Benvenuta primavera

Photo by Hrvoje Abraham Milićević

Come succede ogni anno, anche stavolta ho dimenticato l’arrivo della primavera di venerdì scorso. Il 21 marzo è una data molto importante in due miei romanzi, “Le parole confondono”, il primo da cui la serie prende il nome, e il settimo, ovvero “Quel minuto prima di te”, che si conclude proprio nel giorno 21 marzo, nello specifico 21 marzo 2019.

Continua a leggere “Benvenuta primavera”

Il vero e innegabile bisogno di approvazione

Photo by Wendelin Jacober

Il vero bisogno di approvazione, per uno scrittore, però, arriva dal lettore. È il lettore a rappresentare l’attore ultimo della catena narrativa. Tutta l’attenzione e il lavoro del mondo fatto sul testo per poi arrivare alla pubblicazione può rappresentare anche uno sforzo infinito, ma valere nulla se non si finisce nelle mani del lettore, della sua attenzione, per il fatto che lui o lei lascerà un “voto” o, meglio ancora, una recensione ben fatta, o ne parlerà agli amici, in un blog, su una rete sociale, da qualche parte. Se non accede, il lavoro fatto dall’autore è solo frustrante e inutile. C’è un bisogno di approvazione fortissimo quando si è appena pubblicato un libro, soprattutto perché non si sa se si è fatto bene a pubblicare, se era un testo pronto, rosolato nel modo giusto, se era crudo o se, invece, è venuto fuori addirittura bruciato. Come fai a saperlo se nessuno ce lo dice? Se nessuno nota la nostra nuova creatura?

Continua a leggere “Il vero e innegabile bisogno di approvazione”

Hai bisogno di approvazione per quanto scritto?

Photo by Efe Ersoy

L’opinione per un proprio scritto si può ottenere da chiunque, non necessariamente da un editore, anche perché un editore riceve più manoscritti di quelli che può leggere e, spesso, se si sono dedicati a dare un occhio alla sinossi già è tanto, in generale gli allegati dei messaggi di posta elettronica contenenti i romanzi – o i plichi (alcuni richiedono ancora una stampa cartacea dell’intero testo) – non vengono nemmeno aperti, ma cestinati direttamente.

Non faccio una critica. Descrivo solo il modo in cui si opera.

Continua a leggere “Hai bisogno di approvazione per quanto scritto?”

La scrittura e il bisogno di approvazione

Photo by Elli

Chi, insicuro di sé e delle proprie scelte (o non scelte) non sente un folle e necessario bisogno di approvazione?

Non ottenere mai un complimento è una cosa schifosa.

A volte non si ricevono mai, solo critiche e offese. Ecco perché quando vado al supermercato saluto sempre la cassiera, le auguro una buona domenica, una buona serata o, come è stato l’8 marzo, ho fatto gli auguri e sono stato guardato in modo sorpreso, come se fossi stato o il primo o l’unico ad aver avuto un gesto di premura, di gentilezza.

Continua a leggere “La scrittura e il bisogno di approvazione”

Le IA stanno molestando il blog

Photo by Pixabay

Oramai ricevo una quantità senza precedenti di visite da paesi come gli Stati Uniti. Motore di ricerca? Sì, ma anche altro. Di sicuro.

Non ho dubbi.

Di chi si tratta? Tutte quelle schifezze che rubano dati, testi, immagini, idee, e le analizzano, arrivano da lì. Oggi la cosa è stata ancora più inquietante del solito. Si è palesata proprio una IA.

Continua a leggere “Le IA stanno molestando il blog”

Il bisogno di approvazione

Photo by Johannes Plenio

Da un po’ di tempo a questa parte mi sono reso conto che non tutti sono sempre soddisfatti di se stessi, di ciò che fanno, della visione che hanno del futuro. Tanti sembrano rassegnati e muoiono lentamente ripetendo ogni giorno le stesse azioni che non apportano migliorie alla propria vita. Ci si trova rinchiusi in bolle di sapone che possono esplodere con un leggero soffio di vento.

Continua a leggere “Il bisogno di approvazione”

13 anni di editoria e cambiamenti: parte quinta

Photo by Josh Hild

La volta scorsa parlavamo della differenza tra “self-publishing” e “vanity press”, di “smart working” e “remote working”, di piccoli editori in economia e di grandi editori anche loro con problemi quotidiani in ambito finanziario, che li ha spinti ad affrontare l’editoria in modo completamente diverso rispetto a 40-50 anni fa.

Continua a leggere “13 anni di editoria e cambiamenti: parte quinta”

13 anni di editoria e cambiamenti: parte quarta

Photo by Josh Hild

Eccoci con la quarta parte di questa serie di considerazioni sull’editoria indipendente e non. Oggi, in data astrale 14 marzo 2025, posso affermare con totale, completa e assoluta certezza, che la gente se potesse bruciare vivi o scorticare (sempre vivi) gli autori indipendenti senza subirne conseguenze penali, lo farebbe. Aver letto qualche autore indipendente che si presentava già in partenza non bene, superficiale e non competente, significa non aver saputo selezionare il libro da leggere. Da qui a generalizzare, è un attimo.

Si accusano gli autori indipendenti tutti di essere invischiati con l’editoria a pagamento e, in un paese non anglofono dove chiunque parli deve infilare dieci parole di inglese ad capocchiam nelle frasi, si confondono i termini “self-publishing” e “vanity press”.

Continua a leggere “13 anni di editoria e cambiamenti: parte quarta”

Rapporto tra scrittura e serie TV

Photo by Sora Shimazaki

Quando Netflix, Apple, Amazon, vedono che una serie non produce più gli introiti attesi, quando il numero di persone che la seguono cala sotto una certa soglia, si cancella la programmazione della stessa. Niente più, niente meno. Oppure quando si vogliono investire soldi soltanto in show che portano soldi, si tagliano serie TV come “The OA”, “Travellers”, “Daredavil”, ecc…

È, di norma, un po’ la stessa cosa succede quando una serie di romanzi non riceve più la dovuta attenzione.

Continua a leggere “Rapporto tra scrittura e serie TV”

Diario scrittorio: martedì 11 marzo 2025

Non ho molto tempo, ma mi devo sforzare. Voglio mettere la parola fine all’ottavo volume della serie “Le parole confondono”. Mi sto concentrando sull’ultimo capito scritto fino a questo momento. Lo sto raffinando, asciugando, rimuovendo quelle tipiche frasi che mi darebbero fastidio incontrate in romanzi non miei. Devo mantenere un po’ di sobrietà e stile narrativo impeccabile, anche perché per quanto uno risulti attento è chiaro che la concentrazione poi cala e non sempre ciò che ieri sera era così chiaro ed evidente lo risulta sempre in assoluto ogni giorno.

Continua a leggere “Diario scrittorio: martedì 11 marzo 2025”