“The Morning Show” su AppleTV+

“The Morinig Show” su AppleTV+

Avendo comprato un Mac Book Pro nel lontano 2012 e avendocelo ancora, ho strizzato più volte l’occhio al servizio di streaming proposto da Apple (noto come AppleTV+), con tutta una serie di produzioni originali molto interessanti. Il servizio costa 4,99 euro al mese o 49,99 per 12 mesi. Si può pagare anche senza carta di credito, ma tramite Apple Gift Card. Che è la modalità che ho scelto. Il servizio regala alcuni episodi gratuiti senza dover sottoscriversi al servizio e poi una settimana gratis dopo aver sottoscritto l’abbonamento, per permettervi di valutare.

La prima serie TV che ho visto, e che mi ha spinto ad abbonarmi, è: “The Morning Show”, ambientata nel mondo dell’informazione.

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“Lo strano caso di Maria Scartoccio: ovvero, Un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente” di Renzo Bistolfi

“Lo strano caso di Maria Scartoccio: ovvero, Un brutto fatto di cronaca a Sestri Ponente” di Renzo Bistolfi

Sono giunto a leggere questo meraviglioso libro incuriosito dalle belle parole di un’amica che lo stava leggendo.

Di cosa parla questo libro?

Sestri Ponente, novembre 1956. La palazzina di via D’Andrade ospita un campionario di umanità molto varia: la sarta laboriosa aiutata da una giovane apprendista timida e bella; l’oste truffaldino; la vedova insolvente con il figlio dalle spalle larghe, la vita stretta e poca voglia di faticare; la cinquantenne con tanti figli ma nessun marito… Tutti sanno tutto – o quasi – di tutti. Alcuni sono amici, altri si sopportano, tutti si danno una mano per affrontare le ristrettezze. E c’è una cosa che unisce indissolubilmente gli abitanti di via D’Andrade: l’odio per la loro padrona di casa, la Maria Scartoccio. Ogni 5 del mese fa il giro degli appartamenti per riscuotere gli affitti e alla fine della giornata non c’è un inquilino che si addormenti con il sorriso… Così, quando Maria Scartoccio viene trovata morta in casa sua, vittima di quello che sembra un grottesco incidente, tutta la palazzina tira un enorme sospiro di sollievo. Forse, però, non è stato un incidente…

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E se si scrivesse per i personaggi?

Foto di David Mark da Pixabay

La classica domanda che ci si pone nel tempo, o che ci viene posta quando scriviamo, è: “Perché scrivi?”.

L’altrettanto tipica risposta è: “Perché mi piace”.

Scrivere non è mettere insieme una sequenza casuale di parole alimentando pagine e pagine dove magari in un paragrafo di 15 parole si usa 5 volte lo stesso verbo o aggettivo.

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“Una vita come tante” di Hanya Yanagihara

“Una vita come tante” di Hanya Yanagihara

In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England, e all’inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Willem, dall’animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue un accesso al mondo dell’arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità.
Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente, per lui i ragazzi hanno una cura particolare, una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua vita sempre oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudeltà umana e del potere taumaturgico dell’amicizia.
Come accade di rado, da una inconsueta immaginazione narrativa si è distillato un oggetto singolare: un romanzo classico e al tempo stesso modernissimo, capace di creare un mondo di profonda, coinvolgente umanità.

Dalla trama sembra interessante, vero? Il titolo non male, e la copertina pure. Però! C’è un però. Non è stato indicato un trafiletto necessario: “Questo libro contiene materiale molto sensibile e può impressionare chi non è abituato a continue e pesanti scene di autolesionismo e sangue”.

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Romanzi, novelle e pensierini

Immagine di Janko Ferlic su Pexels.

La narrativa è varia. C’è chi spaccia pensierini per un testo, chi spaccia novelle per romanzi brevi ma intensi e chi, per fortuna, chiama romanzi libri che sono veri romanzi. Il riferimento per cui si usa un nome tecnico ben preciso è legato al numero di parole di cui si compone il testo, e non alle pagine stampate di cui è fatto. Poi c’è chi pubblica una sceneggiatura (una lunghissima sequenza di dialoghi e basta) dicendo che è un romanzo, ma oggi non voglio parlare del fatto che una sceneggiatura è una sceneggiatura e non un romanzo.

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Li faremo godere!

Foto di intographics da Pixabay

Sì, faremo godere tutti. Faremo chi? Chi è che vuol far godere e a chi vuole riservare questo atto di goduria? Proviamo a immaginare, cerchiamo di immergersi in una stanza in cui ci sono quasi 50 °C il giorno di ferragosto e…

“Li faremo godere!” è il titolo del secondo episodio della seconda stagione della raccolta di racconti “Questa estate succede che”. La seconda stagione è in anteprima su Google Play Libri e Apple iBookStore inclusa già nella raccolta edita.

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L’indecisione è un problema serio

Foto di Markus Spiske da Pexels

Nella vita capita di essere indecisi. A volte succede sempre e davanti a qualsiasi tipo di attività. Anche rispetto al desiderio. Perché desideriamo qualcosa? È davvero ciò che vogliamo oppure è un ripiego per evitare di pensare meglio a ciò di cui davvero avremmo un gran bisogno? E con desiderio intento il termine generico. Desiderio anche per un acquisto costoso quale possa essere una macchina fotografica o un vestito. È più facile comprare una fotocamera, mettersi a fotografare ciò che ci piace piuttosto che affrontare i propri demoni, e con risolutezza?

Personalmente ho anche pagato la mia indecisione, in termini economici. Esempio banale. Organizzare una vacanza. Ci si rilassa, si rimanda, tanto il volo aereo è lì. L’albergo fino a ieri era disponibile. Sì, ma l’aereo aumenta nello stesso modo in cui di recente la borsa va in negativo e l’albergo magari aumenta il prezzo, oppure vende tutte le camere. Sì, ma io non so se voglio davvero andare lì, e se andassi da un’altra parte? E allora mettiti a valutare questa opzione. E che faccio? Non valuto, resto confuso. Devo arrivare a forzarmi per fare qualcosa che mi potrebbe fare bene. Staccare dalla quotidianità è importante, ma diventa difficile saperlo fare nel modo giusto.

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qualche aggiornamento su “Questa estate succede che”

“Questa estate succede che” di Giovanni Venturi

Ben presto “Questa estate succede che” inaugurerà una nuova stagione. Chi ha già comprato l’e-book su Google Play Store e su Apple iBookStore riceverà l’aggiornamento a costo zero. L’app Play Libri va solo aperta, su Apple va cancellato e riscaricato il file. Se invece si volesse leggere l’e-book su un proprio lettore e-book basta scaricare il file ePub o da Google Play dal proprio account o da quello di Apple.

Metto in palio un codice per lo scaricamento di una copia da uno di questi due store per chi mi convincerà con un commento a questo articolo 😉 .

Nei prossimi giorni ci sarà anche la versione per Kobo, Amazon, tutti gli altri store e il cartaceo.

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“Storie di scrittori” e “Nazioni immaginarie” di Ariano Geta

“Storie di scrittori”di Ariano Geta

A volte il desiderio di lettura si sposa con la voglia di leggere scrittori nuovi – magari bravi anche se poco o per nulla conosciuti – e avere poco tempo a disposizione. Ed è qui che entrano in gioco i racconti di Ariano Geta, il quale è molto bravo nella tecnica narrativa e nelle idee che si ritrovano nei suoi testi.

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