diario scrittorio: mercoledì, 16 settembre 2020

Salve a tutti, si riprende con le notizie delle opere in scrittura.

Avevo promesso una antologia di racconti di ferragosto da pubblicare a puntate su Google Play Libri e Apple iBookStore, gli unici due store che permettono di aggiornare un e-book senza creare problemi infiniti come Amazon o rendere impossibile la cosa come accade per Kobo.

Ogni settimana l’e-book si arricchirà di un racconto. Non saranno racconti brevi. Avrei dovuto pubblicarli per il 15 agosto, ma per farlo avrei dovuto iniziare a operare sulle storie a gennaio.

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diario scrittorio: venerdì, 31 luglio 2020

Quest’anno, per la prima metà dell’anno, mi sono dedicato alla riedizione di “Le parole confondono” in quanto l’editing che mi fu fatto all’epoca era imbarazzante. Me ne sono accorto rileggendo il romanzo perché stavo scrivendo il quinto volume della saga che si lega molto al primo e siccome poi le persone in teoria dovrebbero partire dal primo volume e procedere man mano con gli altri, se interessati, avere un primo volume non curato in maniera ossessiva come gli altri era un cattivo biglietto da visita.

Questo ha comportato in pratica che tutti i progetti narrativi di quest’anno saltassero. Le energie sono quelle, se si impegnano in qualcosa non si possono usare anche per altro, cioè si può anche ma i tempi si allungano tantissimo e si accumula stress e insicurezza. Infatti è quello che è successo. Mi son perso anche grazie alle poco piacevoli vicende che hanno colpito tutti noi. C’è gente che non ne è più uscita viva e il confronto con me non regge, loro le hanno subite in modo più drastico e molto peggio.

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diario scrittorio: mercoledì, 17 giugno 2020

Era dall’anno scorso che non scrivevo più un articolo per questa “rubrica”. Ne approfitto oggi perché sono giusto tre mesi che sto provando a scrivere il settimo volume della mia saga/serie “Le parole confondono”.

Di recente ho ricevuto dei complimenti per la nuova edizione del primo volume, ma non so se si tradurrà mai in una recensione. Non importa. Tutto scorre, tutto passa, panta rei. Quando si pubblica un libro non succede mai nulla di che, se poi si pensa che sono passati 8 anni, allora pure peggio, no?

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due parole per il 2020

Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay

Tempo fa dissi una blogger che due parole per il 2020 si potevano sempre dire. Sia a inizio gennaio che a marzo, e pure oltre, ovvero quando uno se la sente.

È un po’ di tempo che non scrivo articoli per il blog (tutti li chiamano post, ma a me il termine fa venire i brividi). L’anno scorso si è concluso in modo non specialissimo – mi sono persino perso i fuochi di capodanno di Londra – e il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi. Dicevo, mi sono perso i fuochi a Londra, ma non mi sono perso Londra, anche se mi sento perso io.

Londra è la mia droga. È una città che mi ammalia, non poco, ma tantissimo. In gran parte perché è del tutto diversa dalla jungla in cui vivo e anche se è un po’ caotica, lo riconosco anche io che a tratti è caotica, è pur sempre più normale di dove vivo oggi.

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Scrittura, aspettative e realtà

Foto di Free-Photos da Pixabay

Oggi tutti scrivono, tutti pubblicano, tutti sono editori e nessuno sa la differenza tra:

  • editoria classica;
  • editoria a pagamento;
  • editoria a doppio binario;
  • selff-publishing;
  • tipografia.

A volte, anche quelli che si proclamano self-publisher *NON* sanno cosa sia il self-publishing. Tanto per essere puntigliosi – lo so, non dovrei cercare i punti sulle i se spero che qualcuno commenti il blog e non cambi articolo all’istante – non si chiama “self” o “Self Publishing”, ma “self-publishing”, ovvero si ricorre a una parola composta inserendo un trattino tra le due parole in lingua inglese “self” e “publishing”.

Non che ce ne possa importare più di tanto, voglio dire. O che la cosa mi sconvolga. Anzi, mi annoia profondamente.

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diario scrittorio: giovedì, 25 ottobre 2018

E giunse anche il quarto volume della serie Le parole confondono.

La storia si focalizza su due personaggi incontrati nel secondo volume: Francesco e Gianluca. In questa nuova storia, che si può leggere anche in maniera indipendente dai precedenti tre volumi, i protagonisti sono loro due, ovvero le due voci narranti saranno le loro. Si alternano capitoli in prima persona con il punto di vista di Gianluca con capitoli in terza persona in cui la visione è quella di Francesco.

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beta reading, editing, self-publishing, editoria o bubbole?

Image availbale on: Pixabay.com by StartupStockPhotos. Released with a CC0 license.

Oggi, pubblicare e pensare che si è giunti a un punto di arrivo, è quanto di più sbagliato si possa pensare. Anche perché la quantità di testi che arriva su Amazon, tanto per fare il nome di un book store, è impressionante. Non c’è più posto per nessuno. Ci si deve prendere a gomitate con tutti gli altri scrittori.

Perché editoria, invece di self-publishing, non è sinonimo di scelta migliore? Se non lo sapete ancora – mi dispiace che debba essere io a farvi questa rivelazione – il 90% dei piccoli e medi editori non fa editing approfondito sui testi. Se trovate in libreria libri di piccoli editori che in realtà vi sembrano una bozza su cui lavorare ancora, ora sapete il perché. Ma perché lo fanno? Forse questioni di soldi. Magari lo scrittore paga per pubblicare, in qualche modo (acquisto di copie o quant’altro), e quindi finché arriva il soldo non importa cosa pensi chi di cosa, male che vada si chiude un marchio editoriale e se ne apre un altro.

Se vi imbattete in un editore NON a pagamento, sappiate che nel 99% dei casi non accetta un testo che non abbia già avuto un pesante e completo editing e, oltre a questo primo vincolo, non si accettano nemmeno testi che superino le 30’000 parole e non si accettano testi di autori che non abbiano già un bacino di lettori pronti a comprare tutto ciò che pubblica.

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Un nuovo posto dove ci sono cose da leggere

image by Alexas_Fotos hosted on Pixabay released with CC0 license

Di recente mi sono imbattuto in un blog vetrina di e-book. Niente articoli su qualsivoglia argomento. Una vetrina pura e semplice, anche carina da vedere. Pensa e ripensa e mi sono detto che faceva effetto trovarsi il “catalogo” dei propri lavori narrativi tutti insieme in un sito chiaro e pulito. Non c’è niente di meglio per pubblicizzarli.

Spesso mi chiedo se chi arriva su questo blog riesca a trovare i miei lavori (nell’ipotesi che cerchi questi 😀 ), se la struttura non sia caotica, troppo disordinata. Se si capisca qualcosa o si percepisca il desiderio di scappare a gambe levate perché qualcuno pensa che io sia acido, poco social, polemico. Condivido poco sui social perché ci sto poco, non perché abbia antipatie, sia ben chiaro, e poi sono un tipo riservato, che ci crediate o no. Non mordo. Chi mi conosce bene sa che mi piace scherzare.

Così mi sono messo di pazienza infinita e ho radunato i miei 9 e-book – caspita sono proprio 9! – sotto un unico tetto, ovvero: ilibridigiovanniventuri.wordpress.com.

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diario scrittorio: mercoledì, 18 marzo 2018

Finalmente sono riuscito a concludere il quarto volume della serie “Le parole confondono“, almeno la prima bozza. Mi basta e avanza. Non ho alcuna intenzione di mettermici a correggerlo rileggendolo almeno cinque volte, andando a caccia di refusi, parole da eliminare e far comparire sinonimi al loro posto per evitare ripetizioni, sentire il suono delle frasi, la cacofonia e altre tremila cose. Anche se l’ho già riletto e corretto varie volte prima di finirlo, ho trovato e rimosso una incoerenza che era lì da alcune versioni e che è sparita. Pace all’anima sua.

Però non ho ancora cambiato idea. L’ho concluso, sì, bene. Non ho detto che voglio/sento la necessità impellente di pubblicarlo. Forse perché l’anno scorso ho pubblicato ben due romanzi e mi sento ancora stanco?

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