Diario scrittorio: mercoledì, 14 aprile 2021

 

Su iTunes devi cancellare il file e riscaricarlo a meno che non mi prendessi la briga di fare il file in ePub 3, ma al momento resto sulla versione 2.

Parlare di racconti è corretto. Però non sono di 1 o 2 pagine, ma si parte da una lunghezza minima di 13 pagine circa, per una media di 20-30 pagine. Ho in mente diverse “tragedie”. E più mi sbizzarrisco con le storie più diventano piccoli romanzi a puntate.

Quasi quasi ci infilerei anche un ispettore che si ritrova per le mani questi casi, ma non esageriamo, niente ispettore. Il primo racconto è scritto con dialoghi un po’ in dialetto e finisce col botto. E non è l’unico che finisce col botto. L’idea di questa raccolta è interessante, la sto coltivando da anni e ho 4 racconti conclusi che mettono insieme diciamo 81 pagine divisi nel seguente numero: 13, 17, 23, 28.

Altri 4 li devo correggere e finire di scrivere, poi ne ho in mente altri ancora, alcuni legati a delle tragedie effettivamente accadute e che sono rimasti a tutti noi nella mente a lungo. Sono ovviamente un po’ indietro perché, non so, l’idea di pubblicare non mi alletta più di tanto, visto che non posso seguire tutte le fasi post pubblicazione che ci vorrebbero per, quanto meno, non buttare tutto all’aria, alle ortiche.

Voglio pubblicare la raccolta con almeno 8 racconti completi. Il lettore che compra il file appena esce, poi si vedrà un racconto in più alla settimana nel suo file comprato all’inizio. Come funzionerà? Si acquista il file su Google Play Libri, per esempio (o Apple iBookStore), e si legge il primo racconto. Dopo sette giorni il file comprato, riaprendo l’app Google Play Libri (o forse addirittura mentre si è semplicemente connessi alla rete) si aggiornerà da solo e presenterà il contenuto arricchito appena lo si apre, ovvero il nuovo racconto. Avrete almeno un totale di otto racconti, ma vorrei darne di più. In ogni caso da un calcolo approssimativo 8 * 25 = 200 pagine di storie.

Nel frattempo sto scrivendo il settimo volume de “Le parole confondono”, quello che dovrebbe chiudere la storia di Andrea, Giulia e Francesco, che ho iniziato diversi anni fa, quello che convoglierà tutti i protagonisti insieme e, allo stesso tempo, ci lascerà qualche punto interrogativo.

È ambientato tra Napoli e Londra. La mia amata Londra quando questo casino del Covid19 non esisteva. Il protagonista, voce narrante, è Sergio, un personaggio incontrato neonato del V volume e ragazzo nel VI volume. Ci racconterà una storia pazzesca, quella di un ragazzo che ha una voglia di sognare e una intraprendenza che non è da tutti, metterà a nudo le sue paura e i suoi sogni con uno dei personaggi che molti hanno amato.

Certo, servirebbe riuscire meglio a spendere le proprie energie per portare avanti certi progetti, inoltre l’idea che il VII volume sia l’ultimo un po’ non mi piace. Guerre Stellari è andato avanti per IX episodi, ci hanno fatto film legati al filone con il nome di “A Star Wars Story” e addirittura una serie animata “The Clone War”. In teoria avevo anche altre idee. Doveva esserci un ottavo volume, avevo l’incipit ma poi non ne ho fatto più nulla. Sapevo dove iniziavo (una località di mare inglese), ma si rompevano molti equilibri di tutta la storia narrata e questo, per quanto fosse intrigante, non mi faceva molto piacere. Oramai io e questi personaggi siamo diventati fratelli di sangue e certe cose non se le meritano, dai, non è piacevole.

Potrei anche dividere la storia di questo settimo volume in due sottoparti da pubblicare in due volte, ma non penso sia una buona idea perché spezzerebbe il corpo narrativo. Chi vivrà saprà. Nella speranza che lo s…namento per le continue notizie negative in TV da oltre un anno non mi mandi in totale depressione. Spero che questo aggiornamento sulle mie storie di prossima pubblicazione possa fregarvi almeno un po’ quanto frega me.

In questo periodo leggo ancora, per fortuna. Ringrazio Riccardo Pietrani per le sue storie. Sto leggendo in una edizione di lusso (rigida con sovraccoperta) comprata su Amazon il suo “Il Cavaliere Nero” e mi sta piacendo molto. Avevo già apprezzato il suo stile in “Progetto Abduction: La serie completa”. Ho preso anche il suo “La zona Extramondo” sempre in edizione rilegata con sovraccoperta, che Amazon sta praticamente regalando a 6,38 euro. È il prossimo in elenco. Mi guarda dalla vetrina dei miei libri.

Se avete domande, proposte, se volete salutare, lasciate un commento o, quanto meno, alzate la mano e muovetela un paio di volte da sinistra a destra. Non vi vedrò, ma il gesto conta lo stesso.

17 marzo 2020 – 17 marzo 2021

Foto di Katerina Holmes da Pexels.

Non ci avevo proprio fatto caso ma il settimo volume de “Le parole confondono” ha compiuto un anno. In teoria sarebbero 365 giorni che ci lavoro sopra.

Ma non sono 365 giorni davvero. L’anno scorso, infatti, ho ripubblicato una edizione completamente rieditata del primo volume della serie. Rilettura, editing e riscritture varie mi hanno impegnato diverso tempo tra il 2019 e il 2020, finché il 14 aprile 2020 non l’ho pubblicata.

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diario scrittorio: mercoledì 17 febbraio 2021

Eccoci di nuovo al giorno 17. Sono passati undici mesi esatti da quando scrissi i primi paragrafi di quello che poi è diventato il work in progress del settimo volume della serie “Le parole confondono”. Non credo di aver scritto per undici mesi di seguito tutti i giorni.

Anzi, undici mesi fa, credo di aver abbozzato un paio di pagine e poi di essermi chiesto, i giorni a venire, se davvero volevo iniziare un nuovo romanzo o editare quello già concluso che tratta di tutt’altro e che non ho più editato. È finito, ma non l’ho più toccato. Non ho voglia.

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Scrittura in corso: 10 mesi dopo

(C) ditfeet at Morguefile

Il settimo volume della saga/serie “Le parole confondono”, ancora inedito, oggi compie dieci mesi: 17 marzo 2020 – 17 gennaio 2021. È molto probabile che sarà l’ultimo volume, quindi devo dedicarmici per bene.

Inoltre, tra lockdown e blocco dei viaggi non esteri ed esteri e altre cose varie, l’umore non è proprio alle stelle. Mi riesce un po’ difficile affiancare Sergio e dare voce alla sua storia, ma sto ancora meditando per alcuni aspetti, sto provando a curare un po’ tutti i personaggi che si presentano nel volume.

L’incontro tra cugini è in atto e far muovere e agire insieme diversi personaggi deve avere un senso e deve essere fatto per bene. I dialoghi possono essere un problema, il testo può essere un problema.

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NaNoWriMo 2020

Image courtesy of NaNoWriMo.

Il mese di novembre è iniziato da sei giorni e, per chi frequenta questo blog, sa bene che novembre è tempo di NaNoWriMo, ovvero National Novel Writing Month, che in italiano si traduce come Mese di Scrittura del Romanzo Nazionale, volendo ricorrere in italiano all’acronimo verrebbe fuori una cosa del tipo: MeScRomNa.

Il sito del NaNoWriMo si presenta moderno e completamente rinnovato accessibile a questo indirizzo.

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Diario scrittorio: sabato, 17 ottobre 2020

Sette mesi: 17 marzo 2020 – 17 ottobre 2020.

Sono passati 7 mesi da quando ho iniziato a scrivere il settimo romanzo della serie “Le parole confondono” e sono a quota 64’780 parole. Le sto rileggendo perché ho dovuto in parte interrompere e per evitare di ripresentare concetti già espressi dal protagonista in pagine precedenti lo sto riguardando, sto eliminando refusi, sistemando la punteggiatura, riscrivendo frasi poco chiare ed eliminando dialoghi inutili o didascalici.

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diario scrittorio: mercoledì, 16 settembre 2020

Salve a tutti, si riprende con le notizie delle opere in scrittura.

Avevo promesso una antologia di racconti di ferragosto da pubblicare a puntate su Google Play Libri e Apple iBookStore, gli unici due store che permettono di aggiornare un e-book senza creare problemi infiniti come Amazon o rendere impossibile la cosa come accade per Kobo.

Ogni settimana l’e-book si arricchirà di un racconto. Non saranno racconti brevi. Avrei dovuto pubblicarli per il 15 agosto, ma per farlo avrei dovuto iniziare a operare sulle storie a gennaio.

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diario scrittorio: venerdì, 31 luglio 2020

Quest’anno, per la prima metà dell’anno, mi sono dedicato alla riedizione di “Le parole confondono” in quanto l’editing che mi fu fatto all’epoca era imbarazzante. Me ne sono accorto rileggendo il romanzo perché stavo scrivendo il quinto volume della saga che si lega molto al primo e siccome poi le persone in teoria dovrebbero partire dal primo volume e procedere man mano con gli altri, se interessati, avere un primo volume non curato in maniera ossessiva come gli altri era un cattivo biglietto da visita.

Questo ha comportato in pratica che tutti i progetti narrativi di quest’anno saltassero. Le energie sono quelle, se si impegnano in qualcosa non si possono usare anche per altro, cioè si può anche ma i tempi si allungano tantissimo e si accumula stress e insicurezza. Infatti è quello che è successo. Mi son perso anche grazie alle poco piacevoli vicende che hanno colpito tutti noi. C’è gente che non ne è più uscita viva e il confronto con me non regge, loro le hanno subite in modo più drastico e molto peggio.

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diario scrittorio: mercoledì, 17 giugno 2020

Era dall’anno scorso che non scrivevo più un articolo per questa “rubrica”. Ne approfitto oggi perché sono giusto tre mesi che sto provando a scrivere il settimo volume della mia saga/serie “Le parole confondono”.

Di recente ho ricevuto dei complimenti per la nuova edizione del primo volume, ma non so se si tradurrà mai in una recensione. Non importa. Tutto scorre, tutto passa, panta rei. Quando si pubblica un libro non succede mai nulla di che, se poi si pensa che sono passati 8 anni, allora pure peggio, no?

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Scrivere avendo in testa il lettore ideale

Foto di Free-Photos da Pixabay

Una delle prime regole della scrittura creativa dice che per scrivere bisogna avere in testa un lettore ideale. Ma la scrittura creativa che viene insegnata ha sempre ragione?

Al di là della risposta che si può dare, io credo che di ideale ci sia ben poco. Oggi tutto si basa sull’essere concreti e, soprattutto, non esiste un solo tipo di lettore. Ogni persona ha una sensibilità diversa e, quindi, un modo differente di approcciarsi alla lettura, fosse anche solo per il fatto di avere gusti diversi, per cui secondo me dire che quando si scrive bisogna avere in testa un lettore ideale è una bufala diffusa da chi, pagato, ti vuole insegnare a scrivere libri tutti uguali.

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