divisioni e individualità

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Da un po’ di tempo a questa parte non sopporto più nessuna forma di politica. Oramai sono saturo. L’Italia affonda. Bugia dopo bugia. Un quantitativo di frottole incalcolabile. Peggio dell’avanzare del debito pubblico.

Bugie che vengono coniate in espressioni giornalistiche e non. Una delle tante: “Un governo di responsabilità”. Quasi a voler dire che di solito i governi tutti sono fatti di irresponsabili e, quindi, a sgamare il fatto che nessuno fa una beata minchia per il popolo da sempre. Un governo di responsabilità, come se il non aver fatto votare i cittadini per ben 4 volte – mica pizza e fichi? – fosse una condizione di responsabilità. Come se un governo nominato tra amici e amicucci, che sempre governo è, potesse essere un palliativo per far passare il tempo e non fare nulla, ma solo spingere qualche altro ad assicurarsi una bella pensione d’oro se si supera settembre 2017, eppure fatto da gente che invece sostiene di fare scelte responsabili. Un po’ come quando la gente va al lavoro, cazzeggia, un po’ facebook, un po’ di articoli di giornale, qualche film e poi aspetti la fine del mese per lo stipendio. Uguale uguale.

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