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Questa estate succede che

“Questa estate succede che” di Giovanni Venturi

Ecco, dopo un anno di lavoro sul testo, ho pubblicato su Google Play Libri e Apple iBookStore, il mio primo openbook di genere noir che per il momento comprenderà 8 racconti corposi che saranno rilasciati man mano fino a giungere al ferragosto, il quale risulta il tema caldo del libro.

La scheda completa dell’e-book è disponibile: qui.

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Una saga intensa e piacevole

I sei volumi de “Le parole confondono”

Il giorno 17 di ogni mese mi ricorda che un altro mese è passato da quando ho iniziato a scrivere l’ultimo libro della mia saga familiare “Le parole confondono”.

L’ultimo è il settimo volume, quello con cui molto probabilmente chiuderò l’intera saga, e forse l’intero mio ciclo di autore. Non ho saputo coltivare affatto il passaparola, la promozione.

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“The Warehouse” di Rob Hart

“The Warehouse” di Rob Hart

Questa estate ho letto “The Warehouse”, un romanzo di fantascienza di Rob Hart. Il titolo è stato lasciato non tradotto, ma in italiano diventa :“Il magazzino”, infatti nel romanzo si parla del più grande negozio di vendite on-line del pianeta e, ovviamente, il primo pensiero che viene è quello di associarlo a l’unico che conosciamo nel presente e che abbia aumentato le vendite nel corso dei mesi e degli anni, e la sua espansione a livello globale.

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Il lasciapassare

Oggi è il primo settembre, giorno di lutto nazionale per la definitiva messa al bando di ulteriori libertà, certo ci sono paesi in cui hanno molto meno libertà, ma perché guardare sempre dove stanno peggio?

Comunque condoglianze a tutti noi.

Immagine (C) Giovanni Venturi

Avete mai visto “Fracchia la Belva Umana”?

In effetti, in quel film, c’erano due versioni di Fracchia. Una era quieta e tranquilla, un normale cittadino che nessuno conosce, i colleghi bullizzano in modo estremo, mentre la seconda versione, identica nell’aspetto, era quella di un noto criminale, pluriomicida che entra nella vita del povero Fracchia.

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Hai saputo?

Foto di Josh Sorenson da Pexels

Sì, in effetti, la notizia si è diffusa in rete, l’open book va a ruba, a tutti piace l’idea di ricevere un racconto a settimana sul proprio smartphone, in tanti mi scrivono e mi fanno i complimenti sia per l’idea che per i racconti in sé, che trovano piacevoli e sconvolgenti al tempo stesso. Per essere informato non ti resta che fare come loro: iscriverti alla newsletter.

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Cotofò

Foto di Joseph Paget da Pexels

Il settimo racconto, Cotofò, molto lungo, è basato su una parola inventata che è tutto un programma. Un risveglio nel cuore della notte dopo essere riusciti ad addormentarsi con difficoltà per il gran calore.

Una parola biascicata tra le labbra, urlata al di là di una porta e poi i pettegolezzi in casa della vicina, lo stare intorno a un tavolo a parlare della vita, con un bel cesto di fichi freschi e dolci e poi ancora una volta un’impennata terribile.

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St*rc*

Foto di Suzy Hazelwood da Pexels

Questo titolo (il sesto, uscito oggi) è molto diretto, non ci sono possibilità di errore, però non spaventatevi e non fate brutti pensieri. Il titolo si può leggere anche in maniera simbolica, si può osservare uno scenario, una foto istantanea collocata su un disastro e immaginare un animo umano che rappresenti quell’immagine, un animo sporco e degradato come un pezzo di st*erc*, per l’appunto.

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