Un Liebster estivo

Quando meno te l’aspetti, a pochi giorni dalla partenza estiva, ti arriva una nomina al Liebster Award! Se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un premio che viene dato ai blog dai suoi lettori e colleghi blogger, per sostenerlo e segnalarlo a nuovi lettori.

Le regole delle nomination sono:

  1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste.
  2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che ritenete meritevoli.
  3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei “vincitori”.
  4. Proporre a vostra volta undici domande.

Ringrazio Barbara Businaro di Webnauta che mi ha nominato e vado subito a rispondere alle sue undici domande.

Le mie 11 risposte

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Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #4

#4 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Eccoci al quarto appuntamento con “Una copertina a pezzi” del volume 3 de “Le parole confondono“.

Dalla copertina scopriamo che Giulia ha i capelli lunghi e che indossa… Guanti, e poi?

Oggi potremmo parlare un po’ dell’ambientazione. C’è una piccola premessa da fare, giusto per capire delle cose. Una premessa sulla struttura. Questa serie prevede capitoli al presente che si svolgono in una città e capitoli al passato in cui ritroviamo i ricordi, i quali daranno spessore al personaggio con la sua storia pregressa, che hanno luogo da un’altra parte.

In questo terzo volume la città in cui si svolgono gli eventi passati di Giulia è Napoli. Lo stesso luogo in cui ci sono stati i ricordi di Andrea nel primo volume e di Francesco nel secondo. Napoli è la città più bella del mondo. Per me lo è. È fantastica, quando passo al lungomare e mi inoltro su per il Castel dell’Ovo, sento che potrei vivere in eterno solo a guardare quel panorama mozzafiato, a sentire il vento che risale lungo le pareti del castello e mi colpisce, quel vento che agita il mare sottostante e che batte sugli scogli che vedo dall’alto. A volte sono restato anche per mezz’ora a guardare giù, appoggiato al muretto, in varie posizioni. Per guardare i vari punti di vista. Un po’ come i 3 punti di vista sulla storia di Andrea, Giulia e Francesco. Ed è lì sopra che ho “visto” le scene della trilogia. Lì sopra ho immaginato alcune cose.

Napoli è entrata come personaggio della trama. Almeno in “Certe incertezze” era così. Alcune cose le ho raccontate in modo vero, molto vero e crudo. Non bellissime, ma quale grande città non ne ha?, anche Milano se vi mettete troverete aspetti non piacevoli, anche Roma, ecc… È una sorta di “neorealismo”. Però vi ho anche fatto salire spesso sul Castel dell’Ovo. Non ditemi che non vi è piaciuto. Siamo andati a spasso per Piazza del Plebiscito, per via Cesario Console, via Partenope, siamo stati anche da Sorbillo, un po’ virtualmente, visto che poi i personaggi non li abbiamo visti dentro la pizzeria. Non vi siete innamorati della città? E ancora saliremo sul Castel dell’Ovo in una occasione ancora più particolare. Sì, me lo sono visto e studiato in vari orari e giorni. Sono follemente innamorato di questa antica fortezza.

Io sono innamorato di Napoli, ma mi fa un male cane vedere come le persone di questa città la trattano. Mi fa malissimo. Perché se la si amasse di più noi saremmo la città più bella e ricca d’Italia. La città in cui si potrebbe vivere benissimo.

Giulia vive a Napoli, studia a Napoli. Però andrà via da Napoli. Perché? Non sarà colpa della città, Giulia ha una storia diversa da Andrea, diversa da quella di Francesco.

Quale? Be’, ancora un po’ di pazienza. Ne ho io che non ne ho e che avrei pubblicato il libro il 3 agosto, portatene anche voi. Magari con un colpo di fortuna vi ritrovate a fine settembre il terzo volume su Amazon, oppure sarà per fine ottobre, se nascono complicazioni potrebbe slittare, ma state pur certi che voi leggerete questa storia a breve.

Tra l’altro, ma non so se ci riesco, per fine anno vorrei pubblicare anche un terzo romanzo, terzo pubblicato solo in questo anno, che teoricamente ho rivisto in questo mese, rieditando quanto già scritto e completandolo con il finale. Ma nel momento in cui programmo questo articolo non so il tempo che ci ho potuto dedicare per davvero.

Vi lascio con un teaser (una sorta di presentazione dei concetti del libro) di “Certe incertezze”, ovvero “Le parole confondono” volume 2.

Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #3

#3 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Eccoci al terzo appuntamento con “Una copertina a pezzi” del volume 3 de “Le parole confondono“.

In effetti ora è più chiaro, ma lo era anche prima, immagino, che la protagonista che comparirà a copertina completata, indossa qualcosa che la protegge dal freddo.

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Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #2

#2 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Ecco, aggiungiamo un altro pezzetto della copertina (gli altri pezzi sono qui). Si tratta del pezzetto n°2 collocato in basso, quello al centro.

Si finisce di scrivere il mio nome e inizia a definire le prime due lettere del mio cognome. Inoltre dà conferma, per chi aveva provato a indovinare nell’articolo precedente, di cosa indossi la protagonista.

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Una copertina a pezzi: volume 3 de “Le parole confondono” #1

#1 di 9 pezzi di puzzle della copertina del terzo volume de “Le parole confondono”. Copyright immagine: © Lithian | Dreamstime.com

Ecco. Sono in fibrillazione, non so quanto resisterò. Ho dato poche ore fa il terzo volume de “Le parole confondono” al mio prezioso collaboratore per una sua beta lettura e ora sono già qui a svelare piccoli pezzi della storia e di tutto quanto si compone il nuovo romanzo.

Oggi inizia il giochino del puzzle della copertina. Sono nove pezzi che mi sono messo a ricavare con tanta e tanta pazienza usando The Gimp. Alla fine non è stato nemmeno tanto complicato. Alcuni pezzi li ho fatti in 5 minuti di orologio. Tutto sta a imparare come funziona un programma.

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la miglior piattaforma di selfpublishing non è…

(CC) Tommaso Tani / Flickr licenza CC

… italiana. Ovvio, no? Nì.

Perché ne parlo? Perché è successa una cosa gravissima per chi, autrice che conosco, usa una piattaforma italiana. Una cosa che ha davvero… ha davvero… non mi vengono nemmeno le parole, ma solo rabbia e tanta solidarietà per l’autrice.

Per fortuna che io ho abbandonato le piattaforme italiane di autopubblicazione più o meno dopo una settimana che ho pubblicato il mio primo ebook, ho iniziato subito a capire che non erano all’altezza delle mie aspettative (che magari non sono quelle di un altro, sia ben chiaro) e, soprattutto, dopo complicazioni inutili durate quasi nove mesi, nel lontano 2012.

Cosa è successo esattamente?

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diario scrittorio: martedì, 1 agosto 2017

È tempo di estate… no, per me è tempo di scrittura.

Come ho già detto in precedenza, NON ho particolare voglia di andare in vacanza da qualche parte. Più che altro, se riesco a non soffrire il caldo, dopo aver passeggiato un po’, dopo aver letto, visto una serie TV, mi viene una voglia matta di scrivere. Di raccontare storie estive. Mi piacerebbe pubblicare una storia alla settimana. Chiaramente è improponibile perché non si può produrre davvero una buona storia in 7 giorni passando per tutto il processo di autoeditoria (editing, riscrittura, riletture varie, beta reading, realizzazione copertina, ebook e cartaceo) e… promuoverla?

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