Lezione n° 8 – Un avvio efficace


Eccoci nella nostra nuova lezione di «Scrittura creativa».

Oggi si parla di “Incipit”, ovvero l’avvio di un testo narrativo. È la prima cosa che un lettore legge in quando si trova proprio all’inizio della sua opera.

Sarà anche all’inizio, ma vi rivelo un piccolo segreto. L’incipit è quella parte di un romanzo che si scrive per ultima. “Come? Ma se si trova all’inizio?” direte voi.

Vi assicuro che è così. È decisamente difficile che quando un autore si mette a scrivere un romanzo lasci intatto il brano di avvio. L’incipit in genere è composto dal primo paragrafo, ma racchiude comunque tutto quando permette di rendersi conto di cosa si sta iniziando a leggere, quindi non va oltre il primo capitolo, nei casi peggiori, ma deve essere, in ogni caso, brevissimo.

Avrete sicuramente letto un po’ di libri se ora siete qui a sulle pagine di questi miei appunti. Cosa fate quando andate in libreria e volete comprare qualcosa che vi attiri? Osservate la copertina, leggete il titolo, poi la trama… I trafiletti dei giornali che consigliano il testo “perché ecc… ecc…” lasciateli perdere, si tratta di specchietti per le allodole, in genere i giornalisti non leggono il libro e ne scrivono bene a prescindere per una serie di motivi… Almeno per i bestseller. Dicevo, la trama, poi, almeno io così faccio, inizio a leggere l’incipit del libro e se mi cattura lo acquisto, sperando di essere fortunato.

Vi renderete conto, quindi che un incipit efficace è fondamentale per permettere al lettore di pensare di investire in un autore. Quando si iniziano a scrivere le prime cose della propria storia non si ha un’idea così precisa su tutto quello che si scriverà, quindi l’inizio di certo sarà modificato tante volte e, in genere, proprio alla fine di varie revisioni.

In generale i romanzi hanno la tendenza a iniziare in “media res”. Cosa vuol dire? Che si cominciano dalla metà, o anche dalla fine, e poi man mano che si procede si torna indietro. Perché cominciare dalla fine o dalla metà? Non è una regola ferrea. Si comincia da un punto in cui ci sono elementi che scatenano l’azione. In un mio romanzo inedito comincio quasi dalla fine. Il protagonista è lì per lì che sta per buttarsi di sotto e farla finita e poi da lì si ritorna indietro spiegando come mai sia arrivato a un’azione così drastica e distruttiva. Quando ho iniziato il romanzo non era questo l’inizio. L’incipit mi è venuto in mente proprio mentre scrivevo la scena in cui il protagonista vuole farla finita, capitoli e capitoli dopo.

Certo, un tentato suicidio all’inizio del romanzo può essere pericoloso. Perché qualcuno può pensare: “ah, iniziamo bene, a chi vuole angosciare ‘sto scribacchino?” oppure “wah, no, ma il ragazzo davvero si butta di sotto? E perché?”. Naturalmente, se un giorno pubblicherò questa storia, vorrei che il lettore si soffermasse sul secondo pensiero e non certamente sul primo.

Come si scrive un incipit efficace? Non lo so. La cosa importante è dire delle cose che trascinano dentro la storia da subito. Incuriosiamo. Se non succede, anche se la storia che segue è molto bella, travolgente, non troveremo mai il consenso di un lettore, non avremo mai qualcuno che punterà su di noi. Se vogliamo arrivare ai lettori. Ovviamente è difficile. Non è che la narrativa sia così facile da gestire. Soprattutto quando non è un thriller o un noir, dove non ci sono fughe, assassini incalliti e mirabolanti corse per le strade di Montecarlo.

Solo leggendo e rileggendo la nostra storia possiamo capire come potrebbe iniziare. Magari senza dover fare grandi stravolgimenti al testo, ma questo è un altro discorso. L’incipit di un altro mio romanzo inedito l’ho cambiato quasi in ogni revisione e in quest’ultima ho dovuto compiere una grossa operazione di riscrittura. Il panico, insomma, anche perché dopo queste modifiche non è detto che possa piacere. Certo è che l’incipit e la storia in genere devono essere chiare nella nostra mente. Se riusciamo a dire in un paragrafo o due di cosa parla, senza incertezze, allora ne abbiamo la padronanza giusta per sistemare la storia come vogliamo, per trovare l’incipit accattivante che cercavamo… Ovviamente se solo l’incipit è strepitoso, ma il resto non decolla, non attrae, abbiamo ancora grossi problemi, ma affrontiamo un argomento per volta.

Se state gradendo il corso e avete domande o esperienze da comunicare fatelo pure con un commento, non siate timidi.

Per fare un po’ di esercizio, provate a leggere l’incipit di un po’ di libri e vedete cosa c’è che attrae. Leggiamo “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway, oppure “Anna Karenina” di Lev Tolstoj. Quest’ultimo potete trovarlo anche in formato PDF gratuito presso Liber Liber. Come audiolibro. O in formato ePub curato da Il Castello Volante Edizioni. O “Il conte di Montecristo” che è gratuito in e-book presso simplicissimus.it. Lasciamo perdere i bestseller moderni, a meno che non vogliate cimentarvi in quel tipo di testi. A voi la scelta. Leggiamo quanti più incipt vogliamo. Quelli dei libri di Stephen King sono tutti utili, se ne avete consultateli, oppure passiamo in libreria e leggiamone, non si paga. Se poi ne trovate qualcuno interessante potete sempre comprarlo.

Alla prossima lezione di «Scrittura creativa».

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