riflessione sull’editoria di “La verità sul caso Harry Quebert”

(CC) Lauren Coleman from Flickr with Creative Commons license. No modification made to the picture.

Questa riflessione parte dalla recensione di “La verità sul caso Harry Quebert”, recensione divisa in due parti per motivi di spazio: parte uno, parte due.

Chi ha letto “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker? I primi capitoli li ho letti anche io. Mi sono fermato al 25% circa dell’e-book e poi ho deciso di lasciar perdere. E-book preso nell’offerta del giorno di Amazon. Ne avevo sentito parlare, avevo visto in libreria questo mega mattone che vendeva molto.

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NaNoWriMo 2017: fatto… e ora?

Ho vinto il #NaNoWriMo 2017. Il IV volume della serie “Le parole confondono” ora ha un po’ più di storia e di spessore a livello di personaggi. C’è anche un gatto tra coloro che si muovono nelle pagine. Certo, ha un ruolo minimale.

Un gatto ma per dire cosa?

Per mantenermi sul vago in questo articolo, ovvio. Anche perché non credo che frotte di lettori attendano con ansia i miei scritti. In effetti ho notato che tantissimi, una media di venti persone al giorno, sono più interessati a cosa sia il Kindle Unlimited di Amazon. Articolo che ho scritto un po’ di tempo fa.

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L’esperienza degli ebook gratuiti

Il giorno 12 novembre scorso tutti i miei romanzi su Apple iBookStore sono stati messi al prezzo di zero euro. In modo automatico, senza fare della cosa alcuna pubblicità, sullo store è iniziato il gran scaricamento. È partito con sole 3 copie il primo giorno e poi è salito a raffica raggiungendo anche picchi di 55 copie al giorno.

Su Amazon la modifica di prezzo si è propagata in automatico il giorno 20 novembre portando a un totale di 148 copie scaricate nell’intera prima giornata (per poi raddoppiare il giorno dopo). il tutto è partito sempre senza alcuna mia pubblicità, se no un mio commento nel pomeriggio su Twitter: “È scesa in campo anche Amazon”, anche perché non me ne ero proprio accorto perché oramai non guardavo più il report di Amazon da un bel po’.

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le grosse serie TV sono anche autoprodotte

Avete mai visto serie televisive serie? Parlo di quelle americane, quelle che sono fatte davvero bene.

Avete presente Alias di J.J.Abrams? J.J.Abrams il prodottore di Lost? Sì, proprio lui. Ha realizzato anche un film della serie di Star Wars.

Avete presente Breaking Bad? E avete visto Homeland? E House Of Cards?

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#editing a iosa ed errori comuni

(C) ditfeet at Morguefile

Quando si dice che è facile scrivere, che tutti scrivono, e bla bla bla, non si conosce il lavoro che c’è dietro ogni singolo testo e qual è la mentalità di ogni singolo autoeditore.

Sono ancora in modalità editing a tutto ritmo. Mi servirebbe del cioccolato, magari un tè a Covent Garden e un bel Ben’s Cookie, un po’ di relax, insomma.

Deve uscire sto benedetto romanzo, perché deve, altrimenti blocchiamo tutto il resto, letture e vita personale inclusa. Non che a qualcuno di passaggio in questo blog possa interessare, lo so bene 🙂 .

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Il selfpublisher NON esiste

Immagine con licenza CC0 rilasciata su Pixabay.

Spesso si inizia a usare un termine “nuovo” e tutti lì a inondare il web di informazioni errate (testate giornalistiche incluse), a volte lo si fa volutamente. Tanti a criticare e a fare disinformazione. Alla fine ti ritrovi una etichetta addosso, una etichetta che, però, ognuno interpreta a modo suo. In realtà, l’etichetta pura non esiste. Il selfpublisher NON esiste. Non esiste?

No, non esiste. E sicuramente se esistesse non avrebbe nulla da dimostrare a nessuno sul proprio operato e sul fatto di dover essere superiore o inferiore a qualcuno, può esserlo e basta, superiore, senza per questo che lo si debba dire, almeno non usando parole che escono dalla sua bocca, anzi, il selfpublisher, quello vero, che non esiste, non dice nulla. Fa.

Eppure, a forza di ricevere attacchi, insulti continui e costanti, alla fine, ti rompi i coglioni, e inizi a sclerare, dire che sì, tu sei un selfpublisher e sei meglio di Tizio, Caio e Zempronio messi insieme.

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Mondadori, gli altri e il selfpublishing

(C) jppi at Morguefile
(C) jppi at Morguefile

Quando si parla di Mondadori si parla di una grande casa editrice, vero? Chi non vorrebbe essere pubblicato da Mondadori?

Be’, dopo aver visto diverse cose io non vorrei essere pubblicato da nessun editore, soprattutto se grande.

Mondadori ha sempre mostrato un interesse per gli autoeditori, per i selfpubliher.

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