Il roaming all’estero e la TIM


(C) FlyingPete at Morguefile
(C) FlyingPete at Morguefile

Il giorno 30 aprile 2016 sono partito per Londra avendo sulla mia scheda prepagata un credito di 4,22 euro. Ricordavo che la tariffazione all’estero per chiamare era di circa 16 centesimi di euro al minuto. Con non più di 2 euro avrei fatto tutto il traffico voce che mi sarebbe potuto servire. Non avevo necessità di parlare chissà quanto, giusto un: “Tutto bene, oggi c’è una bella giornata, ci sentiamo domani”.

Avrei potuto. Ma non è stato così.

Arrivo in aeroporto, prendo il treno e chiamo casa. E da quel momento in poi inizia la disavventura con il primo operatore nazionale di telefonia italiano. Se non avessi mai chiamato casa non avrei avuto problemi.

Proprio il giorno 30 aprile cambia il sistema di gestione del roaming. Che fortuna per me! Posso risparmiare, fare più chiamate. Leggo in WiFi gratuito questo articolo del Corriere della Sera dove addirittura si parla di 5 centesimi al minuto, praticamente meno dei 16 che conoscevo io e meno ancora del costo di una chiamata in Italia in assenza di bonus di minuti con tariffa a 30 giorni. Che fortuna!

Non più di cinque centesimi al minuto per le chiamate (contro i precedenti 19), non più di due per gli sms inviati(finora erano sei) e non più di cinque per ogni megabyte di dati (che fino a ieri, era fissato a 20).

Mi arriva anche un SMS di TIM che mi informa che non avendo nessuna tariffa speciale le chiamate mi costeranno 23 centesimi al minuto. Le immagini sotto sono relative all’SMS al mio rientro in Italia e all’app di TIM, sempre una volta rientrato in Italia, perché, come tra un attimo vi spiego, ho tenuto spento il telefono per sicurezza.

Spento perché? Perché mi avrebbero addebitato costi non giustificati da eventuali chiamate fatte/ricevute. Ovviamente, ho disattivato il traffico dati e il roaming prima ancora di arrivare in UK. Mai si voglia, che si prendono 10 o 20 euro appena il telefono cerca di controllare le notifiche anche di una sola app…

Insomma, arriva l’SMS e mi dico: “Ah, 23,18 centesimi al minuto. Sono leggermente aumentate le tariffe”. Mi collego alla app di TIM dal WiFi del treno dopo aver effettuato la chiamata di soli 2 minuti e l’app mi dice: “Impossibile attivare la promozione Giga Non Mi ricordo che perché non hai sufficiente credito residuo”. Promozione che non avevo richiesto, ovviamente. Chiamo il 40916 e verifico che la chiamata è costata la bellezza di 4 euro. Sto pensando che se sul telefono avessi avuto tipo 3,22 euro, se li prendevano tutti lasciandomi con un debito nei loro confronti (non sarebbe stata la prima volta che mi sarebbe successo) e 0 euro sulla scheda.

Chiamo il 119 e mi risponde un’operatrice a cui spiego l’accaduto: “Salve, mi spiace ma oggi abbiamo i sistemi in tilt, non possiamo lavorare. Chiami domani”. Ah, bene.

“Mi scusi ma io sono all’estero e mi serve assistenza adesso, non domani.”

“Mi spiace, ma il sistema non mi fa accedere a nulla.”

Probabilmente l’aggiornamento dei sistemi per il cambio di tariffazione del roaming ha portato il blocco dell’intero sistema? Mah.

Richiamo più tardi per vedere se la situazione è cambiata. Nulla.

Richiamo il giorno dopo. Parlo con una “preparatissima” ragazza a cui dico che sono a Londra e a cui leggo l’SMS che mi è arrivato da TIM perché lei dal sistema non lo vede. Penso: sarà mai perché il sistema ieri era in tilt e si sono persi i dati, qualche SMS sparso e problemi vari? E, udite, udite, la ragazza dice che sì, quei 23 centesimi al minuto sono la tariffa che io pago se fossi in un paese europeo… Non ho bestemmiato perché non è mia abitudine. Le dico solo: “Mi scusi, ma secondo lei Londra dove si trova? Il Regno Unito sta per caso in Asia? Certo che sono in Europa.” Ce ne vuole per dire che Londra non è in Europa. Ma ce ne vuole proprio tanto. Capisco che fare operatore al call center non è un bel lavoro e che vieni pagato poco, devi sopportare di tutto e lavorare anche a Natale, Capodanno e Pasqua, però non ammetto che tu dica che Londra non è in Europa. La ragazza non si scusa. Non dice: “Oh, mi perdoni, è che ho un grosso mal di testa perché visto che ieri il sistema ha dato i numeri ci stanno chiamando 10 milioni di utenti”. Ci saremmo fatti una risata insieme e avrebbe avuto il mio rispetto, la mia solidarietà, ma no. Nulla di tutto ciò. Si porta a casa il suo 30 e lode in Geografia. Apre una segnalazione e mi dice: “Più tardi la richiameranno per valutare se c’è stato un errore di tariffazione”.

Spengo il telefono, non ho tempo di attendere che mi chiameranno chissà quando. Metto la scheda 3 con numero UK e contatto gli esperti della pagina Facebook ufficiale di TIM. Mi scrivono dopo 3-4 giorni:

Ciao Giovanni, il costo applicato per il traffico roaming è dato secondo le norme vigenti; a tal rigurado la tua richiesta di rimborso non è accoglibile. Per avere maggiori dettagli e chiarimenti, ti invitiamo a consultare a piè di pagina la sezione “TIM in Viaggio Full” accedendo al seguente link: https://www.tim.it/assistenza/per-i-consumatori/info-consumatori-mobile/comunicazioni-e-news/regolamento-ue-2120-2015
Restiamo a tua disposizione. #TIMmobile. Buona giornata da TIM.

Cioè praticamente con questo famoso “TIM in Viaggio Full” i costi sono diventati pazzeschi se vuoi chiamare due minuti a casa. 4 euro al giorno, però hai:

100 minuti per chiamare
100 minuti per ricevere
100 SMS
500 Mega

100 minuti al giorno? Ma io che devo dire per quasi due ore al telefono? Io detesto fare chiamate e se le faccio non durano più di 2 minuti. Figurarsi se da Londra mi metto a telefono per due ore al giorno! Il problema non sono nemmeno i 4 euro o i 16 centesimi che sono passati a 23. Il problema è che c’è un SMS che dichiara una cosa, una app UFFICIALE che in data 19 maggio 2016 dichiara ancora un’altra cosa e loro ti applicano una tariffazione che non corrisponde all’SMS ricevuto e nemmeno a quanto dichiara la loro/Loro/LORO app UFFICIALE che dovete sapere hanno aggiornato perché hanno cambiato il LOGO. Ora con il nuovo logo funziona tutto, non vi pare? Tra l’altro io quell’opzione l’ho pure disattivata al rientro in Italia, ma come si legge dall’immagine sopra, è ancora attiva. Certo, così magari i prossimi 4 euro… se li sognano 🙂 .

Sono passato anche in un centro TIM per fargli notare la non coerenza delle informazioni che vengono fuori da questa loro app ufficiale, ma non hanno battuto ciglio: “Deve chiamare il 119”. Non hanno preso nota e aperto loro una segnalazione diretta per far correggere la app. Ma certo che no!!! A loro che importa, sapeste a me, visto che mi ci sono trovato dentro e so che tariffano 4 euro al giorno… beh c’è la super offerta a 10 euro per 10 giorni che sinceramente si possono tenere ben stretta.

Ho tenuto il numero UK per tutto il tempo di permanenza a Londra e avuto un accesso 4G a internet illimitato: all-you-can-eat-data che mi ha permesso di vedere persino circa 8 puntate della prima stagione di House Of Cards su Netflix UK. Ovviamente prima di chiudere gli occhi la sera, non ero andato a Londra per vedere cose su Netflix, ma visto che era tutto pagato, ne ho approfittato dopo la mezzanotte, in treno da/per l’aeroporto e in aeroporto. L’ho pagato pure di più, non me ne frega niente, almeno ho speso quanto hanno dichiarato, senza inganni.

Tornato in Italia ho litigato con il 119 ho detto che il supporto è scadente e che non hanno fornito informazioni corrette e coerenti, gli ho detto della famosa Londra che è in Asia e, finalmente, mi hanno ridato i 4 euro. C’erano gli estremi per un’azione legale, ma ovviamente non muovi un’azione legale per 4 euro, giusto? Solo per avviarla un avvocato te ne chiede 100 o 200.

Un consiglio quando andate all’estero e avete TIM? Spegnete il telefono, liberatevi della scheda e magari compratene una che potete usare per un mese con buone tariffe per internet dove potete comunicare con chi volete tramite l’applicazione giusta. Credo che Vodafone abbia esteso la copertura delle promozioni valide in Italia anche all’estero.

3 UK e Vodafone UK lo fanno. Con quella tariffa porto con me SMS, voce e traffico (locale, solo a numeri UK) internet illimitato anche in Italia per i famosi 30 giorni. Certo, è una questione di principio e, soprattutto, badate bene che Londra è nel Regno Unito: non è in Asia, non è in Africa, non è in Australia o USA, ma in EUROPA!!!

Magari questa disavventura sarebbe potuta capitare con qualsiasi altro operatore telefonico, non mi stupirebbe più di tanto.

Aggiornamento in data 25 maggio 2016
Ecco che scopro dal sito dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) che si tratta di un gravissimo illecito in piena regola: clicca qui: “si tratta di un contratto illecitamente attivato per aggirare la nuova normativa europea. Per questo abbiamo fatto una denuncia all’Antitrust nei giorni passati”. Per la TIM non è nemmeno la prima volta che si attivano servizi non richiesti. Ricordate la storia del TIM Prime a 50 centesimi a settimana?

Aggiornamento in data 9 giugno
AGCOM: “Gli operatori italiani non rispettano la norme UE”. In particolare TIM (come denuncia questo articolo dal un mese e mezzo) e Wind violano la normativa europea. Tutto spiegato in questo articolo di Apply Geek.

Ma non c’è soluzione?
Certo. Si chiama Messagenet e Mtalk. Ne parlo qui.

Attenzione l’articolo è riferito all’anno 2016, quindi, nel frattempo, potrebbero essere cambiate delle cose, ma, in ogni caso, fate attenzione a tariffe e pubblicità varie.

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