“Cose più grandi di noi” di Giorgio Scianna

copertina del libro
“Cose più grandi di noi” di Giorgio Scianna

Giorgio Scianna è un autore che già ho incontrato precedentemente, ma che in questo libro non riesce a rendere il pathos e la tensione narrativa che si avvertiva in “Qualcosa c’inventeremo” e in “La regola dei pesci”.

La storia di “Cose più grandi di noi” si inserisce in quelli che sono stati i famosi anni di piombo con il terrorismo delle Brigate Rosse, che in questo libro restano in un sottofondo sfumato e sbiadito al punto che l’autore non riesce a mostrare in pieno il contesto, la storia di chi ha vissuto quel tempo e che, invece, non per il romanzo, già conosce e ricorda.

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“Ogni 44 giorni” e “Universo incompleto” di Stefano Castelvetri

“Ogni 44 giorni” di Stefano Castelvetri
“Universo incompleto” di Stefano Castelvetri

I due romanzi “Ogni 44 giorni” e “Universo incompleto” di Stefano Castelvetri li ho praticamente divorati, letti uno dei seguito all’altro. Fanno parte del primo e del secondo volume della serie “Storie di Binazzo”, che si compone di un terzo volume che dà il nome alla serie.

I primi due sono romanzi, mentre il terzo è una raccolta di racconti divisi in episodi, come in una mini serie televisiva.

Ogni 44 giorni:
Negli ultimi 500 anni, la Terra è stata sotto pericolo di distruzione per 8.23 volte l’anno. Ogni 44 giorni, circa. La minaccia di distruzione non ha sempre riguardato la Terra. A volte si è limitata alla popolazione umana. O parte della popolazione. E la minaccia non viene sempre dallo spazio. A volte arriva dal nostro stesso pianeta. A volte da altre dimensioni. A volte da altri continuum. A volte da un capriccio divino.
Ma non è così importante. L’importante è che, a fronte di un universo costantemente pericoloso, ci sia qualcuno in grado di affrontare 8.23 pericoli di distruzione l’anno. E, se possibile, salvare la Terra. O parte della popolazione.
Insomma, ci siamo capiti.
Quel qualcuno, per fortuna, c’è.

Universo incompleto:
Ma davvero? È proprio necessario premere quel pulsante?
È la domanda che si pone Alex Cattabrighi mentre affronta l’ennesima minaccia di distruzione della Terra.
Ma come è possibile, si chiede, che uno sparuto gruppo di agenti riesca sempre, sempre, ad avere la meglio di fronte a 8.23 pericoli di estinzione l’anno? È possibile che, alla faccia di ogni calcolo probabilistico, riescano a non fallire nemmeno una volta? Forse non è necessario difendersi? Forse non è necessario premere quel pulsante?
Alex, insieme ai suoi compagni, dovrà affrontare questi dubbi quando una richiesta di soccorso li spingerà a intromettersi in un conflitto dall’altra parte dell’universo.
E, con l’avverarsi di una profezia, i terrestri e i loro nuovi alleati dovranno cercare una soluzione, anche la più improbabile, per porre fine alla guerra e impedire l’ascesa di una razza aliena indistruttibile.

In queste storie si parla di una squadra speciale che affronta le minacce rivolte alla Terra, incluse quelle di alieni, ma non temete, anche se non avete mai letto di fantascienza, non dovete temere, non è fantascienza con alieni, mostri, navicelle spaziali, lotta tra il bene e il male come si vede nei film. Diciamo che sono quasi un pretesto per presentare l’universo dell’autore, un omaggio al genere.

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“Non vado di fretta” di Valeria Venturi

Immagine copertina: rilasciata con licenza CC0 da Silvia & Frank / pixel2013 e pubblicata sul sito Pixabay.com – URL originale immagine: https://pixabay.com/it/uomo-donna-controversia-riflessivo-2933984/

Due ragazzi si incontrano, si innamorano, ma fanno presto a scoprire l’amaro sapore del conflitto: l’attrazione si contrappone alla difficoltà di essere coppia, le affinità contrastano con le differenze.

Storia d’amore, ma anche un delicato romanzo di formazione in cui i due protagonisti procedono dai banchi di scuola alla maturità interrogandosi costantemente sul senso della vita, sul significato dell’amore e dell’amicizia, sull’importanza della libertà e della realizzazione personale.

Gianluca e Francesca non sono personaggi, ma persone che impariamo ben presto a conoscere, e che ci rammarichiamo di dover lasciare andare via, in un finale ricco di speranza.

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“Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo

“Così parlò Bellavsita” di Luciano De Crescenzo

Libro leggero e molto discorsivo come ci ha sempre abituato Luciano De Crescenzo. Parla di Napoli, una Napoli che sembra ritrovarsi chiusa sempre negli stessi problemi, problemi che però diventano particolarità, perché osservati da tutti i punti di vista senza spingersi a un giudizio unidirezionale. Già dagli anni ’70 la città soffriva di grandi drammi.

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“Nanà” di Émile Zola

“Nanà” di Émile Zola

Il romanzo è lungo, mostra la vita mondana quotidiana, le ricchezze, le povertà, i peccati terreni di Nanà, una ragazza sfuggita alla povertà e da cui cerca di tenersi lontana a tutti i costi.

La ragazza vive nello sfarzo, debutta in un teatro come attrice e riscuote un gran successo. Da quel momento in poi tutti gli uomini si innamorano di lei, restano incantati da questa ragazza che riesce a essere altruista ed egoista al tempo stesso.

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“L’oceano quando non ci sei: Storia di due fratelli e dell’estate che cambiò la loro vita” di Mark Lowery

“L’oceano quando non ci sei” di Mark Lowery

Ho letto “L’oceano quando non ci sei: Storia di due fratelli e dell’estate che cambiò la loro vita” di Mark Lowery in pochi giorni. Non si tratta di un romanzo, e nemmeno di una novella, ma di un lungo racconto di circa 36’000 parole, anche se l’editore lo presenterà come un romanzo.

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“Il Maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov

“Il Maestro e Margherita” di Mikhail Bulgakov

Prima di affrontare questo classico della letteratura, partivo un po’ prevenuto, credevo mi sarei perso in questo enorme numero di pagine, ma posso dire che “Il Maestro e Margherita” è un bel libro, molto particolare, che si lascia leggere fino all’ultima pagina. Affidarsi ad autori russi a volte diventa complicato, perché introducono personaggi uno dietro l’altro di cui a volte è molto difficile ricordare i nomi, ma questi scrittori dipanando una storia che viene resa interessante sin da subito, in particolare per questo testo, quando si racconta di Ponzio Pilato e del suo incontro con Gesù, uno dei miei capitoli preferiti. Ponzio Pilato non farà capolino solo in un capitolo iniziale, ma ci sarà anche dopo, quando si cerca di stabilire la sorte di Giuda, riportandoci di 2000 anni indietro nel tempo. Col fascino delle strade, delle storia dell’Impero Romano, tra leggenda e realtà su cui l’autore stesso si interroga.

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