NaNoWrimo 2018: 50’506 parole!

E anche quest’anno ho vinto il NaNoWriMo.

Ricordo per chi si chiedesse cos’è il NaNoWriMo che si tratta di una sfida che si svolge durante il mese di novembre di ogni anno. I partecipanti hanno 30 giorni di tempo per scrivere 50’000 parole che a tutti gli effetti sono la dimensione minima per definire un testo “romanzo”; lasciate perdere infatti ciò che l’editoria consegna come romanzo a volte anche per testi di appena 10’000 parole.

Continue reading “NaNoWrimo 2018: 50’506 parole!”

Annunci

la giusta ambientazione di una storia

Photo available on Pixabay with license CC0.

Ho visitato spesso certi luoghi, di alcuni mi sono così innamorato che ci sono tornato spesso.

L’ambientazione di un romanzo a volte è importante. Accade, invece, che spesso sia una delle cose che più si trascura. Ci si concentra solo sulla trama e si pensa: “Tanto il lettore si farà una sua idea del luogo”.

Può andar bene in un senso o nell’altro, però, ignorando l’ambientazione, una storia è ambientata da nessuna parte e ovunque e, quindi, il testo non si caratterizza in tal senso. In questo caso credo non servirebbe nemmeno dire i personaggi dove vivono o camminano: Napoli, Milano, Roma, Praga, Parigi, Londra, oppure lungomare o strada interna, o piazza. È uguale. Certo, resta sempre una scelta personale.

Continue reading “la giusta ambientazione di una storia”

#NaNoWriMo2017 e tempo di scrittura

Immagine rilasciata con licenza Creative Commons Zero (CC0) da Dreamstime

Come ho annunciato in precedenza, quest’anno partecipo al NaNoWriMo.

Cos’è il NaNoWriMo? Partiamo dal significato del termine. È un acronimo e sta per: National Novel Writing Month, ovvero potremmo tradurlo in “Mese di Scrittura di un Romanzo Nazionale” (se fosse una sorta di acronimo italiano: MeScRoNa), ovvero dall’1 al 30 novembre un partecipante in qualsiasi parte del mondo si trovi deve scrivere 50’000 parole (non battute, ma parole) per mettere insieme una storia che si configuri come romanzo.

Per fortuna che non lo organizzano in Italia, altrimenti il mese sarebbe stato composto di sole 4 settimane.

Come procede?

Continue reading “#NaNoWriMo2017 e tempo di scrittura”

Scelte stilistiche e il verbo “dire”

questionmarks

È da un po’ di tempo che ho iniziato a odiare il verbo dire nei dialoghi. Lo ritengo superfluo, insieme al verbo domandare e rispondere. Un po’ abusati. Ogni volta che noto che riporto una battuta di dialogo con i tre verbi vado a cancellarli.

«Ti amo, lo sai» disse.
«Davvero?» domandò.
«Sì» disse.
«Sicuro?» chiese.
«Certo» rispose.

Continue reading “Scelte stilistiche e il verbo “dire””

scrivere per uno specifico lettore

cosas, marcapáginas, libros, juguetes

(CC) Manuel. Nessuna modifica fatta all’immagine. Licenza CC 2.0.

Se vi è capitato di partecipare o di leggere delle lezioni di scrittura creativa, vi sarete resi conto che spesso si parla di un fantomatico lettore ideale. Ciascun scrittore pare avere in mente un lettore specifico per cui scrive.

Onestamente non saprei. Forse è una cosa che riconoscono gli altri, ma, per esempio, io che scrivo non penso: “Ah, ecco, oggi scrivo per questo tipo di lettore”. È probabile che lo faccia senza nemmeno rendermene conto?

Se prendo in mano un libro di Stephen King nemmeno riesco a immaginare lui per chi scriva. Scrive storie e le storie sono per tutti. Non so se King il suo lettore ideale ce lo abbia in mente. Una storia ben scritta secondo me è per tutti quelli che leggono bene (non è un’arte semplice) e che leggono molto.

Continue reading “scrivere per uno specifico lettore”

less is more? sempre?

Da che parte stare

(CC) Donato Accogli: nessuna modifica fatta all’immagine: licenza

Gli autori inglesi spesso dicono che “less is more”, ovvero che “il meno è meglio” e lo dicono in riferimento a un testo narrativo. Un po’ come dire: “bando alle ciance veniamo ai fatti”. Ovvero, in una storia devi scrivere l’essenziale, perché ogni elemento che è in più dà fastidio, rallenta, distrae, crea uno strato di grasso.

E quindi, niete frasi troppo ampollose, ma anche nientre frasi fatte. Perché usare frasi fatte sentite e risentite se risolvo con una sola parola? Che possa essere un verbo o un aggettivo. E proprio in merito agli aggettivi basta usarne uno solo invece di eccedere.

Continue reading “less is more? sempre?”

l’editing… chi era costui?

EDIT>
(CC) Matt Hampel / Flickr

L’editing è quel processo che prende un testo iniziale e lo trasforma in meglio.

Sembra un concetto semplice, no? Cosa ci sarà mai di tanto difficile nel migliorare un testo?

Be’, in effetti pare proprio facile, ma non lo è. Dipende da come ci si pone nei confronti di una storia e della forma in cui viene presentata, inoltre, esistono diversi livelli di editing. Si può partire da un testo già ben scritto, privo di errori di grammatica, di errori grossolani come il cambio di colore dei capelli di uno dei personaggi, refusi.

Continue reading “l’editing… chi era costui?”