Basta, andate via!

Foto di Mong Mong da Pexels

Anche il quarto racconto della racconta “Questa estate succede che” è stato pubblicato. Chi lo ha già acquistato lo ha ricevuto nel proprio dispositivo qualche giorno fa.

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Rita, su Netflix

Image by TV2 Denmark used to serve as the primary means of visual identification at the top of the article dedicated to the work in question.

Rita è la seconda serie televisiva danese che guardo su Netflix. La prima, come già recensito, è stata Borgen.

Entrambe mi sono piaciute molto. Trattano di due argomenti completamente diversi. In Rita si parla di una insegnante di scuola che risulta fuori dagli schemi, molto eccentrica e che ti dice sempre cosa pensa, si mette anche contro le persone, arriva anche a correre il rischio di farsi licenziare, o lo supera, se lei crede nella buona causa per cui si batte.

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Ama, a papà

Foto di Anastasia Shuraeva da Pexels

È uscito sabato scorso il terzo racconto della raccolta, la quale era in offerta su Google Play Libri per l’occasione. Siamo quasi al 37,50% dell’opera. Mancano 5 racconti e, nel frattempo, sto approfittando del CampNaNoWriMo per aumentare il numero dei racconti previsti.

Il titolo del terzo racconto è: “Ama, a papà”.
La città non è caratterizzata affatto. L’azione avviene dentro un appartamento. Una famiglia che affronta il caldo e il fatto che non si è in vacanza e non si è nemmeno al mare il giorno di ferragosto. Liti, gelosie tra fratelli, una palla.

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Andrà tutto bene

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Ieri è stato aggiunto il secondo racconto nell’openbook “Questa estate succede che”, la mia nuova raccolta di racconti uscita il giorno 3 luglio scorso. Questa settimana l’aggiornamento è stato a breve distanza perché ho valutato delle date per cui arriveremo con l’uscita dell’ultimo racconto già pronto il giorno 14 agosto.

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Questa estate succede che

“Questa estate succede che” di Giovanni Venturi

Ecco, dopo un anno di lavoro sul testo, ho pubblicato su Google Play Libri e Apple iBookStore, il mio primo openbook di genere noir che per il momento comprenderà 8 racconti corposi che saranno rilasciati man mano fino a giungere al ferragosto, il quale risulta il tema caldo del libro.

La scheda completa dell’e-book è disponibile: qui.

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comprare e-book su Google Play Libri

Foto di Alessio Cesario da Pexels

È da diverso tempo che compro su Google Play Libri e mi trovo molto bene.

Compro su questo store perché ha un formato standard del file e-book, ovvero l’ePub, pertanto è possibile caricare il file su un qualsiasi lettore e-book standard e procedere nella lettura, oppure si può usare l’app Android di Google, ovvero Play Libri, la quale è un’app che è già presente nelle ultime versioni di Android.

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Racconti del ferragosto: 24 giugno 2020 – 24 giugno 2021

Immagine di Pixabay pubblicata su Pexels con licenza CC0.

È passato un anno preciso da quando ho iniziato a mettere nero su bianco il progetto dei racconti del ferragosto. Eppure, nella mia testa, questo progetto è iniziato diversi anni or sono. Ogni volta che ero su una spiaggia a ferragosto, o intorno a quella data, osservavo una quantità smisurata di storie che mi passavano sotto il naso, dialoghi surreali che se riportati in un romanzo o in un racconto, il lettore di turno o ti accusa di troppa fantasia oppure ti dice che la tua storia non è assolutamente credibile.

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Borgen – Il potere

È una serie televisiva danese molto ben fatta, che racconta la storia di Birgitte Nyborg, una donna straordinaria che cambierà le sorti della politica danese ritrovandosi improvvisamente a essere eletta come primo ministro. È disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix.

Benché penserete che non abbiate voglia di guardare una serie sulla politica e men che meno quella danese di cui non sapete nulla, gli episodi ci spingono in una realtà quotidiana in cui ci sono uomini e donne reali, ci sono relazioni, paure, c’è azione. Ogni puntata finisce con un cliffhanger, ovvero ti chiedi: “E ora che succederà? Devo saperlo”. Adoro soprattutto la protagonista, Birgitte, interpretata dalla bravissima Sidse Babett Knudsen, che risulta di temperamento forte, unico, non è un normale primo ministro, è il Primo Ministro che tutti vorremmo avere perché è concreta, non racconta fandonie, è pratica, vulcanica e, soprattutto, ha una morale, le sta davvero a cuore il bene dei suoi cittadini, non come accade nella realtà. Non so quanto di fiction ci sia, ma la serie è ben fatta. Tratta argomenti anche ostici.

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Qual è l’utilità di un social network?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Una volta ho scritto pubblicamente a un giornalista dicendogli che se evitava male parole il concetto passava lo stesso. Non ho avuto alcuna risposta, ovviamente. Un giornalista serio non può usare le prime parole, e mai le male parole, che gli passano per la testa. E poi ricordatevi che la verità in tasca non ce l’ha nessuno. A meno che non stiate calcolando, per esempio, il valore di una formula matematica ben precisa.

Luciano De Crescenzo ci ha scritto un libro sul dubbio. Ha detto di fare attenzione a chi non ha dubbi, chi sa sempre tutto e la sua opinione conta più di quella degli altri. È così che la penso pure io. Resto lontano dalle persone super sicure di sé che ti vogliono solo controllare o farti sentire una nullità.

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Opinioni e social network

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Assodato che la censura esiste, la mia domanda è: ne vale la pena di stare su un social network? Soprattutto, si può davvero pensare di esprimere la propria opinione senza essere censurati e bannati per mere stupidaggini?

Direi che è giunto il momento di lasciar perdere i social network, nel senso di non condizionare la propria vita in funzione degli stessi, di non prenderli troppo sul serio per farci sopra dibattiti importanti con persone che non si conoscono, o finire per parlare da soli come un pazzo in un corridoio di un ospedale psichiatrico, se mi consentite, nel senso che è un po’ come parlare da soli per strada, si corre il rischio di essere guardati da gente che pensa ti dovrebbero mandare in un manicomio.

Consideriamo poi che sono gratis e tracciano tutto ciò che facciamo e si vendono le nostre abitudini a tutto il mondo.

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