il brusio di massa e la scrittura

(c)  Antonio Malara / Flickr
(c) Antonio Malara / Flickr

Quando scrivo qualcosa su facebook o su twitter mi sembra di essere un pazzo, una persona che cammina in strada ubriaca che parla da sola ad alta voce. Nella maggioranza dei casi nessuno replica mai.

Le possibilità son due: o non interessa quanto detto oppure nessuno l’ha visto. Così tanti messaggi da creare l’effetto contrario a quello voluto.

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L’angoscia del mondo elettronico

Stasera sono stanco.

Tra social network, twitter e forum ti rendi conto che non puoi esprimerti mai come vuoi per paura che qualcuno fraintenda quello che scrivi o si dia alla libera interpretazione di quello che scrivi, magari fantasticando e inventando e creando un racconto letterario intorno a quattro frasi buttate lì a caso. Evirando il contesto e il senso originario che si voleva davvero dare. Pesando ogni singola frasi, parola, aggettivo… punteggiatura inclusa. Sì, sì, anche punteggiatura, se vi scappa un punto in più sono guai 😉 :

«È vietato l’uso di abbreviazioni e l’abuso della punteggiatura (mai più di tre puntini di sospensione, un solo punto interrogativo, un solo punto esclamativo). Anche le abbreviazioni più semplici sono bandite. Pena in caso di infrazione: richiamo, ban temporaneo.»

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