le grosse serie TV sono anche autoprodotte

Avete mai visto serie televisive serie? Parlo di quelle americane, quelle che sono fatte davvero bene.

Avete presente Alias di J.J.Abrams? J.J.Abrams il prodottore di Lost? Sì, proprio lui. Ha realizzato anche un film della serie di Star Wars.

Avete presente Breaking Bad? E avete visto Homeland? E House Of Cards?

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#editing a iosa ed errori comuni

(C) ditfeet at Morguefile

Quando si dice che è facile scrivere, che tutti scrivono, e bla bla bla, non si conosce il lavoro che c’è dietro ogni singolo testo e qual è la mentalità di ogni singolo autoeditore.

Sono ancora in modalità editing a tutto ritmo. Mi servirebbe del cioccolato, magari un tè a Covent Garden e un bel Ben’s Cookie, un po’ di relax, insomma.

Deve uscire sto benedetto romanzo, perché deve, altrimenti blocchiamo tutto il resto, letture e vita personale inclusa. Non che a qualcuno di passaggio in questo blog possa interessare, lo so bene 🙂 .

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Il selfpublisher NON esiste

Immagine con licenza CC0 rilasciata su Pixabay.

Spesso si inizia a usare un termine “nuovo” e tutti lì a inondare il web di informazioni errate (testate giornalistiche incluse), a volte lo si fa volutamente. Tanti a criticare e a fare disinformazione. Alla fine ti ritrovi una etichetta addosso, una etichetta che, però, ognuno interpreta a modo suo. In realtà, l’etichetta pura non esiste. Il selfpublisher NON esiste. Non esiste?

No, non esiste. E sicuramente se esistesse non avrebbe nulla da dimostrare a nessuno sul proprio operato e sul fatto di dover essere superiore o inferiore a qualcuno, può esserlo e basta, superiore, senza per questo che lo si debba dire, almeno non usando parole che escono dalla sua bocca, anzi, il selfpublisher, quello vero, che non esiste, non dice nulla. Fa.

Eppure, a forza di ricevere attacchi, insulti continui e costanti, alla fine, ti rompi i coglioni, e inizi a sclerare, dire che sì, tu sei un selfpublisher e sei meglio di Tizio, Caio e Zempronio messi insieme.

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Mondadori, gli altri e il selfpublishing

(C) jppi at Morguefile
(C) jppi at Morguefile

Quando si parla di Mondadori si parla di una grande casa editrice, vero? Chi non vorrebbe essere pubblicato da Mondadori?

Be’, dopo aver visto diverse cose io non vorrei essere pubblicato da nessun editore, soprattutto se grande.

Mondadori ha sempre mostrato un interesse per gli autoeditori, per i selfpubliher.

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un articolo con… selfpublishing nel titolo fa figo?

Fdecomite / Flick
Immagine: (CC) Fdecomite / Flick

Sappiamo oramai che la bolla dell’editoria è scoppiata. Ne parlava Antonio Tombolini in un suo articolo. Oramai la via dell’ebook che è l’unica che potrebbe rinfrescare l’editoria, a patto che si faccia una vera selezione come avveniva 40-50 anni fa, ma questa non è la scelta preferita dagli editori, resta come seconda possibilità, come riserva, e, nel 2017, ci sono ancora editori che non fanno gli ebook. C’è poi chi confeziona ebook scadenti anche come veste, chi ne fa di piccoli libretti di 90 paginette li vende tra i 4,99 e i 9,99 euro e senza criterio, per fortuna, così un vero selfpublisher può più o meno resistere e controbattere a questo tipo di editoria.

Nascono nuove case editrici come i funghi e quando poi si presentano parlano di SELFPUBLISHING (“che segnerà il nostro ingresso nel mondo del self-publishing…”). Cioè, affinché un articolo sia letto, si mettono la parola selfpublishing in bocca. Tanto è bella, è inglese, fa tanto in, fa tanto moda, non vi sembra? Con una parola come quella nel testo di un articolo, meglio ancora se nel titolo, saranno in centinaia a leggere l’articolo.

Eppure spesso le nuove case editrici con il selfpublishing non ci azzeccano proprio nulla. Non sanno nemmeno cos’è. Basta pensare anche all’evento fatto a dicembre a Roma per avere una vaga idea. Ma perché da quando è mondo è mondo per selezionare dei testi con un concorso si deve usare la parola SELFPUBLISHING al posto di SELEZIONE? Non lo so, lo diranno gli esperti di marketing? Forse i motori di ricerca spingono di più verso articoli con questa parola al proprio interno?

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il selfpublishing è la tortuosa via del…

(C) Jody Sticca / Flick: C'è chi aspetta la pioggia (CC)
(C) Jody Sticca / Flick: C’è chi aspetta la pioggia (CC)

Nulla! Avete presente la “Storia infinita” e il fantomatico Nulla che divora tutto?

Il selfpublishing è la risposta a una pessima editoria, a dei tempi lunghi, e alla spocchia di molti editori che fanno solo perdere tempo e che, però, loro, tempo non ne vogliono perdere.

Ho letto articoli, su articoli, su articoli sul selfpublishing, sull’editoria, scritti da editori, da editor, da gente che bazzica nel mondo del self, ma che non ha letto nemmeno un solo libro autoprodotto e che pretende di forse fare una classifica degli autori selfpublisher più bravi.

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usiamoli… gli aggettivi?

Ho visto di recente questo spot pubblicitario di Treccani.

Mi è piaciuto, poi la prima cosa che ho pensato è stata una frase che uno scrittore mi disse in una sessione di CampNaNoWriMo:

Io pago una editor, le ho sottoposto la descrizione di un personaggio e mi ha cancellato tutti gli aggettivi. Come posso descrivere una persona senza aggettivi?

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