Sempre coi tuoi occhi

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Anche quest’anno sono riuscito nell’impresa di pubblicare un romanzo della serie “Le parole confondono”.

Sempre coi tuoi occhi è il quinto volume e spinge la storia verso una saga familiare. Sono stati introdotti, infatti, nuovi personaggi che rivedremo nei successivi libri.

Il primo è stato pubblicato il 13 giugno 2013, titolo: “Le parole confondono“, mentre il secondo il 19 maggio 2016, titolo: “Certe incertezze“. Il terzo il 27 settembre 2017, titolo: “I motivi segreti dell’amore“. Il quarto il 2 novembre 2018, titolo: “Un giorno, sempre“.

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Perché si… scrive, legge, si fanno cose

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Perché si scrive, perché si scrive, perché si scrive.
Mah, perché se ne ha voglia.

Perché si legge.
Mah, perché se ne ha voglia.

Perché si fa una torta al cioccolato.
Mah, perché se ne ha voglia.

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diario scrittorio: mercoledì 17 febbraio 2021

Eccoci di nuovo al giorno 17. Sono passati undici mesi esatti da quando scrissi i primi paragrafi di quello che poi è diventato il work in progress del settimo volume della serie “Le parole confondono”. Non credo di aver scritto per undici mesi di seguito tutti i giorni.

Anzi, undici mesi fa, credo di aver abbozzato un paio di pagine e poi di essermi chiesto, i giorni a venire, se davvero volevo iniziare un nuovo romanzo o editare quello già concluso che tratta di tutt’altro e che non ho più editato. È finito, ma non l’ho più toccato. Non ho voglia.

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L’amore quando le parole confondono

Una delle primissime recensioni che mi sono state fatte al primo volume de “Le parole confondono” inizia così: «Ammetto di non essere un’amante della narrativa non di genere, ma sono affascinata e mi lascio coinvolgere da quelle storie che scavano nei sentimenti dei personaggi, mettendoli di fronte a situazioni fuori dall’ordinario e talvolta estreme, indipendentemente da quello che è il contesto in cui essi si muovono. Se poi queste storie sono costruite con maestria, tramite un abile incastro della narrazione degli eventi, ecco che mi ritrovo a viverle insieme ai personaggi, ed emozionarmi con loro, nel bene e nel male, al di là di tutte le etichette di genere».

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“Le campane di Bicêtre” di Georges Simenon

“Le campane di Bicêtre” di Georges Simenon

Fino a questo momento ho letto diversi libri di Georges Simenon e mi sono sempre piaciuti, questo l’ho trovato senza un vero senso, andava avanti senza dei piani narrativi precisi, qualche considerazione qua e là e non c’è mai stato modo di legarsi molto alla storia, o al personaggio, il quale è davvero molto particolare. Di lui sappiamo ben poco, a parte il fatto che è sposato e non è felice. È una persona riuscita che dirige un suo giornale, ma a parte questo il testo rimane sotto la superficie, non convince a sufficienza.

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Pensieri e scelte

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A volte penso che scegliere vuol dire arrivare in fondo a una strada, davanti a un bivio, preparati.

Se prendo la strada A, farò cavolate, se prendo la strada B migliorerà tutto, forse non sarà affatto rosa e fiori, ma poi si vedranno cose più belle.

Spesso non è così ovvio. Si può avere una vaga idea e arrivare spesso a quel bivio senza sapersi muovere nonostante si possano immaginare bene quali siano le conseguenze delle scelte, almeno in apparenza, poi se tutto cambia appena dopo aver aperto la porta scelta, allora sarà ancora più figo e magari normale.

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Scrittura in corso: 10 mesi dopo

(C) ditfeet at Morguefile

Il settimo volume della saga/serie “Le parole confondono”, ancora inedito, oggi compie dieci mesi: 17 marzo 2020 – 17 gennaio 2021. È molto probabile che sarà l’ultimo volume, quindi devo dedicarmici per bene.

Inoltre, tra lockdown e blocco dei viaggi non esteri ed esteri e altre cose varie, l’umore non è proprio alle stelle. Mi riesce un po’ difficile affiancare Sergio e dare voce alla sua storia, ma sto ancora meditando per alcuni aspetti, sto provando a curare un po’ tutti i personaggi che si presentano nel volume.

L’incontro tra cugini è in atto e far muovere e agire insieme diversi personaggi deve avere un senso e deve essere fatto per bene. I dialoghi possono essere un problema, il testo può essere un problema.

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“Nave Stellare Aurora” di Rita Carla Francesca Monticelli

“Nave Stellare Aurora” di Rita Carla Francesca Monticelli

E con questo quinto volume della space opera del ciclo dell’Aurora, sigh, si conclude l’avventura iniziata tanti anni fa a bordo in un rover, con Anna che scappa dalla prima base marziana. Chi ricorda il perché e cosa successe?

Perché ne sono accadute di cose, abbiamo incontrato vari personaggi, tanti che bisognerebbe tenerli bene a mente per leggere questo volume, perché non si può affrontare come testo a sé stante, soprattutto per il finale che l’autrice ci consegna.

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Correva l’anno 2020, ecco il 2021

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Correva nel senso che ora il 2020 non c’è più. Ma il senso di passare da un anno all’altro è naturalmente una convenzione. Si deve pensare di chiudere un libro e aprirne un altro. In realtà lo si può fare in qualsiasi momento, anche ogni sei mesi si potrebbe concludere il proprio “anno”.

In base a delle autovalutazioni si dovrebbe capire cosa si è fatto, cosa non si è fatto, cosa resta da fare e cosa si riuscirà davvero a fare. Centinaia di guru scrivono centinaia di articoli su quello che hanno fatto di positivo e cosa faranno di positivo, eccetera, eccetera. Non è che uno deve piangersi addosso, è chiaro, ma dovrebbe considerare i limiti e la realtà. La propria realtà sociale, la propria realtà economica e la nazione a cui appartiene, per certi progetti, ovviamente non per ogni cosa. Ma, soprattutto, tante persone sanno cosa faranno in questo anno e importa a così tanti altri dei loro piani?

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“La casa dei Krull” di Georges Simenon

“La casa dei Krull” di Georges Simenon

In “La casa dei Krull”, questo capolavoro di Georges Simenon, si respira un’aria particolare, la storia non sembra una delle tipiche storie che si possono trovare per caso consultando un catalogo di libri, è molto meglio.

Basta poco per immergersi nella lettura. Già dalle prime righe vediamo che i dettagli non sono elementi messi a caso, ma sono dei potenti collanti nei confronti dei personaggi e dei loro atteggiamenti, della loro caratterizzazione, rendono il tutto tridimensionale, creano una ambientazione vivida: la immagini, la vedi, osservi l’interno e l’esterno della casa dei Krull, le scale, Hans, Anna, zia Maria.

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Gli italiani, bella gente

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Purtroppo da marzo a questa parte sono stato costretto nel bene e nel male, a cena, a sorbirmi decine e decine di trasmissioni e dibattiti politici. Alla fine sono state pseudo trasmissioni e pseudo dibattiti politici.

Per due motivi. Il primo è che davvero ci hanno stancato. Si mettono su trasmissioni di un’ora per sentire sempre la stessa cantilena, ovvero si parla di quello che secondo qualcuno potrebbe o non potrebbe succedere rispetto a quello che qualcun altro potrebbe fare o dire, ovvero si parla del nulla.

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