Una data da festeggiare 17 mesi dopo: 21 febbraio 2025

Foto di Pixabay

Il mese di giugno del 2023 vedevo pubblicare “Quel minuto prima di te”, una delle storie più difficili e articolate che abbia mai scritto, un romanzo che mi ha tenuto impegnato per 3 anni e 3 mesi, dal 17 marzo 2020 al 4 giugno 2023. Risulta il settimo volume della saga familiare “Le parole confondono”, ma che può assolutamente essere letto senza avere idea dei sei volumi precedenti.

“Quel minuto prima di te” è una storia ricca di trama e di personaggi, di luoghi, di Londra, di Sorrento, di vita, di scelte difficili, di adolescenza, di vita adulta. Un libro di circa 300’000 parole, roba che una casa editrice forse pubblica in tutta la sua vita e poi chiude. Materiale per almeno 10 romanzi brevi ma intensi, come si portano oggi per strappare bei soldi ai lettori in maniera molto meno complicata riducendo al minimo sforzo l’editing e la quantità di carta stampata e con caratteri belli grandi. Di solito sulla scia di nomi autorevoli che hanno venduto tantissimo e hanno fatto anche soldi al botteghino con la relativa trasposizione cinematografica o con la realizzazione di una serie in otto episodi per Netflix.

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Nuova riscrittura completata: e ora?

Foto di Suzy Hazelwood.

Finalmente ho rivisto tutto quanto avevo scritto del romanzo che ho iniziato a scrivere a inizio dell’anno scorso e che ho dovuto interrompere per mancanza di tempo. Ho messo insieme 80’000 parole. La storia si delinea senza ripetizioni, dando spessore ai personaggi e al loro rapporto speciale, gli sguardi, i silenzi, o i dialoghi ragionati rendono il tutto sensato, per il momento.

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Il World Wide Web nell’anno di grazia 2025 e il Lit/Ring

Foto di Mathias Reding da Pexels.

Molti, nel 2025, saranno dell’idea che il web è il posto dove si va su un ben preciso motore di ricerca (il quale ci profila) e tramite esso si cercano le cose sul web. Come se non esistessero alternative, o “luoghi” dove arrivare direttamente senza intermediari. Come se il web fosse noto solo a tale motore di ricerca e basta. Conosco persone che per non scrivere l’indirizzo di siti come Facebook, lo cercano su Google e fanno clic sul link del primo risultato ottenuto arrivando così a destinazione. E credono davvero che sia il metodo più semplice. E poi da Facebook si cercano altre cose, notizie. Il che fa sorridere. Visto che Facebook non crea notizie ma preleva i vostri dai personali per venderseli e far allenare le loro IA.

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Alcuni progetti di inizio 2025

Foto di Sascha Weber

Bentrovati a tutti in questo anno nuovo iniziato già da tre settimane. Non aggiornavo il blog da un po’ di tempo a questa parte, ma oggi sono qui per raccontare quali sono le cose che sto cercando di portare avanti, anche se con estrema difficoltà.

Una su tutte è la stesura dell’ottavo volume della serie “Le parole confondono” (testi comunque leggibili in maniera indipendente), il quale volume prosegue dal punto esatto in cui si è fermato il romanzo precedente, ovvero “Quel minuto prima di te”. I due libri hanno in comune l’ambientazione che vede ancora una volta Londra, anche perché i protagonisti lì vivono, beati loro!

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Il mese di novembre

Foto di Monstera Production

Giunge ancora una volta il mese del NaNoWriMo, ovvero il mese in cui si può partecipare insieme a tanti per scrivere la bozza di un proprio romanzo di 50’000 parole, cosa che ho usato in passato per “Joe è tra noi”, per “Un giorno, sempre” e per romanzi vari. In realtà io provo a scrivere tutto l’anno e sono arrivato a 77’080 parole per l’ottavo capitolo della saga “Le parole confondono”. Credevo che con il settimo volume, di cui ho venduto 7 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo, potessi mettere la parola fine alla storia di Andrea, Giulia, Francesco, Sergio, Salvatore e Monica. Ma a quanto pare Francesco ha ancora qualcosa da dire.

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Le parole non devono essere confuse

Foto di Anna Tarazevich

C’è differenza tra scrivere di narrativa e tra lo scrivere su un programma di messaggistica istantanea. La narrativa ha delle regole, ha la sua precisione, non è facile portare avanti la scrittura, ma quello che viene messo nero su bianco, alla fine, diventa chiaro nella testa dell’autore e, si spera, anche in quella del lettore, tranne casi di romanzi sperimentali, onirici, confusionari.

Mandare un messaggio a qualcuno a cui si tiene, invece, in certi casi, può farci passare per una persona fastidiosa, insicura, perché se un testo di narrativa ha una sua ben strutturata precisione, un messaggio istantaneo è diverso, è scritto in fretta, non viene riletto, lascia esposta una certa interpretazione, parte e non ci si rende conto, magari, che non andava scritto in quel modo, oppure che non andava inviato affatto.

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È successa una cosa stranissima, mai successa prima

Foto di Kaique Rocha

Lo scorso 7 settembre ho rimosso due video dal mio canale YouTube e sostituiti con due video identici tranne che per alcuni secondi di filmato dove ho rimosso il girato di, credo, 3-4 secondi in cui compare un treno della metropolitana di Londra.

Perché l’ho rimosso?

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