Book Tag: 25 domande sui libri

Foto di Tuur Tisseghem da Pexels.

Qualche giorno fa sono stato nominato a partecipare a questa catena di sant’Antonio di domande sui libri.

Ricordo che un giorno, da bambino, mi arrivò a casa una busta piena di francobolli e che si diceva che potevo rimandare quei francolbolli ad almeno altre cinque persone che sapevo avrebbero apprezzato i francobolli e potevo tenerne qualcuno per me. Purtroppo non conoscevo persone che avrebbero apprezzato la cosa, a parte mio cugino da cui veniva la catena. A quel punto deve essersi interrotta la catena, almeno nel mio ramo. Continua a leggere “Book Tag: 25 domande sui libri”

Autori (in)dipendenti

Foto di Ghinzo da Pixabay

Gli autori indipendenti sono quegli autori che hanno deciso di fare a meno di una casa editrice, ma di investire su se stessi ricorrendo anche a professionisti del settore, laddove non si abbiano competenze per operare: editing, realizzazione copertina, marketing, creazione e-book professionale.

Indipendente vuol dire non iscritto ad alcun partito politico, autonomo, autosufficiente.

Un autore indipendente, in pratica, diventa un imprenditore che non ha più bisogno di chi gli riconosca e selezioni (perché piaciuto) il testo da pubblicare: romanzo, raccolta di racconti, saggio, raccolta poetica, ecc…

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Gli (in)esperti

Foto di Daniel Zuflucht da Pixabay

Gli esperti. Oggi ci sono esperti per tutto, e ce ne sono sempre di più.

Esperti così esperti che per tirare su una azienda che perde cifre pazzesche ogni giorno chiedono cifre da esperti gravandone ancora di più sui bilanci che avrebbero dovuto migliorare. Pochi mesi di lavoro e non si è migliorato nulla, ma si smette di offrire il proprio servizio da esperto. Ma l’essere stato esperto, anche senza risultati, viene pagato milioni di euro.

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I concorsi letterari e… Amazon

Photo by Robin Stickel from Pexels

Nella mia visione, un concorso letterario è un’opportunità che permetterà di selezionare, da un insieme di testi di scrittori, qualcosa che abbia una storia valida che emoziona e che viene raccontata nel modo giusto da qualcuno che ha talento e che magari è un perfetto sconosciuto. Il concorso letterario gli darà un minimo di visibilità.

Darà visibilità alla sua bravura a prescindere dal fatto che il testo sia o meno vendibile a livello editoriale, anzi che sia vendibile o meno non dovrebbe importare a nessuno. Quale sarebbe il senso di premiare qualcosa di vendibile di un autore, magari, senza talento e che non ha idea di come si scrive, o di quale sia la grammatica, di quali parti si compone un testo narrativo, che non sa come si gestisce un dialogo o un personaggio? Perché, se non guardi queste cose cosa selezioni esattamente?

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La libertà, questa famosa sconosciuta libertà

Foto di Public Co da Pixabay

«My freedom ends where yours begins.»
«La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri.»
«La mia libertà finisce dove comincia la vostra».
O anche, come dice il cristianesimo: «Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te».

Il concetto si spiega da solo: rispetto e civiltà.

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Anche io aderisco a #IoRestoACasa

Tutti stanno offrendo libri gratis o a bassi prezzi. Offerte che in realtà sembrano prezzi anche non tanto offerta. Libri a 6-7-8 euro.

Ma i libri sono tanti, troppi, troppi gratis, troppi a 99 centesimi. Varrebbe la pena di lasciare perdere quasi. Troppe informazioni, troppa scelta confonde quasi, come confondono le parole.

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due parole per il 2020

Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay

Tempo fa dissi una blogger che due parole per il 2020 si potevano sempre dire. Sia a inizio gennaio che a marzo, e pure oltre, ovvero quando uno se la sente.

È un po’ di tempo che non scrivo articoli per il blog (tutti li chiamano post, ma a me il termine fa venire i brividi). L’anno scorso si è concluso in modo non specialissimo – mi sono persino perso i fuochi di capodanno di Londra – e il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi. Dicevo, mi sono perso i fuochi a Londra, ma non mi sono perso Londra, anche se mi sento perso io.

Londra è la mia droga. È una città che mi ammalia, non poco, ma tantissimo. In gran parte perché è del tutto diversa dalla jungla in cui vivo e anche se è un po’ caotica, lo riconosco anche io che a tratti è caotica, è pur sempre più normale di dove vivo oggi.

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