diario scrittorio: mercoledì, 4 aprile 2019

A parte il silenzio e la concentrazione, la scrittura va affrontata di petto. È solo scrivendo che si arriva a conoscere meglio una storia e che ci si va incontro al percorso che è segnato e che non è sufficientemente noto finché non se ne trovano i passi. È come una luce magica che di notte in un bosco illumina un sentiero che prima non sembrava essere lì e che seguendo il quale si giungerà a destinazione.

Certe scene sono inevitabili, necessarie, affinché il lettore non possa restare deluso, affinché il tuo personaggio, creato con cura, con amore, non resti incompleto.

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Le parole confondono e il NaNoWriMo: seconda settimana

Come dice Barbara Businaro nel suo articolo, la seconda settimana del NaNoWriMo è la più tosta.

Iniziare a scrivere qualcosa lo si fa facilmente. Senza idee precise si possono anche scrivere un po’ di pagine. Se si riesce a ritagliare un po’ di tempo si regge per sette giorni e si arriva a 7*1667 parole, ovvero 11’669 parole, forse nemmeno se non si hanno un minimo minimo di idee chiare e il tempo.

Metti che ti ammali, oppure che ti viene una settimana intensa di lavoro e la sera sei uno straccio che l’ultimo dei tuoi pensieri è metterti davanti al Mac al tuo computer Linux a scrivere. Sei stanco, non ti verranno nemmeno le idee. Al limite vuoi goderti di un paio di puntate di Suits su Netflix, o di The Good Wife, o di Hill House, oppure di tutte quelle serie straordinarie che poi ti fanno venire una voglia matta di scrivere.

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vecchi e-book, nuovi e-book

image by iciokka hosted on Pixabay released with CC0 license

Il mio primo e-book…

In tanti anni ho vissuto, come naturale che sia, un crescendo nel modo in cui mi approccio alla scrittura. Il mio primo e-book (“Deve accadere“) è stata una raccolta di racconti in cui, lo ammetto, non ho dato il massimo, almeno non ho dato il massimo che darei oggi con tanti anni di distanza e tanta esperienza in più. All’epoca, però, forse era il mio massimo in quelle condizioni, ovvero non avendo alcuna idea di cosa fosse il self-publishing, non che adesso ne sappia di più, e non sapendo in che modo fare verifiche sul testo, senza avere alle spalle scrittura di romanzi e molto esercizio scrittorio e di editing.

Oggi, chiaramente, mi sento molto più preparato ad auto valutarmi, a sapere se un testo è più o meno pronto o interessante, e so come va corretto e a chi posso chiedere una mano. Continua a leggere “vecchi e-book, nuovi e-book”

il senso e il piacere estremo della scrittura

Immagine con licenza CC0 rilasciata su Pixabay.

Spesso, scrivendo da anni, mi interrogo su quale sia il senso che c’è dietro l’atto della scrittura e, soprattutto, quello di continuare a farlo.

Oggi tutti hanno almeno 15 romanzi nel cassetto. Nel 2017, quasi 2018, con Amazon, chiunque abbia un computer e una connessione a internet può “invadere” il mondo col proprio prezioso “libro”. Basta un attimo. Ragione in più per pensare cosa fa la differenza tra impegnarsi e non farlo, perpetrare e darsi per vinto, esausto.

Venerdì scorso davo uno sguardo all’ennesimo romanzo porno spacciato per “erotico” su un gruppo Facebook dove oramai arriva solo immondizia allo stato puro in blocchi da 10 porno al giorno. Tutto gratis. Oramai si scrive solo di porno, facendolo malissimo, tra l’altro.

Non ho letto la trama, ho aperto l’anteprima del libro per vedere la qualità infima dove arrivasse.

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Un autore deve essere anonimo?

Da un po’ di tempo a questa parte mi sto interrogando su una cosa che un autore deve definire nel momento in cui decide di pubblicare il suo primo libro. Diciamo che oramai sono in ritardo di 5 anni.

Qual è la domanda che mi sto facendo? Eccola: “Perché non ho scritto con uno pseudonimo?”.

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il primo giorno d’autunno

Photo by Pexels
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Oggi è il primo giorno d’autunno, le foglie degli alberi sono rosse, marroni, ti vien voglia di andare in campagna, sederti su una sedia a sdraio al sole tiepido e magari stare lì a non fare nulla, solo a guardarti intorno.

Eppure le stagioni sono cambiate. Negli ultimi 21 giorni era estate, ma non lo era davvero più. Avrei voluto andare al mare, ma tira vento, il cielo si rabbuia, ci sono le nubi scure, per non parlare dei giorni di pioggia, intensi e ripetitivi, noiosi quasi.

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diario scrittorio: lunedì, 19 aprile 2016

diario-scrittorio

Come vanno le trame scrittorie?

Diciamo che in attesa che alcuni beta reader terminassero la lettura del prossimo romanzo in pubblicazione, avevo ripreso a editare quello che dovrebbe essere il prossimo romanzo dopo il prossimo in programma di pubblicazione erotico con agganci alla realtà dei potenti.

Mi volevo anticipare, anche perché il lavoro su un romanzo non termina mai.

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