
Il vero bisogno di approvazione, per uno scrittore, però, arriva dal lettore. È il lettore a rappresentare l’attore ultimo della catena narrativa. Tutta l’attenzione e il lavoro del mondo fatto sul testo per poi arrivare alla pubblicazione può rappresentare anche uno sforzo infinito, ma valere nulla se non si finisce nelle mani del lettore, della sua attenzione, per il fatto che lui o lei lascerà un “voto” o, meglio ancora, una recensione ben fatta, o ne parlerà agli amici, in un blog, su una rete sociale, da qualche parte. Se non accede, il lavoro fatto dall’autore è solo frustrante e inutile. C’è un bisogno di approvazione fortissimo quando si è appena pubblicato un libro, soprattutto perché non si sa se si è fatto bene a pubblicare, se era un testo pronto, rosolato nel modo giusto, se era crudo o se, invece, è venuto fuori addirittura bruciato. Come fai a saperlo se nessuno ce lo dice? Se nessuno nota la nostra nuova creatura?
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