se non fossi io sarei…

… un altro, ovvio. A che mi riferisco? Be’, devo proprio dirlo ancora una volta, questa saga storica scritta da Elena Ferrante è meravigliosa. Mi sto innamorando del suo stile. Quando avrò finito di leggere tutti e quattro i libri sarà un problema serio trovare un autore che ti faccia appassionare così alle storie, magari leggerò anche gli altri romanzi che ha scritto.

Photo by Pexels
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“Ma se non fossi io sarei un altro” cosa vuol dire? Vuol dire che io come autore scrivo di ciò che vorrei leggere, ho il mio stile, i miei personaggi, le mie tematiche, le mie fisse, i miei modi e ovviamente non si cambiano, si scrive, si legge, si rilegge, ci si fa leggere e, forse, si pubblica. Ma se fossi un altro, se potessi scegliere? Se potessi diventare un altro autore chi vorrei essere e perché? Potendo scegliere tra due autori di sesso opposto.

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due chiacchiere con Luca Rossi su “Le parole confondono”

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foto copertina: ©istockphoto.com/olaser

Un po’ di tempo fa conobbi Luca Rossi, un autore di fantascienza che lesse il mio racconto “Viaggio dentro una storia“, e tramite twitter ci tenevamo in contatto, poi pubblicai “Le parole confondono” e mi ritrovai la sua recensione su Amazon:

“Sono rimasto profondamente toccato dalle vicende di Andrea, che si dipanano in momenti e spazi diversi. Ci troviamo ora nella sua Napoli ed ora a Milano. In entrambi i luoghi, alcuni eventi hanno sconvolto o vengono a travolgere la sua esistenza. L’amicizia, la voglia di non lasciarsi di nuovo andare, ma anche il senso supremo della sconfitta… Leggendo, ci si interroga sui significati dell’esistenza, sul senso del continuo essere sbattuti come biglie tra gioie e dolori. ‘Le Parole Confondono’ è un romanzo psicologico, di crescita interiore, toccante, scritto in modo pacato, mai banale. È stata per me una gioiosa scoperta. Mi ha colpito soprattutto come le vicende ‘vere’ di Andrea siano tornate per giorni a frullarmi nella testa, senza lasciarmi più.” (link)

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Domande in cerca d’autore, seconda puntata: rendere unica la tua storia

(CC) Lauren Coleman from Flickr with Creative Commons license. No modification made to the picture.
(CC) Lauren Coleman from Flickr with Creative Commons license. No modification made to the picture.

Ecco la seconda puntata della serie di domande rivolte ad alcuni scrittori indie. Indie non sta per indiani, ma per indipendenti. Indipendenti vuol dire che si sono dati da fare e hanno editato, scelto la copertina, il titolo, del proprio romanzo, del proprio testo, ma è più di questo. Uno scrittore indie ci mette il nome. Si prende in primo la responsabilità di fallire, di avere successo e tutto ricade sulle sue spalle.

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Vi presento Andrea Marini

Da un po’ di tempo a questa parte non riesco a dedicarmi al blog come vorrei.

Da un po’ di tempo sto facendo l’editing di un mio romanzo.

Da un po’ di tempo a questa parte l’editing è finito. Anche la correzione di bozze.

Dovrei potermi dedicare di nuovo al blog, anzi dovrei dedicarmi a qualcos’altro.

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Lezione n°1 – La scrittura creativa

Come riportato da WikiPedia:

La scrittura creativa è ogni genere di scrittura che vada al di là della normale scrittura professionale, giornalistica, accademica e tecnica. La scrittura creativa include romanzi, racconti, poesie e poemi. Nata in molti paesi come manifestazione spontanea di giovani scrittori, è diventata un fenomeno di costume, anche con buoni risultati editoriali e con il fiorire di scuole di Scrittura creativa. Anche la scrittura per il cinema e il teatro rientra nella scrittura creativa, ma viene generalmente insegnata in corsi a parte.

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L’autore e la rockstar

Oggi è più facile riscoprire una rock star che un autore. Più che uno scrittore, oggi se non sei un personaggio, se non crei un personaggio intorno a te difficilmente riuscirai a venire allo scoperto senza impegnare tantissime energie.

Ci sono case editrici (forse due, non so, io ne ho contate due per il momento) che dimostrano la tendenza. Pubblicano solo libri che si presume scritti da qualcuno che anche se è esordiente a livello di romanzi o racconti non lo è in generale. Se sei un quasi fenomeno da baraccone allora ti valutano e pubblicano in un mese… Beh, forse non un mese, ma arrivi alla casa editrice per canali diversi dal classico invio cartaceo. Se magari ti sei fatto un reality o un talent show puoi essere contattato da un giornalista che ti scrive il libro e lo passa per tuo e si vendono tantissime copie… Eh certo! Chi è che in Italia non conosce i reality? Solo io potremmo dire. Tutti quelli che sostengono certe persone sono reality-dipendenti.

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