I concorsi letterari e… Amazon

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Nella mia visione, un concorso letterario è un’opportunità che permetterà di selezionare, da un insieme di testi di scrittori, qualcosa che abbia una storia valida che emoziona e che viene raccontata nel modo giusto da qualcuno che ha talento e che magari è un perfetto sconosciuto. Il concorso letterario gli darà un minimo di visibilità.

Darà visibilità alla sua bravura a prescindere dal fatto che il testo sia o meno vendibile a livello editoriale, anzi che sia vendibile o meno non dovrebbe importare a nessuno. Quale sarebbe il senso di premiare qualcosa di vendibile di un autore, magari, senza talento e che non ha idea di come si scrive, o di quale sia la grammatica, di quali parti si compone un testo narrativo, che non sa come si gestisce un dialogo o un personaggio? Perché, se non guardi queste cose cosa selezioni esattamente?

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La libertà, questa famosa sconosciuta libertà

Foto di Public Co da Pixabay

«My freedom ends where yours begins.»
«La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri.»
«La mia libertà finisce dove comincia la vostra».
O anche, come dice il cristianesimo: «Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te».

Il concetto si spiega da solo: rispetto e civiltà.

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Anche io aderisco a #IoRestoACasa

Tutti stanno offrendo libri gratis o a bassi prezzi. Offerte che in realtà sembrano prezzi anche non tanto offerta. Libri a 6-7-8 euro.

Ma i libri sono tanti, troppi, troppi gratis, troppi a 99 centesimi. Varrebbe la pena di lasciare perdere quasi. Troppe informazioni, troppa scelta confonde quasi, come confondono le parole.

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due parole per il 2020

Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay

Tempo fa dissi una blogger che due parole per il 2020 si potevano sempre dire. Sia a inizio gennaio che a marzo, e pure oltre, ovvero quando uno se la sente.

È un po’ di tempo che non scrivo articoli per il blog (tutti li chiamano post, ma a me il termine fa venire i brividi). L’anno scorso si è concluso in modo non specialissimo – mi sono persino perso i fuochi di capodanno di Londra – e il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi. Dicevo, mi sono perso i fuochi a Londra, ma non mi sono perso Londra, anche se mi sento perso io.

Londra è la mia droga. È una città che mi ammalia, non poco, ma tantissimo. In gran parte perché è del tutto diversa dalla jungla in cui vivo e anche se è un po’ caotica, lo riconosco anche io che a tratti è caotica, è pur sempre più normale di dove vivo oggi.

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panchine e libri

panchina
Foto di Mabel Amber, still incognito… da Pixabay

Adoro le panchine, lo confesso. Quando sono a Londra, mi piace andare a sedermi a quelle belle panchine del Round Pound dove sei immerso a 360° nella natura, guardi davanti a te e vedi il laghetto, le anatre, le oche, i piccoli gabbianini bianchi. Volano, mangiano, nuotano, immergono la testa nell’acqua.

Stare al sole, magari in pieno inverno, o in autunno, è rilassante. Si può anche leggere, anche se preferisco stare sul prato a leggere, con un telo da mare sull’erba e lo zaino con panino di lato.

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L’autopubblicazione è un ripiego?

Image by HowardWilks available on Pixabay. Relased with a CC0 license.

Spesso, molto spesso, si sente dire, proprio da chi si pubblica senza un editore, che l’autopubblicazione è un ripiego in attesa del colpo di fortuna che gli permetterà di essere pubblicati da un grande grande grande editore.

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Amazon, le recensioni e la loro utilità

Image by Prawny on Pixabay released with license CC0.

Capita sempre che prima o poi, capita anche ai grandi produttori, alle grandi serie TV, ai film, agli scrittori come Stephen Edwin  King, John Grisham, ecc… ecc… di ricevere recensioni negative, a una stella o due.

L’utilità delle recensioni esiste ancora? Bisogna ancora credere nelle recensioni?

Alcune sono così informali e generiche che si potrebbero adattare a qualsiasi libro. In una recensione vera bisognerebbe dare delle informazioni relative alla trama del libro/film/serie TV, o al prodotto comprato e poi partire con le cose buone e, magari, quelle non buone. Solo in questo caso si può accettare, e digerire, una recensione negativa, e magari focalizzarsi sui “difetti” percepiti, se davvero è così.

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ma i libri son tutti uguali?

Mi sono imbattuto spesso in copertine uguali su testi diversi di autori diversi di case editrici diverse.

Questa copertina del tuffo la avrò vista in 4-5 romanzi, ma sono riuscito a risalire su Amazon solo a due romanzi che la usano, anche perché non ricordo gli autori o i titoli degli altri. Spesso altre copertine passano davanti agli occhi e pensi: “Ah, è quel tal libro”. Invece, si scopre che non è quel tal libro, ma proprio un altro.

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Promozioni estive 2019

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Su Google Play Libri i titoli: “Un giorno, sempre“, “Sai correre forte“, “Certe Incertezze” e “I motivi segreti dell’amore“, saranno venduti con uno sconto del 50%, ovvero a 1,99 EUR anzicché 3,99 EUR da oggi lunedì 8 luglio 2019, fino al 14 luglio 2019, giorno in cui festeggio i miei primi 7 anni di self-publishing, mentre i “Racconti dall’isola” saranno gratuiti.

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racconti, novelle e romanzi: come distinguerli?

(C) dhester at Morguefile

Spesso, credo da anni, oramai, gli editori tutti barano sul termine romanzo. Una volta ho sentito parlare addirittura di saga per una raccolta di alcuni testi che insieme non superavano le dimensioni di un romanzo breve (secondo lo schema riportato in fondo all’articolo).

Si presenta una novella, a volte nemmeno una novella, ma un semplice racconto, col nome di Romanzo e, spesso, viene scritto sulla copertina così: “ROMANZO”. Un po’ come se bastasse scriverlo per renderlo davvero tale.

Niente di polemico, ma se io vado in un negozio e chiedo un pezzo di pane da 1 chilo, poi non possono darmi un pezzo di pane da 250 grammi e dire: “È comunque pane che le ho dato, qual è il problema, non voleva del pane?”.

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