Questa editoria sgrammaticata!

(C) whiterussian at Morguefile

A volte prendo delle “capate”, ovvero vado in corto circuito su delle cose.

Stamattina ho beccato gli editori sgrammaticati. Di cosa parlo?

Spesso mi sono lamentato che nei testi di chi si pubblica da solo si confonde la «E’» con la «È». Che è un errore gravissimo. Spesso scrivono:

«E’ stato…», «E’ però…», ecc… Ma qualcuno sa che la «È» è terza persona del presente indicativo del verbo essere? E di certo «E’» non è la terza persona del presente indicativo del verbo essere.

Continue reading “Questa editoria sgrammaticata!”

Annunci

Raccolte complete di classici in ebook: aiutoooooo!!!

(CC) Lauren Coleman from Flickr with Creative Commons license. No modification made to the picture.

Da diverse settimane ho iniziato a leggere la raccolta completa di tutte le opere di Franz Kafka. Ho deciso di farlo in ebook, ma questa cosa mette un’ansia non da poco.

Probabilmente ho capito di aver fatto un errore a comprare una intera raccolta di romanzi e opere in ebook perché il Kindle mi dice che per leggere i 3 romanzi (America, Il castello e Il processo) e la raccolta di racconti, impiegherò più o meno 30 ore.

Continue reading “Raccolte complete di classici in ebook: aiutoooooo!!!”

Un Liebster estivo

Quando meno te l’aspetti, a pochi giorni dalla partenza estiva, ti arriva una nomina al Liebster Award! Se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un premio che viene dato ai blog dai suoi lettori e colleghi blogger, per sostenerlo e segnalarlo a nuovi lettori.

Le regole delle nomination sono:

  1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste.
  2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che ritenete meritevoli.
  3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei “vincitori”.
  4. Proporre a vostra volta undici domande.

Ringrazio Barbara Businaro di Webnauta che mi ha nominato e vado subito a rispondere alle sue undici domande.

Le mie 11 risposte

Continue reading “Un Liebster estivo”

14 motivi per leggere i miei testi

(C) Giovanni Venturi

Ecco, dopo l’azzardatissimo articolo in cui sconsigliavo le mie letture per ben 14 motivi, veniamo all’effetto contrario. Perché leggermi.

Motivo numero uno.
Non mi ha pubblicato un grande editore e non ho pagato un editore per pubblicare, ma sono diventato io stesso editore. Molti di voi non hanno idea di cosa sia il selfpublishing, immagino, ma è una cosa buona che permette un’autonomia tale da, in alcuni casi, superare barriere imposte dall’editoria riguardo le storie e la qualità. Una storia che non vende viene scartata. Non si guarda più al fatto che sia o meno una buona storia, ma solo al: si vende? non si vende? Per poi ritrovarsi librerie invase da storie che si venderanno anche tanto, ma di cui si poteva fare anche a meno.

Col selfpublishing si producono a volte belle storie e si confezionano (impaginazione, indice, ecc…) ottimi eBook con bei titoli e belle copertine. I miei come sono? Come sono le mie storie? Be’, potete leggere le recensioni che i lettori mi hanno lasciato principalmente su Amazon. Sembrano tutte davvero buone. Continue reading “14 motivi per leggere i miei testi”

14 motivi per non leggere i miei testi

I miei libri o 2-3 chili di arance?

Riprendo il tema di un articolo di Maria Teresa Steri. Perché spesso mi sono detto: “dovrei spiegare a tutti perché tenersi lontani dai miei testi”.

Spesso si dice: “ci diresti perché uno deve scegliere il tuo testo invece di quello di un altro autore? Cosa ha di speciale il tuo testo?”.

A volte ho pensato ancora di più, ovvero, di scrivermi delle recensioni negative da solo di chi poteva non aver capito nulla di quello che leggeva. E magari mi sarei divertito, ma questa cosa, insomma, ancora mi fa un po’ impressione. Andrebbe gestita per bene e potrebbe anche essere divertente. Magari lo farò.

Sì, ma perché non dovreste leggere i miei testi? Continue reading “14 motivi per non leggere i miei testi”

Tutti parlano dello Strega, ma nessuno legge?

(c) Sergio Pani / Flickr

Sono noti i finalisti, e quindi il vincitore, del premio Strega e tutti ne parlano male, ovviamente. A nessuno piacciono gli autori, tutti se ne lamentano, ma tutti li leggeranno, fidatevi.

Siamo nel 2017. Un premio letterario è ancora in grado di stabilire chi è un bravo autore? Secondo me no. Si sta solo perdendo tempo, ma, d’altra parte, ognuno è libero di perdere il tempo nel modo che ritiene più consono, sia ben chiaro. Chi sono io per dire che un premio letterario non serve a nulla?

Continue reading “Tutti parlano dello Strega, ma nessuno legge?”

Pensieri sciolti in libera circolazione

(C) Giovanni Venturi – All rights reserved

Quando arriva l’estate tutto si amplifica. Non c’è più pace, diventa sempre più complicato evitare di pensare. Pensare? Sì, ma a cosa? Tutto ciò che ci circonda lancia messaggi continui, contraddittori, a volte pensi di essere migliore, ma poi migliore in cosa? Ha tanto senso quando tutto intorno va in rovina e va a rotoli? Migliore se si è disposti ad andare fino in fondo, ad ascoltarsi, a riconoscere quella voce che si soffoca e che si sta lasciando morire. Il migliore è quello che va avanti e abbandona ciò che lo fa stare male. Il migliore non è quello che fosse pure con una recensione di un libro sembra che abbia scoperto il mondo antico sotto casa e che nessuno ne sia capace, di scoprire il mondo antico sotto casa. So che a volte nelle mie recensioni sembra quasi che io abbia scoperto l’oro nel fiume, altre volte mi imbatto in pessime letture, altre volte mi sento così confuso in questo oceano di parole che un po’ di nausea per la lettura mi viene. Autori che non sanno scrivere, altri che sanno scrivere meglio di chi viene pubblicato, chi viene pubblicato e poi non riceve un degno editing, chi viene pubblicato e pubblica solo roba che magari quaranta anni fa sarebbe stata buttata nel cesso e mai e poi mai e poi mai sarebbe arrivata alle stampe. Oggi c’è una tale ordine di caos e di imprevedibilità da brividi. E non solo in campo di letture, ma in ogni attività umana. Nel lavoro, negli affetti, nelle amicizie. Pensi di essere amico di qualcuno e, in realtà, scopri che c’è un usarsi, magari asimmetrico.

Continue reading “Pensieri sciolti in libera circolazione”