Nuovi soliti dubbi e pubblicazione

Photo by Said.

Pare abbia finito. Al solito, non ricordavo quanto fosse frustrante e allucinante il processo di editing atto alla pubblicazione di un libro, qualcosa che, per le energie profuse, mette in dubbio l’utilità stessa della pubblicazione, se non porta un minimo di risultati.

Ma scrivere non diventa facile con il passare del tempo?

In realtà, non si dimentica davvero quanto è difficile scrivere e prepararsi a rendere il testo sensato, pulito e accessibile ai lettori. Diciamo che è un evento tanto traumatico da venire rimosso dalla mente nel momento in cui la gioia creativa ci invade, e dopo tre anni magari si pensava che la difficoltà fosse ridotta per l’esperienza, la quale si affina sempre di più. Purtroppo non è così, anzi, ci si mette anche il tempo ridotto che si ha a disposizione, i problemi personali e tutto ciò che desidera intralciare i nostri piani.

Ogni volta che si finisce un romanzo e lo si edita 10 volte – perché in modo sistematico si scopre, a ogni rilettura, qualcosa fuori posto – si farebbe volentieri altro, col tempo impiegato a mettere insieme al meglio: ogni singola frase, ogni parola, aggettivo, e sensazioni trasmesse nell’insieme.

Gli ingredienti

Codice ISBN registrato. Immagine di copertina comprata. Copertina e-book e cartaceo realizzata. Impaginazione cartaceo pure. e-book preparato.

Ho fatto una ulteriore utile rilettura sul mio e-reader per controllare alcune questioni riguardanti la formattazione, e quindi il codice XHTML e il CSS. Inoltre, cambiando il mezzo di lettura, alterando la dimensione del carattere e quella della “pagina” offerta dallo strumento, dalla lettura si notano addirittura alcuni refusi che devono essersi ben nascosti. Ma non solo quelli. È stato un ulteriore impegnativo atto completo di editing abbastanza complesso, ma anche un modo di avvicinarsi ai risultati quasi finali.

E meno male che ho realizzato uno script Python che mi permette di creare un e-book in maniera rapidissima, a condizione di “formattare” con alcuni caratteri speciali il corsivo e alcune proprietà dei paragrafi stessi, proprietà non ricorrenti di continuo. Prima che mi inventassi questo script, formattare un e-book come si comanda era un altro bagno di sangue.

E la pubblicazione?

Ora il mio dubbio è: pubblico su tutte le piattaforme o solo su Amazon, ovvero iscrivo l’e-book al KDP Select in modo che i lettori lo trovino nel Kindle Unlimited?

Ovviamente dipende. Solo su Amazon non mi pare una bella cosa. Se per caso (non succede, ma se per caso succede) qualcuno volesse comprarlo su Kobo o Google Play Libri? Non lo troverebbe. O su IBS, su LaFeltrinelli. Stessa cosa.

Ma, forse, averlo SOLO nel Kindle Unlimited cambia poco, anzi immagino sia pure peggio, perché in quell’abbonamento ci sono una quantità industriale di libri da fare paura.

Volerlo mettere solo su Amazon, e ottenere risultati, non è scontato, dipende dal genere, e non solo da quello.

È un genere alla moda? No, è un romanzo di formazione, quindi sarei dell’idea di pubblicarlo ovunque, anche perché non penso proprio Amazon favorirebbe la visibilità del titolo, solo perché l’ho registrato al loro programma. Oramai ci sono così tanti titoli in catalogo che l’azienda non può fare un bel nulla, inoltre, sempre Amazon, offre un servizio di marketing a pagamento che avevo anche usato qualche mese fa, nella convinzione che qualcosa ne avrei ricavato, ma era una convinzione errata. O meglio, dipende. Tutto dipende.

Dice che la promozione viene prima del libro stesso. Lo so bene. Non me ne lamento, perché so quali sono le regole del gioco. Il problema è che io non sono bravo a giocare in questi termini.

Quindi che faccio? Ho tutto pronto, a parte il booktrailer, che comunque ho letto non essere mai un mezzo atto alla diffusione del libro.

Ma dipende sempre.
Tutto dipende.
Da che dipende?

Non c’è mai nulla di scontato quando si pubblica un libro. E se mai si avesse avuto successo con un titolo, questo non vuol dire che poi sarà così anche per quello successivo, e quello dopo ancora.

Ogni testo, per quanto dello stesso autore, è sempre una nuova storia editoriale. Può andare benissimo o andare malissimo, ma spesso non succede nulla e, quindi, sono un pochino terrorizzato di scoprire che tra il prima di pubblicare e il dopo, in effetti, non cambia nulla.

Kindle Unimited o no?

Dovrei pubblicare solo su Amazon? 90 giorni senza poterlo mettere da nessun’altra parte sono tanti, e dopo 90 giorni il titolo poi è invecchiato.

Eppure dipende. Dipende da quali mezzi si usano per promuoverlo, dipende dalla trama, dalla copertina, dal titolo, dalla simpatia dell’autore, dal numero di seguaci sulle varie reti sociali, dipende dagli algoritmi di scoperta dei bookstore, da quelli delle reti sociali.

Oggi un libro non è più solo un libro. È un prodotto, al pari di un pezzo di formaggio, di un vino, di un film, di una automobile e di un cellulare nuovo, ma è meno interessante di un pezzo di formaggio, di un vino, di un film, di una automobile e di un cellulare nuovo, mi dicono dalla regia.

Il titolo? Vediamo, con le iniziali delle lettere si compone la parola PTCS. Secondo voi qual è?

Mumble, mumble, pubblico ovunque o solo su Amazon? Siete propensi a pagare un abbonamento per avere il Kindle Unlimited? Che so essere gratuito per i primi 30 giorni, tra l’altro, a volte. Non sono molto sicuro. In realtà il libro già è uscito, ma mi riservo di preparare un decente articolo, possibilmente il booktrailer (non che sia necessario), ma il quesito forte è: KDP Select o no?

Ispirazione chiama ispirazione

Photo by Caroline Mourer from Pexels

Tempo fa ero alla ricerca della copertina perfetta per l’ottavo volume della serie “Le parole confondono”. Ho prima trovato le immagini che possibilmente potessero servirmi e poi ho proceduto con un solo mese di abbonamento per poter comprare delle immagini a un prezzo molto basso.

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Il tempo non inverte mai la rotta

Photo by Zülfü Demir📸

Il tempo vola, mentre ci si trova imbrigliati in qualcosa che precipita sempre di più e da cui non abbiamo una possibilità concreta di uscirne fuori se non facendo una valigia in fretta e furia e prenotando, a seguire, il primo volo per un paese estero, come si vede nei film, nelle serie televisive, ma, per l’appunto, solo nelle storie di finzione accade un fatto del genere. Di solito è così che iniziano storie avvincenti, o presunte tali, in media res.

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“Il caso Breitner” di Francesco Zampa

“Il caso Breitner” di Francesco Zampa

In questo periodo ho letto “Il caso Breitener” di Francesco Zampa.

Di questo autore ho letto anche altri testi ed ho curato la realizzazione di alcuni suoi e-book. La realizzazione del cartaceo è davvero perfetta, a iniziare dall’immagine di copertina, dalla disposizione del nome autore e del titolo, dal font usato. Anche l’interno è ben fatto. Non ci sono numeri di pagina su pagine dove non ci devono essere, come ho notato per altri autori, invece.

Ma la cosa non si ferma alla realizzazione del libro. Mi è piaciuta molto la storia e il modo in cui l’autore la porta avanti dalla prima all’ultima parola. Complimenti a questo bravo autore.

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Libri in offerta nello store Kobo Libri: febbraio 2026

La serie
La serie di romanzi “Le parole confondono”

In questo mese di febbraio ho 5 titoli in e-book in offerta al 50% nello store Kobo, e di conseguenza su IBS e LaFeltrinelli, fino al giorno 20 febbraio. Per chi ha un abbonamento Kobo Plus, informo che tutto il mio catalogo è usufruibile gratuitamente tramite detto abbonamento.

Vediamo quali sono i titoli in offerta.

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La malattia degli scrittori

Photo by نوو٢٨👁️

La malattia di noi scrittori è il continuo stare lì a scrivere e riscrivere un testo e, in particolare la mia, verificare i dettagli, le frasi, le scene. Inizi a osservare il disegno globale del testo, le scene le guardi e riguardi al rallentatore, in testa sai subito che manca qualcosa, che serve una qualcosa che al momento sfugge. Ci pensi, ci ripensi e sistemi.

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Il nuovo romanzo è pronto

Photo by Negative Space

Dopo 28 mesi e 4 giorni ho concluso l’ottavo volume della serie “Le parole confondono”. Il romanzo si può leggere senza problemi come storia a sé stante ignorando i sette volumi precedenti. Certo, chi li ha letti riuscirà ad apprezzare meglio tutti gli eventi.

Stavolta credo che la storia sia proprio giunta alla conclusione. L’ultima scena è datata dicembre del 2019. Un anno esatto dopo gli eventi del settimo volume.

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Caro anno ti scrivo

Sunset on the sea
Image by Adam Clark

Quest’anno oramai è andato. Il tempo passa, non si ferma. Siamo noi che dovremmo riflettere su come impiegarlo meglio, eppure non facciamo sempre quello che è meglio per noi stessi. Viviamo in una società in cui i condizionamenti sono sempre presenti e forti. Rischiamo di essere emarginati se non ci orientiamo al pensiero comune, ma anche quando pensiamo tutti nello stesso modo finiamo per emarginarci, appiattendoci e rendendo inutile la nostra esistenza.

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Smetti di pensare, di parlare e di scrivere, dannazione!

Photo by Osmany Mederos. Image Free to use.

In questi giorni, io che non guardo più la tivù da anni, mi sono ritrovato a casa di amici a cena e c’era la tivù accesa. Trasmissioni da salotti pubblici con vari dibatti politici in cui si esprime la volontà di impedire a tutti di manifestare perché dice che oramai non esiste manifestante non violento. Gente che si accapigliava alzando la voce perché: “lei non capisce un cazzo”, “lei dà ragione a chi viola la legge”, “lei è un terrorista se la pensa così”. Uno che parlava sulla voce dell’altro.

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Dati personali? Un tanto al chilo.

Photo by Wendelin Jacober

Certo, dire che oramai internet è diventato un pessimo posto dove passare il tempo, se ci teniamo alla privacy, alla nostra riservatezza, mi pare una frase di una banalità sconcertante. Però più avanti si va e più è concretamente vero.

E non parlo solo di Meta coi suoi cari Facebook, Instagram e WhatsApp, o di Microsoft a tutto spiano, oppure dell’ex-Twitter, ci sono tanti e tanti siti internet di testate giornalistiche (e non) che sono pieni zeppi di pubblicità pullulante di cookie nascosti per carpire informazioni relative alla nostra navigazione, alle ricerche che facciamo in rete, quali prodotti guardavamo su Amazon tre secondi prima, quali libri ci interessavano, ecc ecc…

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