Il problema è la bicicletta

Foto di Daria Shevtsova da Pexels

Ci riflettevo in questi giorni. Credo che il mio problema, quello sulle incertezze, sul non avere un equilibrio solido, una presenza, una imponente forza d’animo, una pazienza che è forte, ma a volte vacilla del tutto, è legato alla bicicletta.

Da piccoli i nostri genitori, di solito i papà, ci comprano una piccola bicicletta e ci insegnano a portarla, o ci mettono in condizioni di imparare. Poi cresciamo e prendiamo una bici più grande e continuiamo a pedalare.

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Perché si… scrive, legge, si fanno cose

Photo by Skitterphoto from Pexels

Perché si scrive, perché si scrive, perché si scrive.
Mah, perché se ne ha voglia.

Perché si legge.
Mah, perché se ne ha voglia.

Perché si fa una torta al cioccolato.
Mah, perché se ne ha voglia.

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Pensieri e scelte

Photo by Roberto Nickson from Pexels.

A volte penso che scegliere vuol dire arrivare in fondo a una strada, davanti a un bivio, preparati.

Se prendo la strada A, farò cavolate, se prendo la strada B migliorerà tutto, forse non sarà affatto rosa e fiori, ma poi si vedranno cose più belle.

Spesso non è così ovvio. Si può avere una vaga idea e arrivare spesso a quel bivio senza sapersi muovere nonostante si possano immaginare bene quali siano le conseguenze delle scelte, almeno in apparenza, poi se tutto cambia appena dopo aver aperto la porta scelta, allora sarà ancora più figo e magari normale.

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Correva l’anno 2020, ecco il 2021

Foto di The Lazy Artist Gallery da Pexels.

Correva nel senso che ora il 2020 non c’è più. Ma il senso di passare da un anno all’altro è naturalmente una convenzione. Si deve pensare di chiudere un libro e aprirne un altro. In realtà lo si può fare in qualsiasi momento, anche ogni sei mesi si potrebbe concludere il proprio “anno”.

In base a delle autovalutazioni si dovrebbe capire cosa si è fatto, cosa non si è fatto, cosa resta da fare e cosa si riuscirà davvero a fare. Centinaia di guru scrivono centinaia di articoli su quello che hanno fatto di positivo e cosa faranno di positivo, eccetera, eccetera. Non è che uno deve piangersi addosso, è chiaro, ma dovrebbe considerare i limiti e la realtà. La propria realtà sociale, la propria realtà economica e la nazione a cui appartiene, per certi progetti, ovviamente non per ogni cosa. Ma, soprattutto, tante persone sanno cosa faranno in questo anno e importa a così tanti altri dei loro piani?

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Gli italiani, bella gente

Photo by Paula Schmidt from Pexels

Purtroppo da marzo a questa parte sono stato costretto nel bene e nel male, a cena, a sorbirmi decine e decine di trasmissioni e dibattiti politici. Alla fine sono state pseudo trasmissioni e pseudo dibattiti politici.

Per due motivi. Il primo è che davvero ci hanno stancato. Si mettono su trasmissioni di un’ora per sentire sempre la stessa cantilena, ovvero si parla di quello che secondo qualcuno potrebbe o non potrebbe succedere rispetto a quello che qualcun altro potrebbe fare o dire, ovvero si parla del nulla.

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È sempre una questione di fiducia

Photo by Karolina Grabowska from Pexels.

Nella vita tutto è sempre una questione di fiducia.

Conferire fiducia a un autore e leggere tutte le cose che pubblicherà e, allo stesso modo, togliergli quella fiducia dopo un certo tempo e non comprare più niente di suo, se si vede ledere detto rapporto, è sempre questione di poco.

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Social network e pensiero di massa

Photo by Lex Photography from Pexels

Chi di noi non ha un account su un social network? Alcuni social network sono insidiosi, vendono i nostri dati personali, tracciano le nostre ricerche sul web, sono fastidiosi, andrebbero cancellati. Tenerli su uno smartphone Android diventa abbastanza pericoloso: ci sono stati casi in cui le app Facebook hanno chiesto accesso al telefono e alla rubrica dello stesso per diventare veri e propri spyware.

Ho smesso di usare Facebook (e app correlate) da un po’, rimosso da ogni dispositivo smart, ma non posso fare a meno di affacciarmici ogni tanto. Mi voglio costringere a non farlo più.

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Quali sono i libri che tutti stanno leggendo?

Foto di Ricardo Esquivel da Pexels.

Quali sono i libri che tutti stanno leggendo?” è l’oggetto dell’email ricevuta da una catena libraria dove acquistavo libri prima dell’avvento di Amazon, e che ho abbandonato in favore di Google Play Libri.

Quali sono i libri che tutti stanno leggendo? A me non può importare più di tanto e, soprattutto, non mi va di leggere i libri che leggono tutti. Io voglio leggere i libri che sento vicini a me per un motivo o per un altro, per i temi e per il modo in cui raccontano le storie, per i personaggi a cui mi affeziono.

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Book Tag: 25 domande sui libri

Foto di Tuur Tisseghem da Pexels.

Qualche giorno fa sono stato nominato a partecipare a questa catena di sant’Antonio di domande sui libri.

Ricordo che un giorno, da bambino, mi arrivò a casa una busta piena di francobolli e che si diceva che potevo rimandare quei francolbolli ad almeno altre cinque persone che sapevo avrebbero apprezzato i francobolli e potevo tenerne qualcuno per me. Purtroppo non conoscevo persone che avrebbero apprezzato la cosa, a parte mio cugino da cui veniva la catena. A quel punto deve essersi interrotta la catena, almeno nel mio ramo. Continua a leggere “Book Tag: 25 domande sui libri”

Autori (in)dipendenti

Foto di Ghinzo da Pixabay

Gli autori indipendenti sono quegli autori che hanno deciso di fare a meno di una casa editrice, ma di investire su se stessi ricorrendo anche a professionisti del settore, laddove non si abbiano competenze per operare: editing, realizzazione copertina, marketing, creazione e-book professionale.

Indipendente vuol dire non iscritto ad alcun partito politico, autonomo, autosufficiente.

Un autore indipendente, in pratica, diventa un imprenditore che non ha più bisogno di chi gli riconosca e selezioni (perché piaciuto) il testo da pubblicare: romanzo, raccolta di racconti, saggio, raccolta poetica, ecc…

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