Scrittura, aspettative e realtà

Foto di Free-Photos da Pixabay

Oggi tutti scrivono, tutti pubblicano, tutti sono editori e nessuno sa la differenza tra:

  • editoria classica;
  • editoria a pagamento;
  • editoria a doppio binario;
  • selff-publishing;
  • tipografia.

A volte, anche quelli che si proclamano self-publisher *NON* sanno cosa sia il self-publishing. Tanto per essere puntigliosi – lo so, non dovrei cercare i punti sulle i se spero che qualcuno commenti il blog e non cambi articolo all’istante – non si chiama “self” o “Self Publishing”, ma “self-publishing”, ovvero si ricorre a una parola composta inserendo un trattino tra le due parole in lingua inglese “self” e “publishing”.

Non che ce ne possa importare più di tanto, voglio dire. O che la cosa mi sconvolga. Anzi, mi annoia profondamente.

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Hanna, la serie TV

Credits: Amazon Prime Video.

In questo periodo ho conosciuto un po’ meglio le serie TV originali che propone Amazon con il suo servizio di Amazon Prime Video. Serie TV targate Amazon Studios come Hanna, prodotto del 2019 ideato da David Farr e basato sull’omonimo film del 2011.

Hanna è un thriller sofisticato e dramma di formazione al tempo stesso, che segue lo straordinario percorso di una ragazza cresciuta in una foresta, che cerca di sfuggire alle inarrestabili indagini di un ufficioso agente della CIA mentre prova a scoprire la verità sulla propria identità.

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panchine e libri

panchina
Foto di Mabel Amber, still incognito… da Pixabay

Adoro le panchine, lo confesso. Quando sono a Londra, mi piace andare a sedermi a quelle belle panchine del Round Pound dove sei immerso a 360° nella natura, guardi davanti a te e vedi il laghetto, le anatre, le oche, i piccoli gabbianini bianchi. Volano, mangiano, nuotano, immergono la testa nell’acqua.

Stare al sole, magari in pieno inverno, o in autunno, è rilassante. Si può anche leggere, anche se preferisco stare sul prato a leggere, con un telo da mare sull’erba e lo zaino con panino di lato.

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L’autopubblicazione è un ripiego?

Image by HowardWilks available on Pixabay. Relased with a CC0 license.

Spesso, molto spesso, si sente dire, proprio da chi si pubblica senza un editore, che l’autopubblicazione è un ripiego in attesa del colpo di fortuna che gli permetterà di essere pubblicati da un grande grande grande editore.

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Progetto #IFELAPDCS – audio e tracce musicali

Foto di Pexels da Pixabay

Il progetto #IFELAPDCS è tornato. Sto aggiungendo le scene che mancavano, sfiorando il limite che mi ero imposto. È necessario, visto che non si tratta di uno o due personaggi, ma di moltissimi di cui non sorvoleremo per non rendere la scrittura caotica e dare un profondo senso di smarrimento al lettore, come accade nel romanzi classici dove nel primo capitolo a volte ti presentano 2547 personaggi e di cui non saprai nulla di nessuno di loro se non ti sarai letto i 600 capitoli a venire, e per molti personaggi non verrà mai detto nulla se non il nome che si ripete nelle varie pagine.

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book store e indipendenza

Image by FreePhotos on Pixabay. Released with a CC0 license.

Un autore indipendente è davvero indipendente se non concede esclusiva a nessun book store, anche se di recente, sempre più spesso, i vantaggi a essere solo su Amazon sono alti: Kindle Unlimited, Prime Reading, 5 giorni su 90 il prezzo a 0, book store dove si vende per l’80-90%.

Ma è possibile che, per questioni di visibilità, si rinunci all’indipendenza legandosi a un solo distributore pur dichiarandosi indipendente?

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Amazon, le recensioni e la loro utilità

Image by Prawny on Pixabay released with license CC0.

Capita sempre che prima o poi, capita anche ai grandi produttori, alle grandi serie TV, ai film, agli scrittori come Stephen Edwin  King, John Grisham, ecc… ecc… di ricevere recensioni negative, a una stella o due.

L’utilità delle recensioni esiste ancora? Bisogna ancora credere nelle recensioni?

Alcune sono così informali e generiche che si potrebbero adattare a qualsiasi libro. In una recensione vera bisognerebbe dare delle informazioni relative alla trama del libro/film/serie TV, o al prodotto comprato e poi partire con le cose buone e, magari, quelle non buone. Solo in questo caso si può accettare, e digerire, una recensione negativa, e magari focalizzarsi sui “difetti” percepiti, se davvero è così.

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