la scrittura è un processo non naturale

Image from Picmelon.com freely available here and distributed with CC0 Public Domain license.
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Benché se ne possa pensare, la scrittura è un processo non naturale.

Quando si ascolta il ritornello di una canzone basta poco perché ti arrivi in testa e non se ne vada più. In un attimo ti ritrovi questa sequenza di parole e note che ti frullano in testa, le canti sotto voce. La musica è una cosa che è un processo naturale. Le note naturali sono appena 7, quindi è semplice combinarle insieme. Le parole, invece, sono centinaia di migliaia.

Quando ero a scuola e dovevo imparare a memoria una poesia, era una botta in fronte di quelle tremende. Il “5 maggio”, le poesie di Natale, di Pasqua. Mamma, che disastro!

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La felicità è un concetto molto molto relativo

In genere quando si avvicinano le prossimità delle feste, ma anche due mesi prima, pensi: “Vorrei stare con la mia famiglia e festeggiare fuori dal ghetto”.

Non mi piace andare in ristoranti, non mi piace farlo nei giorni in cui si muove tutto il mondo. Non mi piace perché si paga tanto e si mangia malissimo, c’è un caos, bambini che urlano, una volta capitò anche un piano bar invadentissimo.

Avevo proposto Roma. Sapevo bene che Londra non era fattibile per tutta una serie di motivi, ma anche perché i voli aerei sono eccessivamente costosi in quei giorni. Anche per me non era possibile. L’ideale sarebbe per inizio maggio, ma già sono/siamo in ritardo. L’aereo aumenta a colpi di 10 euro al giorno… Maledetti prezzi.

Allora mi sono detto: Roma?

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I pancake di Mamma Far And Away

(C) Giovanni Venturi
(C) Giovanni Venturi

Da quando ho scoperto la passione per Londra ho iniziato a seguire il blog di una mamma italiana che vive a Londra. Mamma Far And Away, come ha chiamato il suo blog una donna che dà uno scorcio della sua vita quotidiana a Londra. Un blog interessante.

Il 28 febbraio, l’ultimo giorno di carnevale a Londra cade il Pancake Day. A Londra non festeggiano il carnevale, ma in questa occasione fanno questo dolce che ho mangiato a sbafo a capodanno dell’anno scorso a Leicester Square, la mia Leceister Square. Gustato mentre andavo in giro per queste bancarelle natalizie con il freddo che mi dava modo di respirare in maniera pulita e di farmi sentire l’inverno, cosa che non succede a casa mia.

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Habemus Newsletter

(C) Giovanni Venturi - All right reserved
(C) Giovanni Venturi – All right reserved

Ecco, finalmente, bene o male, ho finalmente messo su la newsletter.

Cos’è una newsletter? Un servizio a cui dai la tua email e riceverai qualche messaggio durante l’anno. La mia newsletter ti segnalerà mie nuove eventuali uscite, booktrailer, qualche articolo del blog. Tutto condensato in un messaggio mensile, forse addirittura molto più sporadico. Non mi interessa bombardare le caselle di posta elettronica di nessuno, inoltre non mi interessa mandarvi messaggi privati di alcun tipo che esulino da quanto detto.

Ho usato il servizio di tinyletter. L’ho personalizzato quanto più mi è riuscito. Alcuni messaggi restano in inglese, ma non sono di difficile comprensione.

Anche perché il processo è semplice.

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I dettagli e le emozioni dentro un’immagine

(C) Giovanni Venturi
(C) Giovanni Venturi

Non so se lo sapete, ma adoro fare fotografie. Sono un artista, esprimo il mio estro anche attraverso la fotografia, la musica e i video. Adoro fare booktrailer. Sto cercando di specializzarmi. Mi rilassa.

Dalle mie foto evito di farci rientrare persone per un fatto di privacy e perché di ogni foto che faccio voglio immortalare un aspetto particolare di un ambiente senza persone. In alcuni momenti è difficile fare in modo che ciò che vuoi fotografare non abbia la presenza di soggetti fermi o in movimento che disturbano.

Vedo un paesaggio, il tempo di prendere la macchina fotografica e puntualmente ti si piazza qualcuno davanti che si ferma e a gruppi iniziano interi book fotografici di autoscatti con i cellulari. Che fine faranno tutte ste foto? Inonderanno i social network, ovvio. Milioni di foto arrivano su Instagram, Facebook e Twitter ogni giorno. Migliaia di aste si elevano al cielo per altrettanto numero di autoscatti per ogni occasione.

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#imieiprimipensieri – pensieri di notte

(C) whiterussian at Morguefile
(C) whiterussian at Morguefile

Oggi pubblico un articolo scritto di getto, una sfida proposta ad alcuni blogger da Chiara Solerio. Di che cosa si tratta? Scrivere di getto un articolo, per vedere l’effetto che fa. Il post che lancia la sfida lo troverai: qui.

Solitamente, quando scrivo un testo devo tornarci su un po’ di volte. Come ho spesso detto, la mia scrittura è come una statua ricolma di fango e la riscrittura è come un getto d’acqua che butta via il fango e tira fuori un oggetto più degno di essere almeno fissato.

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“bilancio” di fine anno

LeParoleConfondonoCerteIncertezze

Il bilancio di fine anno non mi ha portato a un riscontro felice di un passato anno, per almeno un unico e semplice motivo. Di un solo libro pubblicato  se ne è sentito parlare per nulla e lo si è letto ancora meno.

Credo che sia stato uno dei miei migliori libri che abbia scritto da quando ho intrapreso la mia avventura da autoeditore.

Certe incertezze è una storia cruda, complessa, intensa, ricca di spunti e di riscontri su quello che è l’interessante personaggio di Francesco Sacco nella sua vita da adolescente incazzato col mondo e da adulto che controlla le proprie emozioni spingendole verso sentieri pericolosi. Molti personaggi si sono affacciati nella sua vita, rendendo fitto il legame di Francesco con ciascuno di loro e mentre lo scrivevo e parlavo di un certo personaggio ho iniziato a farmi venire in mente scene di un seguito ancor prima di averlo concluso. E quel seguito è anche stato concluso e archiviato, nel senso che mi resta solo da mettere mano al file, ma la storia è tutta decisa in molti dettagli. Climax e finale inclusi.

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