Perché non partecipo a premi e concorsi

In genere uno scrittore deve partecipare a premi e concorsi, mettersi in gioco, giusto?

L’unico premio a cui partecipo convinto è il Premio Italo Calvino. Vi ho partecipato l’anno scorso con un romanzo e vi ho partecipato quest’anno con un altro romanzo. Ritengo questo premio costoso, sì, ma un vero trampolino di lancio per un autore e, soprattutto, perché in ogni caso forniscono una scheda di valutazione dell’opera e, in caso di vittoria, sono soddisfazioni. Be’, sono soddisfazioni a prescindere.

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Diario di viaggio n° 8 – Non esiste la perfezione

È da un po’ di tempo che non scrivevo nel mio blog. Sono un po’ in crisi con la scrittura. Spesso ho osservato pessimi scritti in giro, romanzi noiosi che, come ricorderete se seguite regolarmente il blog, ho buttato o venduto.

Il primo romanzo di Nick Hornby (“Tutto per una ragazza”) era di una lentezza esasperante, con una storia priva di senso e noiosa. E gliel’hanno pubblicato. Ovviamente in seguito Nick Hornby è diventato famoso per romanzi migliori. Ho letto “Un ragazzo” ed è un buon romanzo. Naturalmente l’esordio è sempre l’esordio, però anche se più scadente, oggi il romanzo d’esordio ancora si vende. Certo, è da tener presente che questo rappresenta il caso di un testo di un autore straniero, quindi il discorso forse è anche un po’ campato in aria, però mi chiedo se fosse stato un esordiente italiano? Oggi come oggi penso che molto probabilmente gli avrebbero bruciato i passi, o sarebbe potuto succedere.

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