I folli non sono mai in numero ridotto

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Scrivere, scrivere e scrivere. L’importante è farlo in qualsiasi momento, e più si legge, più si ascoltano buone storie e più se ne vedono formarsi innanzi, più ti si apre la mente, il desiderio di creare nuovi mondi, nuove situazioni narrative.

Il mondo, quello orrido quotidiano, si sta spingendo verso il baratro, verso l’abisso, un brutto abisso. Qualcuno è impazzito, ha diffuso un virus mortale nel cervello di un neo presidente eletto… ma chi accidenti lo ha eletto? Altrettanti folli come lui? Neo presidente coadiuvato da folle col delirio di onnipotenza. E penso a quel ragazzino intervistato da un quotidiano italiano in video che afferma che il tale può imporre condizioni assurde di lavoro perché paga e perché in Italia esistono datori di lavori che sfruttano quanto e più lui.

Come se vi fosse qualcuno per strada che fa gli scippi, ragion per cui se altri fanno scippi anche loro non ci sta nulla di male, visto che c’è un precedente di scippi.

È sempre tutto normale, troppo normale, per fare una caricatura.

Non c’è momento migliore per rintanarsi con le dita dietro una tastiera, ma non per commentare sui social network o insultare o prendere le difese di qualcuno. È il momento giusto per rintanarsi in una storia da scrivere e concludere, e poi scriverne un’altra e un’altra ancora, senza dimenticare mai di leggere tanto, perché per provare a scrivere bene bisogna leggere tanto tanto tanto.

Ognuno reagisce a modo proprio.

È uno dei modi per non impazzire, almeno per me, che già vivo in un mio quotidiano davvero orrendo.

In questo periodo sto leggendo “Oi Dialogoi” di Luciano De Crescenzo e ascoltando l’audio libro “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo, narrato dal bravissimo Claudio Carini per Recitar Leggendo Audiolibri editore.

Voi state leggendo? Audio leggendo? Scrivendo? Avete perso l’abitudine di passare per il mio blog?


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3 pensieri su “I folli non sono mai in numero ridotto

    1. Grazie mille. Sono sempre più convinto di stare facendo un pessimo lavoro come blogger, alterno lunghi silenzi di mesi a molti articoli insieme e forse scrivo articoli anche deliranti per un pugno di mosche. È sempre bello avere un lettore fisso, questo è uno dei due motivi che mi spinge a continuare a tenere il blog. Sono poco metodico e molto impulsivo quando si tratta del blog. Grazie mille. Anche io leggo tutti i tuoi articoli, anche se non commento 🙂 .

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      1. Avatar di @bluebabbler @bluebabbler

        Uff, meno male. Temevo che WordPress non avesse ‘preso’ il commento e quindi avevo scritto due righe perse come lacrime nella pioggia 🙂

        Non credo ci sia un modo buono e uno cattivo di essere blogger. Il blog è personale, è normale avere momenti in cui sia ha qualcosa da dire e altri in cui è normale starsene in silenzio (anzi, trovo innaturale avere sempre qualcosa da dire su tutto).

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