un articolo con… selfpublishing nel titolo fa figo?

Fdecomite / Flick
Immagine: (CC) Fdecomite / Flick

Sappiamo oramai che la bolla dell’editoria è scoppiata. Ne parlava Antonio Tombolini in un suo articolo. Oramai la via dell’ebook che è l’unica che potrebbe rinfrescare l’editoria, a patto che si faccia una vera selezione come avveniva 40-50 anni fa, ma questa non è la scelta preferita dagli editori, resta come seconda possibilità, come riserva, e, nel 2017, ci sono ancora editori che non fanno gli ebook. C’è poi chi confeziona ebook scadenti anche come veste, chi ne fa di piccoli libretti di 90 paginette li vende tra i 4,99 e i 9,99 euro e senza criterio, per fortuna, così un vero selfpublisher può più o meno resistere e controbattere a questo tipo di editoria.

Nascono nuove case editrici come i funghi e quando poi si presentano parlano di SELFPUBLISHING (“che segnerà il nostro ingresso nel mondo del self-publishing…”). Cioè, affinché un articolo sia letto, si mettono la parola selfpublishing in bocca. Tanto è bella, è inglese, fa tanto in, fa tanto moda, non vi sembra? Con una parola come quella nel testo di un articolo, meglio ancora se nel titolo, saranno in centinaia a leggere l’articolo.

Eppure spesso le nuove case editrici con il selfpublishing non ci azzeccano proprio nulla. Non sanno nemmeno cos’è. Basta pensare anche all’evento fatto a dicembre a Roma per avere una vaga idea. Ma perché da quando è mondo è mondo per selezionare dei testi con un concorso si deve usare la parola SELFPUBLISHING al posto di SELEZIONE? Non lo so, lo diranno gli esperti di marketing? Forse i motori di ricerca spingono di più verso articoli con questa parola al proprio interno?

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ama il prossimo tuo come…

(c) Maritè Toledo / Flickr
(c) Maritè Toledo / Flickr

…te stesso, soprattutto se è uno scrittore. Nell’75% dei casi il senso estetico e narcisistico che è in lui/lei raggiungerà vette impressionanti e se da scrittore vorrai confrontarti con lui/lei abbine paura. Solo lui/lei sa scrivere meglio di te, ti guarderà dall’alto in basso con disprezzo, perciò quando incontri un altro scrittore, un’altra scrittrice, pensa di amare come ameresti te stesso. E se non sai amarti, impara con quell’75%.

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Il mondo di Sofia in e-book

Il mondo di Sofia

Ho contato un circa 200 refusi nell’e-book. Un esempio che mi ha colpito è la parola “molto” scritta come “rnolto” che indica chiaramente che il testo viene fuori da una scansione OCR e che non è stato mai riletto o, se è stato fatto, si è operato in modo molto molto veloce e superficiale. Mai sentito parlare di correttore di bozze? È una figura professionale che accompagna l’editor e ogni editore dovrebbe averne uno, o comunque non presentare un testo in queste condizioni pietose!

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C’erano una volta un lettore, un editore, un editor e un selfpublisher

Questo articolo vuole essere una riflessione su quello che è diventato il lettore nel 2013, da quello che si aspetta da un e-book e da quello che i grandi editori lo hanno fatto diventare.

La riflessione mi è venuta in diverse forme e nel tempo e ora la pongo nero su bianco qui. Voglio premettere che per lettore qui intendo una persona che legge testi su e-book.

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I personaggi hanno l’anima

Quando si scrive una storia di solito si parte da un’idea, poi nella testa si genera una trama, o piccola parte di essa, si pensa, si ripensa e alla fine o si mettono da parte quelle idee se non convincono, se non è il momento per quel tipo di testo, oppure si inizia a scrivere seguendo uno schema messo nero su bianco o tutto in testa, come fa Stephen King.

Chiaramente ognuno scrive di ciò che vuole seguendo schemi oppure no, facendolo tutti i giorni o giorni a caso.

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Il tempo quanto è incredibile

Sì. Tempo. Non se ne ha proprio più.

Ho letto che per accrescere di popolarità in un blog bisogna scrivere di cose interessanti e farlo quotidianamente. Ho deciso di liberarmi di Internet e quindi posso pubblicare articoli più di recente. Ne stavo abusando. Ora ho più tempo per me e meno tempo per cazzegiare. In ogni caso non riesco sempre a scrivere articoli interessanti. Recensioni a prodotti, libri. Dovete accontentarvi 🙂 .

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