Salone del libro di Torino 2018: quello che nessuno sa

La Fiera della Vanità (Vanity Fair) – (c) Sergio Pani / Flickr

Molti sono entusiasti di queste grandi ammucchiate di libri fatte tra editori a cui accorrono lettori in massa. Banchetti pieni di libri. Ovviamente in Italia pochi leggono in e-book e molti comprano solo se il prezzo è molto molto stracciato o si rivolgono ai grandi editori dove la media è di 9,99 euro.

Quello che nessuno sa è che il “Salone del libro di Torino” è fallito. Hanno debiti, pare, per 3 milioni di euro, ma senza alcun problema si fa anche l’edizione del 2018. Qual è il problema? E voi lo sapevate?

Sto dando i numeri? Non direi.

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Netflix, streaming TV e l’Europa

Image by Prawny on Pixabay released with license CC0.

Cambia la musica Maestro!

Dal 1° aprile scorso su Netflix (e non è uno scherzo) è entrato in vigore:

REGOLAMENTO (UE) 2017/1128 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 14 giugno 2017

relativo alla portabilità transfrontaliera di servizi di contenuti online nel mercato interno

che può essere letto in modo integrale qui. Magari già lo sapevate tutti, ma io è una cosa a cui ho fatto caso durante il mio ultimo viaggio all’estero.

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editori con errori ortografici

Ubik su Amazon

A volte ho letto di fantascienza, mi riferisco ai libri del ciclo Aurora di Rita Carla Francesca Monticelli. Mi sono piaciuti. Altre volte ho avuto la pessima idea di imbattermi in orrori pubblicati da grandi editori, orrori da cui hanno tratto, a loro detta, serie televisive bellissime. Ho comprato i primi tre volumi della serie da cui hanno tratto la serie televisiva “The Expanse”, ma non ho mai finito di leggere il primo romanzo. Sono arrivato al 70%, ma non mi incuriosisce affatto sapere come prosegue.

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diario scrittorio: venerdì, 2 marzo 2018

È da un po’ che non parlo di cosa sto scrivendo, ma dice Marco Freccero che gli articoli del blog non devono parlare di scrittura se uno vuole trovare lettori. Ha ragione, ovvio, però i lettori di solito difficilmente frequentano blog e poi decidono di comprare il libro dell’autore del blog, inoltre, l’articolo di oggi è una ricorrenza, un compleanno.

Oggi sono due anni esatti che sono alle prese con il quarto volume della serie “Le parole confondono” (volume 1: “Le parole confondono“, volume 2: “Certe incertezze“, volume 3: “I motivi segreti dell’amore“).

Ecco, sì, ci vuole poco a capire che io, mentre sono alle prese con un romanzo, poi interrompo e ne inizio un altro, e poi ritorno su quello che stavo scrivendo alternandomi tra i due per un certo periodo. Scrivo un capitolo, lo rivedo, lo rivedo, lo rivedo, poi ne scrivo un altro e in tutte queste fasi continuo sul romanzo che stavo attualmente scrivendo. Un po’ come quando ci si deve mettere a tavola e nell’attesa che l’acqua della pentola bolla per buttare la pasta si inizia a tagliare il pane e lo si mangia, si spilucca un po’ d’uva se c’è, o si mangia altro pane, soprattutto se è ancora caldo e bello morbido.

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Musica, testo e contesto

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Un po’ di tempo prima dell’inizio del festival di San Remo vidi uno dei partecipanti presentare una canzone in una trasmissione. Tutti quelli che in studio avevano ascoltato quel brano erano rimasti colpiti dalle parole. Non fecero nessun accenno al ritmo della canzone e né tanto meno alla musica. Si parlava solo delle parole. Solo esclusivamente del testo. Non lo chiamarono nemmeno lirica. Era il “testo”.

Eppure non era una poesia o un brano di narrativa. In una canzone non si può prescindere dalla musica che accompagna il testo/lirica e dal ritmo della stessa.
Dire che in una canzone sono belle solo le parole sa di: “Che imbarazzo. Non so cosa dire”. Molte persone sono innamorate dei Pink Floyd, degli U2. A volte nemmeno capiamo il testi delle canzoni in inglese, ma ci troviamo a cantarle e a farci prendere dal ritmo.

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librerie, cartacei e lettura

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Sabato scorso sono stato in una libreria non indipendente. Cercavo un libro specifico oppure altri libri di Coe. Chiedo del primo libro e mi si dice: “Ah, no, non c’è, deve arrivare”. Non mi viene detto quando arriverà e se intendevo prenotarne una copia. Vengo lasciato con un interrogativo inevaso.

Mi aggiro per la libreria alla ricerca de “La famiglia Winshaw” e/o “Circolo chiuso” di Jonathan Coe. Considerando che avevo comprato, sempre di Jonathan Coe, “La banda dei brocchi” in e-book e avevo riscontrato la poca qualità dello stesso volevo capire se potevo tornare alle vecchie letture in cartaceo.

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Ma questo 2018 come andrà?

Immagine rilasciata con licenza Creative Commons Zero (CC0) da Dreamstime

Sembra quasi obbligatorio fare una specie di resoconto di fine anno/inizio anno. Non che ne abbia molta voglia, visto che dovrò dare conto di quanto i miei romanzi hanno avuto successo o meno e, in prospettiva, preparare l’anno editoriale 2018.

Successo. Cancelliamola questa parola successo.

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