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Questa estate succede che

“Questa estate succede che” di Giovanni Venturi

Ecco, dopo un anno di lavoro sul testo, ho pubblicato su Google Play Libri e Apple iBookStore, il mio primo openbook di genere noir che per il momento comprenderà 8 racconti corposi che saranno rilasciati man mano fino a giungere al ferragosto, il quale risulta il tema caldo del libro.

La scheda completa dell’e-book è disponibile: qui.

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L’indecisione è un problema serio

Foto di Markus Spiske da Pexels

Nella vita capita di essere indecisi. A volte succede sempre e davanti a qualsiasi tipo di attività. Anche rispetto al desiderio. Perché desideriamo qualcosa? È davvero ciò che vogliamo oppure è un ripiego per evitare di pensare meglio a ciò di cui davvero avremmo un gran bisogno? E con desiderio intento il termine generico. Desiderio anche per un acquisto costoso quale possa essere una macchina fotografica o un vestito. È più facile comprare una fotocamera, mettersi a fotografare ciò che ci piace piuttosto che affrontare i propri demoni, e con risolutezza?

Personalmente ho anche pagato la mia indecisione, in termini economici. Esempio banale. Organizzare una vacanza. Ci si rilassa, si rimanda, tanto il volo aereo è lì. L’albergo fino a ieri era disponibile. Sì, ma l’aereo aumenta nello stesso modo in cui di recente la borsa va in negativo e l’albergo magari aumenta il prezzo, oppure vende tutte le camere. Sì, ma io non so se voglio davvero andare lì, e se andassi da un’altra parte? E allora mettiti a valutare questa opzione. E che faccio? Non valuto, resto confuso. Devo arrivare a forzarmi per fare qualcosa che mi potrebbe fare bene. Staccare dalla quotidianità è importante, ma diventa difficile saperlo fare nel modo giusto.

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qualche aggiornamento su “Questa estate succede che”

“Questa estate succede che” di Giovanni Venturi

Ben presto “Questa estate succede che” inaugurerà una nuova stagione. Chi ha già comprato l’e-book su Google Play Store e su Apple iBookStore riceverà l’aggiornamento a costo zero. L’app Play Libri va solo aperta, su Apple va cancellato e riscaricato il file. Se invece si volesse leggere l’e-book su un proprio lettore e-book basta scaricare il file ePub o da Google Play dal proprio account o da quello di Apple.

Metto in palio un codice per lo scaricamento di una copia da uno di questi due store per chi mi convincerà con un commento a questo articolo 😉 .

Nei prossimi giorni ci sarà anche la versione per Kobo, Amazon, tutti gli altri store e il cartaceo.

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“Storie di scrittori” e “Nazioni immaginarie” di Ariano Geta

“Storie di scrittori”di Ariano Geta

A volte il desiderio di lettura si sposa con la voglia di leggere scrittori nuovi – magari bravi anche se poco o per nulla conosciuti – e avere poco tempo a disposizione. Ed è qui che entrano in gioco i racconti di Ariano Geta, il quale è molto bravo nella tecnica narrativa e nelle idee che si ritrovano nei suoi testi.

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Persi in un mondo immaginario reale

Foto di Markus Spiske da Pexels

Capitano momenti in cui, dopo tanto darsi da fare, non succede mai nulla di diverso, poi ci pensi su, ti concentri, e senti che non è vero che ti sei dato tanto da fare, anzi non hai creato tu le condizioni per cambiare.

Ripetere sempre le stesse cose nello stesso identico modo crea una abitudine. A volte non si riesce nemmeno più a rendersi conto di averlo fatto, e nel frattempo si continuano a ripetere le stesse azioni senza modificare minimamente nulla, anche perché magari qualche volta si sarà anche cambiato qualcosa, ma senza alcun effetto perché non si è insistito e lo sforzo è stato troppo insignificante, oppure perché il destino ha deciso che quello non era il momento per dare una risposta diversa.

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Il mondo pastoso, zuccheroso e quello normale

Foto di Karolina Grabowska da Pexels

Premesso che un prodotto di intrattenimento (narrativa, produzioni televisive, videogiochi e musica) a diffusione globale ha bisogno di gran cura, di tante mani, di fortuna, qualche volta di conoscenze, come detto qui, vediamo di accennare cosa vuol dire essere scrittore oggi.

Scrittore vuol dire che si scrive, mi verrebbe da dire. Non dovrebbe esistere (e non mi piace) l’espressione “aspirante scrittore”. Non si può aspirare a scrivere e poi non farlo mai, oppure farlo ed essere comunque chiamato “aspirante scrittore”. Non si tratta di un aspirapolvere per pulire i tappeti. Non è una sorta di titolo nobiliare (in negativo) specifico per lo scrittore. Si usa, l’ho sentito dire tante volte, certo, ma secondo me è fuorviante perché è un modo di sottintendere tante cose e nulla. Forse meglio indicare il numero di pubblicazioni fatto, specificando se si tratta di romanzi o racconti. E nemmeno. Non è che si è più scrittori di un altro se si sono sfornati più titoli. Insomma, la questione che si liquida con “sei un aspirante scrittore” (ovvero “non sei che una nullità”), non è così banale e semplice da definire.

Aspirante scrittore. Non si può aspirare a scrivere. O si scrive o non lo si fa. Non c’è una via di mezzo.

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“Camere separate”, di Pier Vittorio Tondelli

“Camere separate”, di Pier Vittorio Tondelli

“Camere separate è forse un adagio condotto sull’interiorità e sul rinvenimento delle motivazioni profonde – per il protagonista dell’amare e dello scrivere. Il primo romanzo che ho scritto dopo il compimento del trentesimo anno. Come scrive Ingeborg Bachmann: ‘Quando un uomo si avvicina al suo trentesimo anno di età, nessuno smette di dire che è giovane. Ma lui, per quanto non riesca a scoprire in se stesso nessun cambiamento, diventa insicuro; ha l’impressione che non gli si addica più definirsi giovane. Sprofonda e sprofonda.'”

Ho comprato questo libro dopo aver sentito tanto parlare della prosa di Tondelli, ma il genere non lo sentivo mio, eppure se non leggi un libro non puoi sapere se ti piacerà o meno.

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