Il caso dell’editoria italiana?

Mis libros de 2009

(CC) Malglam: nessuna modifica apportata: licenza

Il caso dell’editoria italiano è sempre sotto gli occhi di tutti, stavolta anche degli autori esteri tradotti in italiano. Ed è un caso generalizzato. Io, personalmente, ho smesso di credere negli editori diversi anni addietro. Eppure c’è ancora chi ci crede, chi desidera e agogna una pubblicazione con un editore. Sia ben chiaro: che ognuno si senta libero di fare ciò che vuole, di agognare, io non ne sento alcuna necessità. Gli editori li ho conosciuti di persona e non ci tengo a essere pubblicato da un editore. Non sarà un marchio editoriale a etichettarmi come scrittore e, tra l’altro, io odio le etichette.

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Intervista ai fondatori di WePub

Il 26 settembre scorso è nata una nuova casa editrice: WePub. Casa editrice dedita al digitale.

Ho contattato i fondatori e proposto una breve intervista. Non ho voluto rubargli tempo prezioso al gran da farsi che c’ è in una nuova casa editrice, anche se le domande avrebbero volute essere tante. Sono stati gentilissimi.

L’ annuncio è girato su Twitter. Uno di quei casi in cui la rete costituisce un efficace elemento di pubblicità se usato nel modo giusto. Questi nuovi editori sono alla ricerca di esordienti, quindi sono molto curioso di vedere i primi testi che usciranno da qui a qualche mese.

Potete seguire WePub su Twitter o su Facebook.

Ultima cosa e poi vi lascio all’ intervista. Una delle cose molto carine di questa casa editrice è che sul loro sito indicano il titolo del testo e l’ autore che in quel momento stanno valutando.

Sembra quasi superfluo dirlo, ma: «WePub non è una casa editrice a pagamento. Pensiamo che una casa editrice non debba in nessun caso chiedere contributi economici ai propri autori, ma che debba scommettere su di loro, premiandone il talento.»

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Se io fossi fuoco…

… arderei il mondo?

Beh, no, se io volessi diventare ricco, o quanto meno fare soldi gratis, aprirei una casa editrice. Non una casa editrice qualsiasi, attenzione. Non facciamo di tutta un’erba un fascio.

Ah, voglio avvertire. Questo articolo è molto ironico e non va bene per i deboli di cuore 🙂 . Quindi affrontate la lettura sempre in chiave ironica. Su certe cose meglio ridere che prendersela. Alla fine dell’articolo però ci sarà una lieta novella. Non sono sadico. L’articolo è particolare. Scegliete se leggerlo o meno, ma se iniziate spero arriverete fino all’ultima riga 🙂 .

È doverso aggiungere che fatti e riferimenti a fatti realmente accaduti sono da ritenersi puramente casuali.

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