Sempre coi tuoi occhi

Foto copertina: Copyright Kuzma | Dreamstime.com

Anche quest’anno sono riuscito nell’impresa di pubblicare un romanzo della serie “Le parole confondono”.

Sempre coi tuoi occhi è il quinto volume e spinge la storia verso una saga familiare. Sono stati introdotti, infatti, nuovi personaggi che rivedremo nei successivi libri.

Il primo è stato pubblicato il 13 giugno 2013, titolo: “Le parole confondono“, mentre il secondo il 19 maggio 2016, titolo: “Certe incertezze“. Il terzo il 27 settembre 2017, titolo: “I motivi segreti dell’amore“. Il quarto il 2 novembre 2018, titolo: “Un giorno, sempre“.

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È sempre una questione di fiducia

Photo by Karolina Grabowska from Pexels.

Nella vita tutto è sempre una questione di fiducia.

Conferire fiducia a un autore e leggere tutte le cose che pubblicherà e, allo stesso modo, togliergli quella fiducia dopo un certo tempo e non comprare più niente di suo, se si vede ledere detto rapporto, è sempre questione di poco.

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Social network e pensiero di massa

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Chi di noi non ha un account su un social network? Alcuni social network sono insidiosi, vendono i nostri dati personali, tracciano le nostre ricerche sul web, sono fastidiosi, andrebbero cancellati. Tenerli su uno smartphone Android diventa abbastanza pericoloso: ci sono stati casi in cui le app Facebook hanno chiesto accesso al telefono e alla rubrica dello stesso per diventare veri e propri spyware.

Ho smesso di usare Facebook (e app correlate) da un po’, rimosso da ogni dispositivo smart, ma non posso fare a meno di affacciarmici ogni tanto. Mi voglio costringere a non farlo più.

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NaNoWriMo 2020

Image courtesy of NaNoWriMo.

Il mese di novembre è iniziato da sei giorni e, per chi frequenta questo blog, sa bene che novembre è tempo di NaNoWriMo, ovvero National Novel Writing Month, che in italiano si traduce come Mese di Scrittura del Romanzo Nazionale, volendo ricorrere in italiano all’acronimo verrebbe fuori una cosa del tipo: MeScRomNa.

Il sito del NaNoWriMo si presenta moderno e completamente rinnovato accessibile a questo indirizzo.

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Romanzo di formazione

I sei primi volumi della serie “Le parole confondono”

Il romanzo di formazione è un genere letterario che nasce in Germania nel Settecento, noto in tedesco come Bildungsroman. In un’opera del genere accade che si racconti del passaggio dall’infanzia, o dall’adolescenza, all’età adulta del protagonista.

Il romanzo per eccellenza rappresentante il romanzo di formazione tedesco risale al 1774, ovvero “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang von Goethe.

Ci sono molte storie che da quel momento in poi possono essere individuate come facenti parte del Bildungsroman. Indicherò solo alcune di esse facenti parte di tal genere.

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L’uomo nell’alto castello

(C) immagine: IMDB e Amazon Prime Video

“L’uomo nell’alto castello” è la serie televisiva Amazon original tratta dal romanzo di Philip K. Dick “La svastica sul sole” di cui ho scritto una recensione due articoli fa.

Il tema è la distopia, tecnicamente una ucronia, un sottogenere della fantascienza. Ovvero, in questo caso specifico, cosa sarebbe successo se l’America e gli alleati avessero perso la seconda guerra mondiale e avessero vinto tedeschi e giapponesi.

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Diario scrittorio: sabato, 17 ottobre 2020

Sette mesi: 17 marzo 2020 – 17 ottobre 2020.

Sono passati 7 mesi da quando ho iniziato a scrivere il settimo romanzo della serie “Le parole confondono” e sono a quota 64’780 parole. Le sto rileggendo perché ho dovuto in parte interrompere e per evitare di ripresentare concetti già espressi dal protagonista in pagine precedenti lo sto riguardando, sto eliminando refusi, sistemando la punteggiatura, riscrivendo frasi poco chiare ed eliminando dialoghi inutili o didascalici.

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“La svastica sul sole” di Philip K. Dick

“La svastica sul sole” di Philip K. Dick

Sono sempre stato affascinato dai romanzi particolari, e il romanzo “La svastica sul sole”, il cui titolo originale è “The man in the high castle”, lo è. Pubblicato nel 1962, risulta moderno, ben scritto, interessante.

Fa parte dei romanzi distopici, tecnicamente una ucronia, un sottogenere della fantascienza.

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diario scrittorio: mercoledì, 16 settembre 2020

Salve a tutti, si riprende con le notizie delle opere in scrittura.

Avevo promesso una antologia di racconti di ferragosto da pubblicare a puntate su Google Play Libri e Apple iBookStore, gli unici due store che permettono di aggiornare un e-book senza creare problemi infiniti come Amazon o rendere impossibile la cosa come accade per Kobo.

Ogni settimana l’e-book si arricchirà di un racconto. Non saranno racconti brevi. Avrei dovuto pubblicarli per il 15 agosto, ma per farlo avrei dovuto iniziare a operare sulle storie a gennaio.

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“La grande rapina al treno” di Michael Crichton

“La grande rapina al treno” di Michael Crichton

Questo romanzo, perché di un romanzo si tratta, parla di una rapina a un treno. Si tratta di un romanzo storico ben scritto e coinvolgente e si riferisce a un fatto veramente accaduto.

Non so se l’autore si sia attenuto in maniera molto fedele ai fatti dell’epoca, parliamo di una Londra del 1855, ma a me è piaciuto il modo di raccontare le vicende. I fatti li ritengo verosimili, ma anche se fossero stati inventati dal primo all’ultimo, il modo di narrare la storia è così accattivante che poco importa. Non stiamo leggendo il resoconto reale del fatto, anche se viene presentato in questi termini, ma un romanzo. Un gran bel romanzo che vale la pena di leggere se ancora non lo avete fatto.

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diario scrittorio: venerdì, 31 luglio 2020

Quest’anno, per la prima metà dell’anno, mi sono dedicato alla riedizione di “Le parole confondono” in quanto l’editing che mi fu fatto all’epoca era imbarazzante. Me ne sono accorto rileggendo il romanzo perché stavo scrivendo il quinto volume della saga che si lega molto al primo e siccome poi le persone in teoria dovrebbero partire dal primo volume e procedere man mano con gli altri, se interessati, avere un primo volume non curato in maniera ossessiva come gli altri era un cattivo biglietto da visita.

Questo ha comportato in pratica che tutti i progetti narrativi di quest’anno saltassero. Le energie sono quelle, se si impegnano in qualcosa non si possono usare anche per altro, cioè si può anche ma i tempi si allungano tantissimo e si accumula stress e insicurezza. Infatti è quello che è successo. Mi son perso anche grazie alle poco piacevoli vicende che hanno colpito tutti noi. C’è gente che non ne è più uscita viva e il confronto con me non regge, loro le hanno subite in modo più drastico e molto peggio.

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