono anche io

È una sera piovosa; l’uomo entra nel bar; si sbottona il soprabito umido; una nuvola di vapore l’avvolge; il fischio parte lungo i binari a perdita d’occhio lucidi di pioggia.
(Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore)
copertina dell'antologia "Al Bar" edita da Giulio Perrone Editore

Sono le storie a popolare un caffè: le vite che lo attraversano, le esistenze che vi transitano. Il vecchio barista, per esempio; il suo passato e le sue disillusioni, la saggezza di chi ha conosciuto molte persone senza doversene, in fondo, curare. La cassiera sognatrice, il cameriere inesperto, il fondatore del locale – al vostro servizio dal 1900 e passa – nella sua foto ingiallita accanto alla macchina del caffè.
E poi ci sono gli avventori: un’umanità di passaggio, nell’atto di calcare la forma di un’abitudine, o di assecondare un bisogno improvviso. Aspettano l’ora di un appuntamento, festeggiano una piccola vittoria. Si guardano tra loro, di sottecchi, col gomito sul banco e le briciole sul cappotto – non c’è il tempo di toglierlo; si incontrano, oppure s’ignorano. E infine, passano oltre, come da una delle tante stazioni della vita, verso altre destinazioni; con l’odore di caffè nei capelli e la dimenticanza già nello sguardo.

(tratto da Perrone LAB)

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