Certe incertezze

immagine copertina: ©Sabphoto | Dreamstime.com

Cosa pensano i lettori della serie “Le parole confondono”? E, nello specifico, del secondo volume “Certe incertezze”? Oggi in offerta su Google Play Libri.

Ecco l’opinione di Marina.

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17 marzo 2020 – 17 marzo 2022: “Le parole confondono”

La serie "Le parole confondono"
La serie di romanzi “Le parole confondono”

Le vicende personali, la vita, gli eventi mondiali, i pensieri che vanno e vengono su certe cose, mi hanno spinto a trascurare il blog. Penso sempre di avere qualcosa da dire, e ce l’ho, ma forse ci sono già tante opinioni in giro su ogni cosa e in ogni dove che magari le mie non interessano coloro che capitano qui facendo una ricerca. In realtà mi chiedo anche io se sia il caso avere una opinione su ogni cosa, per forza, sempre.

Le energie cerco di usarle per altro, per quanto, alla fine, si disperando lo stesso. Immagino conosciate la sensazione.

Detto ciò, esattamente due anni fa iniziavo a scrivere il settimo volume della saga familiare “Le parole confondono”. Sono passati già due anni, wah.

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Una saga intensa e piacevole

I sei volumi de “Le parole confondono”

Il giorno 17 di ogni mese mi ricorda che un altro mese è passato da quando ho iniziato a scrivere l’ultimo libro della mia saga familiare “Le parole confondono”.

L’ultimo è il settimo volume, quello con cui molto probabilmente chiuderò l’intera saga, e forse l’intero mio ciclo di autore. Non ho saputo coltivare affatto il passaparola, la promozione.

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Hai saputo?

Foto di Josh Sorenson da Pexels

Sì, in effetti, la notizia si è diffusa in rete, l’open book va a ruba, a tutti piace l’idea di ricevere un racconto a settimana sul proprio smartphone, in tanti mi scrivono e mi fanno i complimenti sia per l’idea che per i racconti in sé, che trovano piacevoli e sconvolgenti al tempo stesso. Per essere informato non ti resta che fare come loro: iscriverti alla newsletter.

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Cotofò

Foto di Joseph Paget da Pexels

Il settimo racconto, Cotofò, molto lungo, è basato su una parola inventata che è tutto un programma. Un risveglio nel cuore della notte dopo essere riusciti ad addormentarsi con difficoltà per il gran calore.

Una parola biascicata tra le labbra, urlata al di là di una porta e poi i pettegolezzi in casa della vicina, lo stare intorno a un tavolo a parlare della vita, con un bel cesto di fichi freschi e dolci e poi ancora una volta un’impennata terribile.

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St*rc*

Foto di Suzy Hazelwood da Pexels

Questo titolo (il sesto, uscito oggi) è molto diretto, non ci sono possibilità di errore, però non spaventatevi e non fate brutti pensieri. Il titolo si può leggere anche in maniera simbolica, si può osservare uno scenario, una foto istantanea collocata su un disastro e immaginare un animo umano che rappresenti quell’immagine, un animo sporco e degradato come un pezzo di st*erc*, per l’appunto.

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Autobus n°7


Foto di Nubia Navarro (nubikini) da Pexels

Qualche giorno fa si è unito all’allegra compagnia di ben già 4 racconti corposi il quinto racconto, ancora più lungo, dal titolo “Autobus n°7”.

Fa parte della raccolta di racconti “Questa estate succede che” pubblicata come open book il 3 luglio scorso. L’obiettivo è quello di pubblicare tutto poco prima del 15 agosto, che è il momento culmine in cui tutte le storie sono ambientate.

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Ama, a papà

Foto di Anastasia Shuraeva da Pexels

È uscito sabato scorso il terzo racconto della raccolta, la quale era in offerta su Google Play Libri per l’occasione. Siamo quasi al 37,50% dell’opera. Mancano 5 racconti e, nel frattempo, sto approfittando del CampNaNoWriMo per aumentare il numero dei racconti previsti.

Il titolo del terzo racconto è: “Ama, a papà”.
La città non è caratterizzata affatto. L’azione avviene dentro un appartamento. Una famiglia che affronta il caldo e il fatto che non si è in vacanza e non si è nemmeno al mare il giorno di ferragosto. Liti, gelosie tra fratelli, una palla.

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