In evidenza

Questa estate succede che

“Questa estate succede che” di Giovanni Venturi

Ecco, dopo un anno di lavoro sul testo, ho pubblicato su Google Play Libri e Apple iBookStore, il mio primo openbook di genere noir che per il momento comprenderà 8 racconti corposi che saranno rilasciati man mano fino a giungere al ferragosto, il quale risulta il tema caldo del libro.

La scheda completa dell’e-book è disponibile: qui.

Continua a leggere “Questa estate succede che”

Persi in un mondo immaginario reale

Foto di Markus Spiske da Pexels

Capitano momenti in cui, dopo tanto darsi da fare, non succede mai nulla di diverso, poi ci pensi su, ti concentri, e senti che non è vero che ti sei dato tanto da fare, anzi non hai creato tu le condizioni per cambiare.

Ripetere sempre le stesse cose nello stesso identico modo crea una abitudine. A volte non si riesce nemmeno più a rendersi conto di averlo fatto, e nel frattempo si continuano a ripetere le stesse azioni senza modificare minimamente nulla, anche perché magari qualche volta si sarà anche cambiato qualcosa, ma senza alcun effetto perché non si è insistito e lo sforzo è stato troppo insignificante, oppure perché il destino ha deciso che quello non era il momento per dare una risposta diversa.

Continua a leggere “Persi in un mondo immaginario reale”

Il mondo pastoso, zuccheroso e quello normale

Foto di Karolina Grabowska da Pexels

Premesso che un prodotto di intrattenimento (narrativa, produzioni televisive, videogiochi e musica) a diffusione globale ha bisogno di gran cura, di tante mani, di fortuna, qualche volta di conoscenze, come detto qui, vediamo di accennare cosa vuol dire essere scrittore oggi.

Scrittore vuol dire che si scrive, mi verrebbe da dire. Non dovrebbe esistere (e non mi piace) l’espressione “aspirante scrittore”. Non si può aspirare a scrivere e poi non farlo mai, oppure farlo ed essere comunque chiamato “aspirante scrittore”. Non si tratta di un aspirapolvere per pulire i tappeti. Non è una sorta di titolo nobiliare (in negativo) specifico per lo scrittore. Si usa, l’ho sentito dire tante volte, certo, ma secondo me è fuorviante perché è un modo di sottintendere tante cose e nulla. Forse meglio indicare il numero di pubblicazioni fatto, specificando se si tratta di romanzi o racconti. E nemmeno. Non è che si è più scrittori di un altro se si sono sfornati più titoli. Insomma, la questione che si liquida con “sei un aspirante scrittore” (ovvero “non sei che una nullità”), non è così banale e semplice da definire.

Aspirante scrittore. Non si può aspirare a scrivere. O si scrive o non lo si fa. Non c’è una via di mezzo.

Continua a leggere “Il mondo pastoso, zuccheroso e quello normale”

“Camere separate”, di Pier Vittorio Tondelli

“Camere separate”, di Pier Vittorio Tondelli

“Camere separate è forse un adagio condotto sull’interiorità e sul rinvenimento delle motivazioni profonde – per il protagonista dell’amare e dello scrivere. Il primo romanzo che ho scritto dopo il compimento del trentesimo anno. Come scrive Ingeborg Bachmann: ‘Quando un uomo si avvicina al suo trentesimo anno di età, nessuno smette di dire che è giovane. Ma lui, per quanto non riesca a scoprire in se stesso nessun cambiamento, diventa insicuro; ha l’impressione che non gli si addica più definirsi giovane. Sprofonda e sprofonda.'”

Ho comprato questo libro dopo aver sentito tanto parlare della prosa di Tondelli, ma il genere non lo sentivo mio, eppure se non leggi un libro non puoi sapere se ti piacerà o meno.

Continua a leggere ““Camere separate”, di Pier Vittorio Tondelli”

Il successo di un prodotto di intrattenimento

Foto di Public Co da Pixabay

È da un po’ di tempo che sto riflettendo su libri, giochi e serie televisive che riescono ad avere “successo di pubblico”, essere distribuiti in tutto il mondo e avere consensi in molte nazioni, osservo i punteggi su IMDB e mi faccio poi condizionare. Serie televisive che non superano il voto di 7.5 su 10 non le prendo nemmeno in considerazione, a meno che non sia qualcosa di qualcuno che voglio assolutamente vedere ben sapendo che non sto cercando il massimo.

Eppure anche un voto alto, o molto alto, a una serie televisiva su IMDB non mi assicura che mi piacerà e, d’altra parte, anche un voto basso o sufficiente, non so, un 6, un 6.5 non deve per forza indicare che sia un pessimo prodotto o che non mi piacerà.

Continua a leggere “Il successo di un prodotto di intrattenimento”

17 marzo 2020 – 17 marzo 2022: “Le parole confondono”

La serie "Le parole confondono"
La serie di romanzi “Le parole confondono”

Le vicende personali, la vita, gli eventi mondiali, i pensieri che vanno e vengono su certe cose, mi hanno spinto a trascurare il blog. Penso sempre di avere qualcosa da dire, e ce l’ho, ma forse ci sono già tante opinioni in giro su ogni cosa e in ogni dove che magari le mie non interessano coloro che capitano qui facendo una ricerca. In realtà mi chiedo anche io se sia il caso avere una opinione su ogni cosa, per forza, sempre.

Le energie cerco di usarle per altro, per quanto, alla fine, si disperando lo stesso. Immagino conosciate la sensazione.

Detto ciò, esattamente due anni fa iniziavo a scrivere il settimo volume della saga familiare “Le parole confondono”. Sono passati già due anni, wah.

Continua a leggere “17 marzo 2020 – 17 marzo 2022: “Le parole confondono””

Uno scrittore si può esporre?

Foto di SevenStorm JUHASZIMRUS da Pexels

Nel 2022 oramai si assiste a una realtà deforme, rispetto a come la si sarebbe immaginata, e anormale rispetto a come la si sarebbe fortemente desiderata. Si è assistito a momenti sempre più bui e aberranti, e ancora si assiste. D’altra parte l’ho sempre detto: “La realtà supera la fantasia”.

Pandemie, limitazioni della libertà personale, guerre, pericoli di bombe atomiche e conflitti nucleari.

Sabato scorso ho assistito pochi minuti a un incontro in piazza dove ci ricordavano, con una grande amarezza, gli eventi di cui ora nemmeno più si parla.

Continua a leggere “Uno scrittore si può esporre?”

“Delitto e Castigo” di Fëdor Dostoevskij

“Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij

In passato avevo letto “Il giocatore” di Fëdor Dostoevskij, poi avevo iniziato a leggere “Delitto e castigo”, ma avevo una edizione un po’ pesante, avevo difficoltà a ricordare i nomi russi e, a un certo punto, abbandonai la lettura, pensando di riprenderla un giorno.

Gli audiolibri non mi sono mai piaciuti perché impegnativi, tendi a distrarti, o ad addormentarti se ascoltati a letto. Bisogna concentrarsi.

Ho spesso sentito parlare bene di questo romanzo e, allora, ho comprato l’edizione curata da “Recitar Leggendo” sia in audiolibro che in e-book, dopo essere rimasto piacevolmente colpito dall’anteprima. Mentre ascoltavo la voce di Claudio Carini scorrevo le pagine dell’e-book che riporta le stesse parole. Non sempre si trova, infatti, l’audiolibro e il corrispondente e-book che usano lo stesso testo di riferimento. Quando differiscono, infatti, si va in confusione, ma non è stato questo il caso.

Ebbene, mi sono reso conto che “Delitto e castigo” è un capolavoro assoluto.

Continua a leggere ““Delitto e Castigo” di Fëdor Dostoevskij”

Buon… Natale 2021

Il Natale cos’è? Non è certo l’inno alla divisione, o all’allontanamento, o all’accoglienza dei naufraghi per poi delirare e allontanare il prossimo. Non si possono usare due pesi e due misure.

Il Natale non è commercio. Lo può anche essere, ma non è quello che dovrebbe caratterizzarlo in maniera esclusiva, e non è nemmeno feste forzate con parenti che si detestano e di cui non si condivide nulla, ma se la festa, il pranzo insieme, il cenone, è capace di riunire, di curare le ferite, può essere quello il senso di augurare un buon Natale.

Perché questo articolo?

Continua a leggere “Buon… Natale 2021”

Una saga intensa e piacevole

I sei volumi de “Le parole confondono”

Il giorno 17 di ogni mese mi ricorda che un altro mese è passato da quando ho iniziato a scrivere l’ultimo libro della mia saga familiare “Le parole confondono”.

L’ultimo è il settimo volume, quello con cui molto probabilmente chiuderò l’intera saga, e forse l’intero mio ciclo di autore. Non ho saputo coltivare affatto il passaparola, la promozione.

Continua a leggere “Una saga intensa e piacevole”

“The Warehouse” di Rob Hart

“The Warehouse” di Rob Hart

Questa estate ho letto “The Warehouse”, un romanzo di fantascienza di Rob Hart. Il titolo è stato lasciato non tradotto, ma in italiano diventa :“Il magazzino”, infatti nel romanzo si parla del più grande negozio di vendite on-line del pianeta e, ovviamente, il primo pensiero che viene è quello di associarlo a l’unico che conosciamo nel presente e che abbia aumentato le vendite nel corso dei mesi e degli anni, e la sua espansione a livello globale.

Continua a leggere ““The Warehouse” di Rob Hart”