Certe incertezze: il romanzo è qui

immagine copertina: ©Sabphoto | Dreamstime.com
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Questo articolo è comparso originariamente nel blog di Andrea Marini.

Benvenuti anche oggi nel salotto letterario. Nei precedenti sei articoli abbiamo parlato un po’ dei vari aspetti del romanzo Certe Incertezze di Giovanni Venturi, ora pubblicato. Veniamo a un’altra piccola e conclusiva serie di domande più concrete sul questo testo.

Che genere è Certe incertezze?
È un romanzo di formazione.

Di cosa parla?
Sinossi: «Lo definiscono il clown perfetto perché, quando a volte legge l’odio per lui sul viso di qualcuno, allora esagera e si diverte.

Francesco a tredici anni ha fatto la sua prima finta rapina. È un ragazzino ribelle che tutti vogliono salvare dalla cattiveria del mondo perché, in fondo, lui non può essere davvero cattivo per sua natura. A ventitré anni non è pronto a rivelare al suo migliore amico che ha ucciso una persona, anzi, due. Salta dal letto di una ragazza all’altra con la stessa frequenza con cui cambia abiti, vive la vita con intensità e con una mente aperta. Può innamorarsi, uccidere, nascondere i suoi veri sentimenti?

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Joe è tra noi: è qui!

Allo scadere della mezzanotte “Joe è tra noi” sarà scaricato sui dispositivi di tutti quelli che hanno prenotato il titolo e sarà direttamente acquistabile, nel senso che, per chi non lo ha prenotato, lo scaricamento del titolo avverrà direttamente a seguito dell’acquisto.

“Joe è tra noi” si classifica come thriller fantascientifico. Ambientato in una Londra del 2358. In una Anocronis del 2358, una città misteriosa in cui tutto ha avuto inizio. Un esperimento segreto destinato a cambiare le sorti dell’umanità.

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Il romanzo è qui…

romanzo
foto copertina: ©istockphoto.com/olaser

Da quando una ragazza, prima lettrice assoluta, mi disse:

«Il materiale è ottimo, c’è la storia, c’è la presenza e la cognizione di ciò che scrivi, la sensibilità con cui presenti i personaggi e le situazioni sottintendono una ricercatezza nel linguaggio, nella volontà di fare bene che si vede, e il lettore riesce ad apprezzarlo.

Il romanzo è assolutamente pubblicabile e lo collocherei tra il genere “pop” nello scaffale della libreria.
Quindi complimenti!!! Davvero!
Spero di essere stata una lettrice all’altezza delle tue aspettative.»

Era il 30 gennaio 2012.

Sapevo che prima o poi avrei dovuto pubblicarlo. E arriva il giorno in cui lo fai. Dopo aver sistemato tutto quanto è in tuo potere lo fai. Ti chiedi tante di quelle cose che entri in un vortice che si autoalimenta. Ti blocchi, ti paralizzi e poi lo fai.

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diario scrittorio: mercoledì, 30 novembre 2016: #NaNoWriMo2016

nodiario-scrittorio

Anche quest’anno ho portato a termine il mio #NaNoWriMo e, quindi, concluso, in due anni, il terzo volume de “Le parole confondono“.

Ecco, mi ero inceppato sul finale e non è detto che non vada riscritto. Cosa non va riscritto in una bozza? Eh, sì, perché è la prima bozza. Quella completa, ma è la prima, chissà quanti strafalcioni e cose da sistemare ci saranno. E che ve lo dico a fare?🙂

E il finale… Il finale va migliorato, un bel po’, forse.

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diario scrittorio: giovedì, 24 novembre 2016: il finale

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Il NaNoWriMo è praticamente finito, mi mancano giusto 3’000 parole, anzi, me ne mancano di meno visto che sono arrivato a quota 97’536, solo altre 2’464, che sono poca roba rispetto a quanto ho scritto in questo ultimo periodo.

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Sono Tizio e Caio e scrivo

(CC) Xenja Santarelli on Flickr, license CC
(CC) Xenja Santarelli on Flickr, license CC

Spesso mi sono sentito affascinare dall’idea di scrivere sotto pseudonimo, ci ho pensato un po’ di volte.

Ma quali sono i vantaggi? E gli svantaggi? Ogni cosa che si fa nella vita ha due facce: quella buona e quella meno buona. Con questo articolo per nulla serio voglio capire, pensando a voce alta, se conviene o meno scrivere non usando il proprio nome reale.

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Blackout, di Marc Elsberg

Non avevo mai letto questo autore austriaco, Marc Elsberg, ma ho comprato questo libro dopo aver scorto la sinossi del testo e una recensione di un’amica che legge libri a raffica, così mi sono calato dentro i bit del mio Kindle.

Spesso si cerca la verità assoluta nei libri, spesso si vuole la storia reale, senza ricordarsi che i romanzi sono finzione e anche quando si esagera se nella storia c’è coerenza va sempre bene.

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diario scrittorio: venerdì, 11 novembre 2016

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Ecco, il blog pare morto, latito.

Ho terminato un romanzo nuovo di zecca (per evitare confusione lo chiamo con le iniziali del titolo SCF) il 7 ottobre scorso, l’ho lasciato un po’ al suo destino perché mi premeva finire quello che avevo lasciato a metà l’anno scorso dopo la sessione di #NaNoWriMo di novembre 2015, ovvero, sempre per le iniziali del titolo, IMSDA, che è il terzo volume della serie (“Le parole confondono”LPC.

L’intenzione è quella di tirare fuori tutto quello che ho messo nel cassetto, completo e non, e pubblicarlo e poi vi saluto. Di scrivere non so se riuscirò a smettere. Arrivano periodi in cui ho più tempo e riesco a scrivere molto, altri periodo in cui mi guardo allo specchio e ragiono e mi fermo, ho poco tempo e voglia.

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Racconti dell’isola è gratuito

Non ho fatto pubblicità. È bastato appena un giorno che Racconti dall’isola diventasse gratuito anche su Amazon ed è stato subito scoperto dai lettori. Non so come. Fatto sta che ora sono 25-esimo nella classifica dei racconti gratuiti e 19-esimo nel racconti horror.

Ora, questa raccolta di racconti di genere è gratuita racconti-25su tutte le piattaforme pubblicate.

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