NaNoWrimo 2018: 50’506 parole!

E anche quest’anno ho vinto il NaNoWriMo.

Ricordo per chi si chiedesse cos’è il NaNoWriMo che si tratta di una sfida che si svolge durante il mese di novembre di ogni anno. I partecipanti hanno 30 giorni di tempo per scrivere 50’000 parole che a tutti gli effetti sono la dimensione minima per definire un testo “romanzo”; lasciate perdere infatti ciò che l’editoria consegna come romanzo a volte anche per testi di appena 10’000 parole.

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diario scrittorio: giovedì, 25 ottobre 2018

E giunse anche il quarto volume della serie Le parole confondono.

La storia si focalizza su due personaggi incontrati nel secondo volume: Francesco e Gianluca. In questa nuova storia, che si può leggere anche in maniera indipendente dai precedenti tre volumi, i protagonisti sono loro due, ovvero le due voci narranti saranno le loro. Si alternano capitoli in prima persona con il punto di vista di Gianluca con capitoli in terza persona in cui la visione è quella di Francesco.

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beta reading, editing, self-publishing, editoria o bubbole?

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Oggi, pubblicare e pensare che si è giunti a un punto di arrivo, è quanto di più sbagliato si possa pensare. Anche perché la quantità di testi che arriva su Amazon, tanto per fare il nome di un book store, è impressionante. Non c’è più posto per nessuno. Ci si deve prendere a gomitate con tutti gli altri scrittori.

Perché editoria, invece di self-publishing, non è sinonimo di scelta migliore? Se non lo sapete ancora – mi dispiace che debba essere io a farvi questa rivelazione – il 90% dei piccoli e medi editori non fa editing approfondito sui testi. Se trovate in libreria libri di piccoli editori che in realtà vi sembrano una bozza su cui lavorare ancora, ora sapete il perché. Ma perché lo fanno? Forse questioni di soldi. Magari lo scrittore paga per pubblicare, in qualche modo (acquisto di copie o quant’altro), e quindi finché arriva il soldo non importa cosa pensi chi di cosa, male che vada si chiude un marchio editoriale e se ne apre un altro.

Se vi imbattete in un editore NON a pagamento, sappiate che nel 99% dei casi non accetta un testo che non abbia già avuto un pesante e completo editing e, oltre a questo primo vincolo, non si accettano nemmeno testi che superino le 30’000 parole e non si accettano testi di autori che non abbiano già un bacino di lettori pronti a comprare tutto ciò che pubblica.

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L’editoria, Amazon, gli scrittori e i lettori…

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Oggi, anno 2018, l’editoria ha subìto un’evoluzione molto particolare, e ancora ne subisce.

Ogni giorno quantità industriali di libri arrivano in formato e-book e cartaceo su negozi di libri on-line. E c’è anche chi, nel 2018, non produce e-book, ma vive di libri cartacei distribuiti solo presso piccole librerie fiduciarie e, sempre in questo 2018, gli editori sono stanchi di fare editing o, se ne fanno, è qualcosa molto all’acqua di rose.

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la scrittura è sentirsi…

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sentirsi… sentirsi… soli?

Può darsi. Sono passato per vari stadi della scrittura, ho imparato negli anni e ancora imparo quotidianamente, senza sosta, da errori, da sensazioni sbagliate. Spesso ho lasciato molto spazio a chi aveva sempre qualcosa da dire sentendomi come un citrullo che ha bisogno di costanti certezze.

La scrittura è un fiume in piena che ci travolge per la varietà degli atteggiamenti delle persone che si incontrano nel tempo e per il modo in cui si interagisce con gli stessi.

A volte, tra mille situazioni e pensieri incoerenti, devo aver anche fatto scappare le persone da me senza rendermene conto. Forse anche per un mio atteggiamento (non reale) di estrema sicurezza o insicurezza.

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