Caro anno ti scrivo

Sunset on the sea
Image by Adam Clark

Quest’anno oramai è andato. Il tempo passa, non si ferma. Siamo noi che dovremmo riflettere su come impiegarlo meglio, eppure non facciamo sempre quello che è meglio per noi stessi. Viviamo in una società in cui i condizionamenti sono sempre presenti e forti. Rischiamo di essere emarginati se non ci orientiamo al pensiero comune, ma anche quando pensiamo tutti nello stesso modo finiamo per emarginarci, appiattendoci e rendendo inutile la nostra esistenza.

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Smetti di pensare, di parlare e di scrivere, dannazione!

Photo by Osmany Mederos. Image Free to use.

In questi giorni, io che non guardo più la tivù da anni, mi sono ritrovato a casa di amici a cena e c’era la tivù accesa. Trasmissioni da salotti pubblici con vari dibatti politici in cui si esprime la volontà di impedire a tutti di manifestare perché dice che oramai non esiste manifestante non violento. Gente che si accapigliava alzando la voce perché: “lei non capisce un cazzo”, “lei dà ragione a chi viola la legge”, “lei è un terrorista se la pensa così”. Uno che parlava sulla voce dell’altro.

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Dati personali? Un tanto al chilo.

Photo by Wendelin Jacober

Certo, dire che oramai internet è diventato un pessimo posto dove passare il tempo, se ci teniamo alla privacy, alla nostra riservatezza, mi pare una frase di una banalità sconcertante. Però più avanti si va e più è concretamente vero.

E non parlo solo di Meta coi suoi cari Facebook, Instagram e WhatsApp, o di Microsoft a tutto spiano, oppure dell’ex-Twitter, ci sono tanti e tanti siti internet di testate giornalistiche (e non) che sono pieni zeppi di pubblicità pullulante di cookie nascosti per carpire informazioni relative alla nostra navigazione, alle ricerche che facciamo in rete, quali prodotti guardavamo su Amazon tre secondi prima, quali libri ci interessavano, ecc ecc…

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I primi giorni di settembre

Photo by Efrem Efre

L’estate sembra quasi scomparire coi primi giorni di settembre. Si passa abbastanza presto dal gran caldo alle piogge, magari pure intense o alle grandinate, inondazioni di fiumi perché… come mai? Il cambiamento climatico, dice l’anziano alla casa tutta dipinta di bianco, non esiste. E se non sono piogge, comunque, per noi poveri mortali, i quali non possediamo 12 miliardi di euro o più, si chiude l’eventuale periodo di vacanza che, per risparmiare in un mese dove nulla si può davvero risparmiare, lo abbiamo trascorso all’estero.

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Oltre il clic: la magia del desiderio nei mercati di strada

Old Spitalfields Market: copyright (C) 2025 Giovanni Venturi

Ho provato spesso questa sensazione: la magia del desiderio. Dove? Quando sono stato a Londra all’Old Spitalfields Market, un luogo quasi magico, direi, ma non per motivi straordinari o particolari. È un angolo di consumo, di consumismo, se vogliamo. Un posto dove vendono di tutto e di più e dove è difficile allontanarsi senza aver comprato un qualsivoglia oggetto, aver assaggiato prodotti culinari o dolci. Ma almeno non siamo di fronte ad aziende che battono cassa sul web accumulando migliaia di euro al minuto a botte di clic. È un tipo di consumismo diverso. Non va ad arricchire i soliti noti.

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Fumetti, ricordi e graphic novel

Le mie letture per qualche giorno di sano relax

L’estate, e in particolare il mese di agosto, mi porta sempre alla mente vecchi ricordi e di quanto fossi legato alle avventure di Paperino attraverso anche storie speciali come Le Paperolimpiadi, La spada di ghiaccio (se non ricordo male un omaggio a La spada nella roccia), le storie a bivi e Paperinik, che adoravo.

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Umiliato e offeso: storia di una vita vissuta al contrario

Photo by Mikhail Nilov

Credevamo che il blog avrebbe resistito ai social network, che la gente si sarebbe trovata più a suo agio su un blog piuttosto che su un social network, perché almeno si sperava che su un blog ci fosse un senso di appartenenza: ascolti la voce scritta sempre dello stesso autore. Molti blog che seguivo hanno chiuso bottega da anni.

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Benvenuta primavera

Photo by Hrvoje Abraham Milićević

Come succede ogni anno, anche stavolta ho dimenticato l’arrivo della primavera di venerdì scorso. Il 21 marzo è una data molto importante in due miei romanzi, “Le parole confondono”, il primo da cui la serie prende il nome, e il settimo, ovvero “Quel minuto prima di te”, che si conclude proprio nel giorno 21 marzo, nello specifico 21 marzo 2019.

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