Sai correre forte: il romanzo è qui…

Immagine e artwork: (C) Giovanni Venturi

Ecco, ci siamo. In questo fine settimana c’è stato lo spostamento dell’ora in avanti e la pubblicazione del mio nuovo romanzo. “Sai correre forte“.

Ho dedicato il sabato inoltrato all’ultimazione di tutto. Sembrava diventato complicato.

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Sai correre forte: il teaser

Finalmente posso mostrarvi il teaser di “Sai correre forte”. Il teaser sarebbe una sorta di pubblicità senza addentrarsi nella trama del romanzo, ma richiamando alcuni concetti della storia. Siamo davvero in dirittura d’arrivo, si parla di pochi giorni. E, nel frattempo, ecco a voi il video.

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Sai correre forte: la sinossi

(C) Giovanni Venturi

Per me il processo di scrittura dell’intero romanzo è più semplice del processo di scrittura di una sinossi di tre paragrafi concentrati che illustrino i temi e che incuriosiscano il lettore.

Come autoeditore ho i miei fidati collaboratori a cui faccio leggere il testo prima di pubblicarlo, a cui mi affido per un parere e per idee sulla copertina e da cui mi faccio aiutare per sintetizzare il romanzo con una sinossi.

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la scrittura è un processo non naturale

Image from Picmelon.com freely available here and distributed with CC0 Public Domain license.
Image from Picmelon.com freely available here and distributed with CC0 Public Domain license.

Benché se ne possa pensare, la scrittura è un processo non naturale.

Quando si ascolta il ritornello di una canzone basta poco perché ti arrivi in testa e non se ne vada più. In un attimo ti ritrovi questa sequenza di parole e note che ti frullano in testa, le canti sotto voce. La musica è una cosa che è un processo naturale. Le note naturali sono appena 7, quindi è semplice combinarle insieme. Le parole, invece, sono centinaia di migliaia.

Quando ero a scuola e dovevo imparare a memoria una poesia, era una botta in fronte di quelle tremende. Il “5 maggio”, le poesie di Natale, di Pasqua. Mamma, che disastro!

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La felicità è un concetto molto molto relativo

In genere quando si avvicinano le prossimità delle feste, ma anche due mesi prima, pensi: “Vorrei stare con la mia famiglia e festeggiare fuori dal ghetto”.

Non mi piace andare in ristoranti, non mi piace farlo nei giorni in cui si muove tutto il mondo. Non mi piace perché si paga tanto e si mangia malissimo, c’è un caos, bambini che urlano, una volta capitò anche un piano bar invadentissimo.

Avevo proposto Roma. Sapevo bene che Londra non era fattibile per tutta una serie di motivi, ma anche perché i voli aerei sono eccessivamente costosi in quei giorni. Anche per me non era possibile. L’ideale sarebbe per inizio maggio, ma già sono/siamo in ritardo. L’aereo aumenta a colpi di 10 euro al giorno… Maledetti prezzi.

Allora mi sono detto: Roma?

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