davvero l’importante è solo la storia?

Foto di Harut Movsisyan da Pixabay

Spesso ho letto commenti del tipo: «L’importante, in un romanzo, è la storia».

Diverso tempo fa ero convinto che fosse così, poi iniziando a leggere sempre più libri, ho capito che di base c’è una storia più o meno buona e che si deve lavorare su questa a tutti i livelli per renderla migliore e per presentare un prodotto, in forma di libro, che sia qualcosa di ben fatto.

Quindi, quando voglio leggere un romanzo, per me, l’importante è: TUTTO.

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racconti, novelle e romanzi: come distinguerli?

(C) dhester at Morguefile

Spesso, credo da anni, oramai, gli editori tutti barano sul termine romanzo. Una volta ho sentito parlare addirittura di saga per una raccolta di alcuni testi che insieme non superavano le dimensioni di un romanzo breve (secondo lo schema riportato in fondo all’articolo).

Si presenta una novella, a volte nemmeno una novella, ma un semplice racconto, col nome di Romanzo e, spesso, viene scritto sulla copertina così: “ROMANZO”. Un po’ come se bastasse scriverlo per renderlo davvero tale.

Niente di polemico, ma se io vado in un negozio e chiedo un pezzo di pane da 1 chilo, poi non possono darmi un pezzo di pane da 250 grammi e dire: “È comunque pane che le ho dato, qual è il problema, non voleva del pane?”.

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Il riposo di IFELAPDCS… che non è una parolaccia

Image by Kozymeii Kong. Available on Pexels.com. Released with a free license.

Certi temi tornano sempre. In particolare, lo ha rimesso in ballo, in una delle sue infinite sfaccettature Marina Guarneri nel suo blog. Ma se ne potrebbe parlare così tanto che non basterebbero una serie di romanzi per concludere, se mai si possa concludere.

Ieri sera mi sono detto: “Inizio o non inizio l’editing di IFELAPDCS?”. Meglio fare editing di questo romanzo perché dell’altro non posso ancora in quanto non è stata finita di scrivere la storia. Quando dico “l’altro”, sto parlando del quinto volume de “Le parole confondono“. Non avevo tanta voglia di concludere la storia di Andrea Marini. Sì, c’è lui nell’ultimo inedito di questa serie.

Ho lasciato riposare IFELAPDCS per 8 mesi e 2 giorni. Sono più che sufficienti per riprenderlo. In realtà, lo avevo concluso per abbandonarlo del tutto. Il lavoro era compiuto, la storia aveva avuto il suo finale. Basta. Può bastare, no? Anche perché il lavoro di editing sarà luuuuuungooooooooo e non so nemmeno quante persone vorranno leggetelo e, nello specifico, chi.

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“Non vado di fretta” di Valeria Venturi

Immagine copertina: rilasciata con licenza CC0 da Silvia & Frank / pixel2013 e pubblicata sul sito Pixabay.com – URL originale immagine: https://pixabay.com/it/uomo-donna-controversia-riflessivo-2933984/

Due ragazzi si incontrano, si innamorano, ma fanno presto a scoprire l’amaro sapore del conflitto: l’attrazione si contrappone alla difficoltà di essere coppia, le affinità contrastano con le differenze.

Storia d’amore, ma anche un delicato romanzo di formazione in cui i due protagonisti procedono dai banchi di scuola alla maturità interrogandosi costantemente sul senso della vita, sul significato dell’amore e dell’amicizia, sull’importanza della libertà e della realizzazione personale.

Gianluca e Francesca non sono personaggi, ma persone che impariamo ben presto a conoscere, e che ci rammarichiamo di dover lasciare andare via, in un finale ricco di speranza.

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La musica, la scrittura e “Un giorno, sempre”

Foto: © Artofphoto | Dreamstime.com / Artwork: © Giovanni Venturi

Vi ripropongo l’articolo preparato e pubblicato qualche tempo fa sul blog “Webnauta.it”. Ringrazio Barbara Businaro per avermi dato modo di ricevere così tanti bei e interessanti commenti. Senza la sua professionalità e il suo curatissimo blog non ci sarebbero mai stati. Continua a leggere “La musica, la scrittura e “Un giorno, sempre””

L’amica geniale stagione 2 e Napoli

Tempi antichi
Una Napoli antica in una Napoli moderna del 2019

Qualche giorno fa mi trovavo a girare per Napoli e mi sono imbattuto nel set cinematografico della seconda stagione de “L’amica geniale”, la serie TV tratta dall’omonima tetralogia di Elena Ferrante e pubblicata da Edizioni E/O.

È stato un attimo, un lungo attimo di emozioni, di desiderio di bellezza per una città che offre sempre meno momenti di grandezza. Mi sono chiesto quanto la cultura possa davvero aiutare la città a risollevarsi.

Ma non lo so. Preferisco domande inevase. Domande a cui chiunque può rispondere a modo proprio, con la massima tranquillità. Senza agitarsi come fanno in TV. O magari senza nemmeno porsi domande, ma restando semplicemente incantati a guardare e poi andare oltre.

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la sospensione dell’incredulità

Photo by GEORGE DESIPRIS from Pexels.

Cos’è la sospensione dell’incredulità?

Quando si racconta una storia, fosse anche mettere nero su bianco poche frasi che compongono un racconto, bisogna fare attenzione a quella che è la sospensione dell’incredulità, ovvero bisogna fare in modo che ciò di cui si parla sia credibile.

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