A volte è difficile entrare nella testa di qualcun altro. Parlo di personaggi di narrativa. Certi sono più scontati di altri e qualcuno lo è molto meno di quanto si possa pensare.
Joe è un ragazzino maturo di una Londra del 2358. Tecnologia a go go e privacy inesistente. Come in 1984 di George Orwell c’è chi ha ben pensato di globalizzare tutto. Connessioni di rete locale incluse. Tutto passa per Anika, tutto lo sciibile umano voluto è in linea e accessibile con un pliabook. Ma è davvero tutto accessibile?
Parlo del romanzo “Joe è tra noi“. Ultima mia fatica letteraria: un thriller fantascientifico con ben 12 recensioni tutte entusiaste.
Due anni e mezzo fa ho pubblicato il mio primo romanzo: “Le parole confondono”. Ne sono successe di cose da allora. I personaggi mi sono rimasti in testa per un po’, diciassette persone lo hanno letto e hanno detto la loro sul romanzo pubblicamente su Amazon. Qualcuno è entrato appieno nella storia al punto da coglierne gli elementi più profondi, cosa che non è da tutti i lettori. Sono rimasto folgorato da tre recensioni in particolare che mi hanno fatto amare ancora di più questa storia.
Il presente articolo è uscito come guest post originale sul blog di Rita Carla Francesca Monticelli il 22 luglio scorso.
Qualche tempo fa lessi “1984”, uno dei più celebri romanzi di George Orwell, pubblicato nel 1949, un testo di una attualità sconvolgente. Il romanzo è entrato nella definizione di “romanzo classico”, cioè la storia che tutti si dovrebbe leggere. Il mio rapporto coi romanzi classici una volta era di timore, poi ho capito che questi testi hanno qualcosa da insegnare. Chiaramente il romanzo per l’epoca era un chiaro messaggio verso alcuni personaggi dominanti della storia. Arrivati nel 2015 credo che quel messaggio sia ancora interpretabile nello stesso identico modo, anche per quelli che sono i personaggi della storia odierna.
Allo scadere della mezzanotte “Joe è tra noi” sarà scaricato sui dispositivi di tutti quelli che hanno prenotato il titolo e sarà direttamente acquistabile, nel senso che, per chi non lo ha prenotato, lo scaricamento del titolo avverrà direttamente a seguito dell’acquisto.
“Joe è tra noi” si classifica come thriller fantascientifico. Ambientato in una Londra del 2358. In una Anocronis del 2358, una città misteriosa in cui tutto ha avuto inizio. Un esperimento segreto destinato a cambiare le sorti dell’umanità.
Quando si scrive un romanzo, ma anche un semplice racconto, una delle cose, a volte molto implicita, a cui si pensa è la collocazione spazio/temporale, l’ambientazione. Se si narra delle vicende di Napoli e si pensa al dopoguerra, allora l’ambiente da descrivere è decisamente diverso da una Napoli moderna.
“Joe è tra noi” è ambientato, in parte, a Londra. Londra già rappresenta il futuro per chi vive in una nazione disastrosa come lo è l’Italia. Immaginare una Londra nell’anno 2358 è un po’ difficile, perché figurarsi il futuro è sempre complicato, soprattutto proiettandosi in avanti di 343 anni non è banale.
Ma scrivendo un romanzo di fantascienza si ha una certa libertà. Diventa, se vogliamo, anche più semplice.
La data è stabilita. Il mio nuovo romanzo uscirà il 22 luglio prossimo. È preordinabile, quindi se volete potete prendere già da adesso l’ebook e, il giorno della pubblicazione, sincronizzando il vostro lettore ebook preferito si scaricherà automaticamente sul dispositivo.
Per il kindle basterà connettersi a una rete WiFi e cercare i nuovi elementi della libreria (oppure aprire la app del Kindle). Stessa cosa per il Kobo (oppure aprire la app di Kobo). Per i dispositivi Apple basterà affidarsi ad iBooks (Mac, iPhone, iPad) e l’applicazione scaricherà il file del libro nello stesso identico modo di quando si compra un album in preordine, in quei casi magari alcune tracce sono già disponibili, ma qui si tratta di un unico file, quindi si dovrà attendere la mezzanotte che segue il giorno 21. Per i dispositivi Android è la stessa cosa. Basterà usare Google Play Books et voilà.
A me, che conosco ogni elemento della storia, dà brividi e angoscia.
Ho letto un autore che di angoscia e brividi fa il suo pane quotidiano. Ovviamente lui non ha mai scritto di fantascienza, ma le sue storie sono buone, almeno la maggior parte. A volte butta fuori testi decisamente commerciali, ma dopo 70 romanzi dovremmo meravigliarci se non accadesse.
Alla luce della trama, Rita Carla Francesca Monticelli mi ha dato una mano a sottolineare alcuni aspetti importati della stessa e del genere proprio attraverso la copertina.