
In questi giorni, io che non guardo più la tivù da anni, mi sono ritrovato a casa di amici a cena e c’era la tivù accesa. Trasmissioni da salotti pubblici con vari dibatti politici in cui si esprime la volontà di impedire a tutti di manifestare perché dice che oramai non esiste manifestante non violento. Gente che si accapigliava alzando la voce perché: “lei non capisce un cazzo”, “lei dà ragione a chi viola la legge”, “lei è un terrorista se la pensa così”. Uno che parlava sulla voce dell’altro.
Questa che io chiamo gente è rappresentata da una certa categoria di “giornalisti”. Non tutti. Giornalisti per modo di dire, che poi sono sempre di più a fare giornalismo in questi termini. Gente che pensa di avere sempre la verità in tasca (tanto è vero che anche il nome dei quotidiani riflette la cosa) e chi non la pensa come loro è meglio toglierlo di mezzo. Ancora una volta non abbiamo/hanno imparato nulla da tutta la faccenda Covid: “lei è un novax”, “lei è un sìvax”. Oggi la questione è: “lei è un propal, quindi un terrorista”, “ma lei è propal o non propal?”, “Lei è un terrorista?”, “Lei sta coi terroristi?”, “I palestinesti sono tutti terroristi, lo sanno tutti”.
Cioè, se non ti riconosci in una etichetta non esisti, non sei nessuno. O contro o a favore. Non è possibile che tu abbia un’idea del tutto diversa da chi ignora le stragi di bambini sulla Striscia di Gaza o da chi pensa che azioni di violenza possano portare all’attenzione il problema. O sei contro, e quindi sei nel giusto per modo di dire, e te ne freghi delle morti degli innocenti, oppure tu sei a favore della violenza e dei terroristi e quindi sei anche tu un terrorista propal. E chi è contrario a tutti e due? Non esiste, in quanto non etichettabile.
Ieri era novax e sìvax, oggi è sìpropal e nopropal, domani è “sì-pro-qualunque-cosa” e “no-pro-qualunque-cosa”. Non cambia nulla. Serve sempre un’etichetta, una verità assoluta che non è la tua, perché sei un violento terrorista e assassino. Ci vuole un attimo a far chiudere il becco a chiunque, a fare trasmissioni faziose, confuse che vanno del tutto fuori tema. Diciamo che è una caratteristica ben nota di una data parte di “giornalai” italici.
E per “giornalaio” io non intendo il giornalaio, ovvero quello che vende quotidiani e mensili. Tra l’altro ho una grande stima e rispetto di chi ha ancora un’edicola nel dicembre 2025, perché è dura. Nessuno legge più nulla. Io ci compro fumetti e l’edizione mensile di SpeakUp, ed è bellissimo. Ho troppo rispetto per queste persone che stanno ore e ore per strada tra vento, freddo, acqua, caldo torrido per cercare di portare informazione e cultura. Tantissime edicole hanno chiuso. E tante stanno chiudendo mentre scrivo.
Insomma, non si può esprimere la propria opinione personale più in alcun modo senza subire attacchi, se non sei un fan del famoso “mainstream”. Perché se non sei un loro fan, sei una persona pericolosa. Che poi sono i temi del mio romanzo di fantascienza ironico e tagliente in una salsa futuristica in un thriller internazionale di spionaggio. Che tanto fantascienza non è, mi rendo conto. Ogni giorno vedo i temi che tratto in diretta nazionale sulla tivù.
Non che mi interessi dirvi come la penso. Vi dico solo che piango per i bambini palestinesi. Povere anime di Dio, come anche per quelli Ucraini. Manco se ne parla più. Forse 2 giornali su 15.
Non vedo alcuna vera soluzione da nessuna parte, anche perché decidono gli americani le sorti del mondo, dopo i loro affari, e per il momento non vogliono litigare coi loro amici di merenda, perché poi anche una lite è pericolosa, oltre al fatto che hanno degli accordi non chiari, la lite implica sempre il potenziale uso di ordigni nucleari e buonanotte al mondo.
Quindi si deve ignorare. Le guerre nel mondo non sono poche. Che la gente smetta di perdere i sensi di continuo è oramai una pia speranza. L’altro giorno due anziani si prendevano a ombrellate nel supermercato. Non è anche questa violenza? Loro erano propal o nopropal erano novax o sìvax?
E il vicino con lo stereo a tutto volume che tremano le pareti di casa tua?
E il tizio che ti urla di toglierti dal (bip!) mentre sei sul marciappiede e lui è dietro che vuole passare sul motorino?
O stai attraversando le striscie pedonali e le auto accelerano per farti spaventare, ergo passare loro e tu devi aspettare i loro comodi?
Non sono guerre quotidiane? Hanno tutti perso la ragione, motivo per cui io penso che a un certo punto uno deve farsi i (bip!) propri se vuole continuare a vivere in modo più o meno tranquillo, ma non vivi in modo tranquillo nemmeno se ti curi solo dei fatti tuoi. Nel 2025, quasi 2026, la gente è invadente, folle, agitata, vede le cose solo nere o bianche o, peggio, non vede nulla e parte a raffica contro di te se le dai fastidio ricordando loro le regole di civile convivenza del pianeta Terra.
Processi che si riaprono dopo 20 anni e saltano fuori prove. Da dove? Boh. E si paventa l’innocenza di un condannato che poi sempre in trasmissioni televisive tutti hanno condannato prima ancora della sentenza di condanna del giudice che forse però, nel 2025, si pensa essere innocente ed essere stato condannato al posto del vero responsabile dell’omicidio.
Basta pensare, parlare e scrivere, dannazione!
Le proprie idee uno non deve nemmeno venirle a scrivere sul blog, che avevo interrotto di curare per l’ormai pazzesco attacco delle IA generative. Un giorno WordPress mi dice: “Stai andando alla grande, ci sono tantissime visite al tuo blog!”. Prima delle IA saltavo dalla sedia contento, oggi no. Vado a controllare le statistiche e vedo accesso a tutti gli articoli del blog. Tutti! E da indirizzi americani, ergo Meta, Google, OpenAI ecc stanno prelevando i miei articoli per insegnare alle loro IA generative a scrivere come scrive il sottoscritto. Ho anche pensato, a questo punto, di cancellarlo proprio il blog. Tanto, voglio dire, chi lo noterebbe?
Non puoi esprimerti su argomenti che hai a cuore, nessuno si legge articoli così lunghi, a parte i bot delle IA, e tempo non ne hai proprio più, sei molto giù di morale per tante cose, forse forse…
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