lo scrittore in crisi: ridere o demordere?

Autori: Richard Greenhill e Marie De Ryck, fonte: http://www.shadowrobot.com

Una volta accadde un fatto strano.

Uno scrittore che conosco e, a cui non avevo chiesto mai di comprare le mie opere, seppe dell’uscita di “Deve accadere”, la mia raccolta di 15 racconti. Volle comprare la raccolta di racconti.

Lo scrittore non aveva mai pubblicato nulla in vita sua se non un romanzo su cui una casa editrice aveva fatto editing per due o tre anni e alla fine il testo era grondante di refusi. Il primo degli almeno venti refusi figurava in bella vista sulla prima pagina.

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I rischi del diventare editori di sé stessi

Ho letto questo articolo: http://www.linkiesta.it/rischi-del-self-publishing in cui si parla dei rischi del diventare editori di sé stessi.

L’ennesima rottura di scatole per un selfpublishing che dà fastidio… Certo, è chiaro che una buona parte di selfpublishing è immondizia come lo è buona parte dell’editoria tradizionale di cui l’autore dell’articolo ha in gran considerazione. Dice che gli scrittori non si rivolgono più agli editori… secondo lui. Forse dovrebbe leggere questo articolo: http://www.amlo.it/?p=4236.

In particolare, siccome per commentare bisogna registrarsi, ho evitato. Espongo qua concetti che, chi segue questo blog, già conosce, ma gli articoli ti fanno trarre spunto per aggiungere sempre nuove considerazioni.

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