Il beta lettore che c’è in me

(C) jppi at Morguefile
(C) jppi at Morguefile

Questo articolo è uscito come Guest Post sul blog di Rita Carla Francesca Monticelli in data 25 marzo 2016.

Quando ho sentito parlare per la prima volta di beta lettura è stato quando un’autrice che aveva letto alcuni miei racconti e di cui avevo apprezzato la prima puntata della serie di romanzi di “Deserto rosso” mi chiese di farle da beta lettore per i successivi libri della serie.

Sono un attento lettore, leggo diversi generi, classici, un paio di autori famosi (Stephen King e John Grisham), sono uno scrittore, ma essere un beta lettore era qualcosa di nuovo per me.

Devo dire che come scrittore sono portato a primo impulso a guardare il lavoro degli altri scrittori con gli occhi da scrittore e non da lettore. C’è una bella differenza tra i due modi di agire.

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L’ultima revisione: leggere e rileggere, correggere e ricorreggere

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Nella vita dello scrittore appassionato c’è un tempo per la mera scrittura e quello per la riscrittura.

Cosa intendo per mera scrittura? Quella di chi deve completare la storia attraverso la conclusione dell’intero libro e che deve tracciare i fili della trama, dell’evolversi delle vicende e che non ha modo di rendere perfetta la scrittura al punto tale che non serve rileggere nulla nel momento in cui si è messa nero su bianco l’ultima scena.

Spesso quando inizi una nuova storia non sa se la porterai avanti e se il tempo ti permetterà di concluderla, diciamo che al 90% ce la fai. Solo allora sai che le cose devono essere riviste. Non puoi proprio farne a meno.

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diario scrittorio: lunedì, 26 ottobre 2015

diario-scrittorio

Da un po’ di tempo, ho rimesso mano a tutte le copertine dei miei ebook e cartacei.

Oggi, per esempio, ho fatto anche di più. Sto editando il secondo volume de Le parole confondono, romanzo che ho terminato di scrivere 13 mesi fa. In questo romanzo compare un personaggio del mio racconto Inquietudini. Il testo vide la luce nella mia prima pubblicazione indie Deve accadere, il mese di giugno 2012. Son passati 3 anni e 4 mesi. Una vita fa.

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i dettagli… di un testo di narrativa

(CC) dy Andrea Ciambra. Immagine non modificata: Licenza
(CC) dy Andrea Ciambra. Immagine non modificata: Licenza

Quando si scrive si scrive. Si buttano parole una dietro l’altra, si usano termini ricorrenti, similitudini ricorrenti, tutti i personaggi incrociano le braccia sul petto, a tutti batte forte il cuore, tutti si mordono il labbro o le labbra… In un paragrafo ti capita di usare 5 volte lo stesso termine. È il tuo modo di fare, tanto l’importante è la storia, mica la forma? Non perdiamoci in inutili dettagli.

Scrivere è facile. Metti le parole parole una accanto all’altra e hai fatto. Tempo 20 giorni e hai scritto e pubblicato un romanzo, no? E magari la gente lo compra pure, in tanti lo prendono e diventi un best seller, ti pare? Al diavolo i dettagli, fanno solo perdere tempo.

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la storia di come due fratelli vincono la paura n°6

Sono alla fine dell’ennesima revisione. Ben due anni. Cinque grandi correzioni/riscritture più tante micro revisioni continue anche in fase di scrittura stessa. Ho tagliato interi capitoli, ho aggiunto altre parti, ho rimosso interi pezzi raccontati e li ho mostrati, ho cambiato un paio di volte il punto di vista dell’intera prima parte, che ora non esiste più e si è fusa con la seconda in forma di ricordi. Il libro è sempre diviso in tre macroblocchi, ma ora hanno la struttura che avrei sempre voluto assegnargli. La storia mi piace. È proprio come volevo narrarla.

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Diario di viaggio n° 7 – il romanzo è pronto…

Un anno fa circa scrivevo della difficoltà di portare a termine la mia storia, ma non perché non sapessi che pesci prendere. Io sapevo benissimo cosa stavo scrivendo e come sarebbe finito il tutto.

Il vero finale l’ho scritto dicembre scorso. L’ultimo capitolo è stato concepito come conclusione di una storia che mi ha emozionato tanto, che mi ha fatto piangere come se io fossi in quelle stanze e in quei luoghi coi personaggi, come se fossi lì con Davide, Roberto, Luca, Alfredo. Ho finito il romanzo un po’ di mesi fa, ma solo un paio di settimane fa ho concluso la mia prima revisione completa. Naturalmente ho fatto revisioni intermedie, poi da questa versione ho tolto un po’ di cose superflue, ho dovuto cambiare circa 30 pagine perché avevo ambientato le scene in un luogo (un parco acquatico) che all’epoca di riferimento della storia non esisteva ancora. Mi sono documentato, ho scritto a Zoomarine e ho spiegato che stavo scrivendo un romanzo con alcune scene nel loro parco e ho chiesto quando è nato. Ho scritto alla Lego per sapere se esisteva una caserma dei pompieri nel 1976-77 e mi hanno risposto in un paio di giorni in modo molto gentile. È stato bello 🙂 .

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