Diario di viaggio n° 8 – Non esiste la perfezione


È da un po’ di tempo che non scrivevo nel mio blog. Sono un po’ in crisi con la scrittura. Spesso ho osservato pessimi scritti in giro, romanzi noiosi che, come ricorderete se seguite regolarmente il blog, ho buttato o venduto.

Il primo romanzo di Nick Hornby (“Tutto per una ragazza”) era di una lentezza esasperante, con una storia priva di senso e noiosa. E gliel’hanno pubblicato. Ovviamente in seguito Nick Hornby è diventato famoso per romanzi migliori. Ho letto “Un ragazzo” ed è un buon romanzo. Naturalmente l’esordio è sempre l’esordio, però anche se più scadente, oggi il romanzo d’esordio ancora si vende. Certo, è da tener presente che questo rappresenta il caso di un testo di un autore straniero, quindi il discorso forse è anche un po’ campato in aria, però mi chiedo se fosse stato un esordiente italiano? Oggi come oggi penso che molto probabilmente gli avrebbero bruciato i passi, o sarebbe potuto succedere.

Sto valutando una serie di racconti in questi giorni perché partecipo a un concorso dove si prevede di commentare tutti gli altri in concorso. Sono 27 e al momento ne ho commentati 3-4. Solo uno era ben scritto e mostrava di sapere dove si voleva arrivare. Gli altri 3 sono scritti in maniera non del tutto corretta e hanno difficoltà a tirare fuori la storia. Un ulteriore lavoro sugli stessi potrebbe sistemare tutto, ma non credo che quel tipo di correzione sia permesso in questa fase del concorso.

Quando ho frequentato fino a qualche mese fa il forum di una casa editrice, la prima cosa che ho imparato è che un racconto è difficile da scrivere. Facilmente si può creare una cosa banale e scritta in modo superficiale e approssimata sia nella forma che nel contenuto. Eppure i commenti in questo nuovo forum sono tutti entuasiasti, forse devo imparare di più, non so. Spero che gli altri almeno siano piacevoli da leggere. Certo sarebbe meglio di no, così potrei avere la possibilità di vincere la pubblicazione 🙂 . Se non ho capito male, il migliore in assoluto sarà pubblicato dalla casa editrice 18:30 . I restanti finiranno comunque in un ebook gratuito da scaricare.

“Bene” penserà qualcuno. “Allora sei un esperto… Puoi diventare famoso. Dove sono i tuoi lavori? Ti piace solo parlar male degli altri?”

Quando ho comprato testi validi li ho recensiti in questo mio piccolo spazio, quindi non parlo male a prescindere 🙂 . Recensisco in genere autori di piccole case editrici. E quasi mai quelli delle grandi case editrici visto che si vendono da soli e sono apprezzati già da tanti. Poi aggiungo. Non so cosa posso diventare o meno. Ho solo assaporato in questo ultimo mese il rigetto per la scrittura. Scrivere è facile, ma scrivere bene, raccontare una storia è difficilissimo. E me ne sto rendendo conto con il romanzo. La cosa peggiore è che essendo una cosa scritta da me non riesco a capire come va migliorato. Mi rendo conto che non va bene in alcune cose se lo confronto con libri di qualità che ci sono in giro, ma anche se non lo faccio sento che manca qualcosa. Parlo del focalizzare la storia e quindi svelare e definire i personaggi in base a ciò.

Forse dentro la mia narrazione ci sono altre 3 storie. Questo è il difetto. Quindi in realtà ho scritto tre libri. Se li separo andranno bene 🙂 .

Diciamo che preso dalla fenesia di farmi valutare prima di inziare invii a case editrici ho pure fatto l’ENORME STUPIDAGGINE. Ho pagato un bel po’ per farmi fare un’analisi inutile del mio testo. Sapevo bene quali erano i limiti dello stesso. Solo mi aspettavo alcuni consigli base, uno strumento in più, qualche aiuto/suggerimento, anche generale, per individuare e correggere il testo. Quindi ora da idiota, ho capito quanto valgono alcuni servizi editoriali. Il problema è che tutto ha un prezzo. Il problema non sta in chi ha offerto il servizio, in fondo era chiarissimo il costo, il problema è che non avrei dovuto procedere così. La colpa è mia.

Diciamo che forse è una conseguenza dell’essere spavaldi, o, forse, come nel mio caso, di sentirsi persi. Non sapendo a chi farlo valutare per poter puntare in alto… In realtà mi attendevo qualche dritta, qualche indicazione precisa. Degli esempi diretti. Molti dicono che scrivo bene e che quindi posso sicuramente migliorare, ma non so. In questo momento non lo so davvero. Mi rendo conto che forse narrare una storia che possa piacere a tutti non è banale, magari anche per i grandi autori, ma in particolare non è possibile ancora per me. Fondamentalmente mi piaccioni i dettagli, creare dei contorni che siano di arricchimento alla storia, ma che forse devo imparare a realizzare in maniera più sintetica e diretta.

Certo è che il giudizio di una persona che forse ne sa più di te non va nemmeno bene. Immaginiamo di correggere tutto secondo indicazioni che andrebbero chieste dietro compenso. L’editing costa un boato di soldi. Si parla in genere di 1.50 EUR a cartella, ovvero per 1800 caratteri inclusi spazi. Dicevo, immaginiamolo solo, perché non pagherò mai più nessuno per sapere quello che già sapevo del mio testo. E non pagherò nemmeno per farne editing. Questa è una cosa su cui si lavora a braccetto con l’editor della casa editrice che vuole pubblicare l’opera. Però, immaginiamo per un attimo di pagare per una correzione del testo. Poi si invia alle case editrici. Secondo voi quante di loro apprezzeranno?

Ci sarà sempre qualcuno che se interessato al testo proporrà le sue modifiche. La narrativa è una questione molto soggettiva. E me ne rendo conto dai libri che si pubblicano e dai giudizi che ricevo dalle varie parti. Nessuno ha la verità in mano e non esiste la perfezione.

Ci sono vere schifezze, piccole o grandi che si voglia, nascoste tra titoli di grande qualità. Ma questo è un discorso generale in cui cade sia la piccola casa editrice con dei testi sufficienti che la grande casa editrice con testi noiosi come quelli dell’elenco che feci qualche articolo fa. E in ogni caso ci sono esordienri di piccole case editrici che si danno da fare… e si nota. 🙂

Quante energie ho per arrivare a pubblicare? Non lo so, ma da adesso in poi non le voglio più sprecare. Come ho sempre detto non è indispensabile pubblicare quello che si è scritto, poi aver scritto un qualcosa non implica la pubblicazione automatica. Se uno ha passione e si lascia coinvolgere dalla scrittura lo fa indipendentemente dalla pubblicazione eventuale. Non tutti i lettori sono uguali, non tutti gli scrittori sono uguali, non tutte le case editrici hanno gli stessi gusti e se molti mi dicono che ho talento deve essere sicuramente vero, ma al momento non so. Sto scrivendo anche altre cose, ma in totale tranquillità senza il desiderio o l’ossessione della pubblicazione.

Alla prossima.

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